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Scuola: pensioni, Anief "Per 5mila docenti 1 anno di lavoro in più" In evidenza

Pubblicato in Lavoro
11 Luglio 2018 di Redazione Commenta per primo!
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Avere tutti i requisiti per andare in pensione, ma vedersi negato l'accesso per colpa di un cavillo burocratico: e' quello che - secondo l'Anief - potrebbe a breve accadere a circa 5mila insegnanti, a seguito del passaggio di consegne, dal Miur all'Inps, delle pratiche di verifica del calcolo pensionistico del personale scolastico. A fornire i primi dettagli di quella che per il sindacato si preannuncia la beffa dell'anno e' stato il ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti, che ha ricordato la differenza che l'Istituto di previdenza sociale adotta, ovvero l'anno commerciale, anziche' quello solare, per calcolare l'anzianita' utile per la pensione. Secondo l'Anief si sta andando a prefigurare un altro meccanismo cervellotico che danneggia i lavoratori della scuola: "perche' questo danno arriva dopo l'assurda riforma Fornero, con la dimenticanza, mai sanata, dei 'Quota 96' costretti a rimanere in servizio per diversi anni con il cambio delle norme successivo alla loro domanda di pensionamento; dopo la mancata inclusione, tranne che per la scuola dell'infanzia, dell'insegnamento tra le professioni usuranti, malgrado sia acclarata la sofferenza da stress correlata al burnout; dopo la piu' recente promessa 'Quota 100', la cui approvazione rimane in alto mare e su cui aleggia lo spettro del vincolo anagrafico dei 64 anni di eta'"."Riteniamo inconcepibile che, a fronte di un incremento progressivo dei requisiti richiesti dallo Stato per andare in pensione - commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal -, si debba assistere anche al ricalcolo in negativo dell'Inps che sta bloccando migliaia di insegnanti. Se il Ministro vuole tenere fede ai suoi impegni, non puo' dichiarare placidamente che il meccanismo adattato dall'Inps e' questo e non si puo' fare niente: i requisiti per andare in pensione sono gli stessi e, quindi, prescindono dalla stanza e dal palazzo che li va a ratificare. Bussetti si faccia sentire, invece di elogiare ad ogni occasione il lavoro dell'Inps e del suo presidente Tito Boeri: perche' spetta al ministro dell'Istruzione tutelare i suoi dipendenti, ancora di piu' laddove risultano vittime sacrificali di un cavillo-beffa. Non costringa il sindacato, anche stavolta, a raccogliere le carte per portarle in tribunale, dove per fortuna i diritti non cambiano a seconda di chi li valuta", conclude il sindacalista. (Italpress).

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