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Cisl, Furlan: «Bisogna partire dal lavoro» In evidenza

Pubblicato in Lavoro
25 Marzo 2017 di Redazione Commenta per primo!
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“Bisogna partire dal lavoro che da tanti anni non è più al centro dell’attenzione della politica per far ripartire il Paese. Bisogna finanziare la ricerca, l’innovazione, il sostegno alle imprese e ai lavoratori. Ma, soprattutto, puntare sulle infrastrutture medie e grandi, un Paese che vuole la competizione sulla qualità deve riformare il suo sistema: mettere al centro il lavoro significa investire in infrastrutture, materiali e immateriali, nella cultura, nella formazione, nell'innovazione e nella ricerca”. Così Annamaria Furlan, segretario generale Cisl nazionale, ha concluso i lavori del secondo congresso territoriale Cisl Palermo-Trapani, che si è svolto davanti ai 225 delegati delle due città, al San Paolo Palace di Palermo. Stamani Furlan ha visitato il Giardino della memoria di Ciaculli. “Ha fatto bene il Presidente Mattarella da Locri a richiamare il tema della lotta alla mafia - ha sottolineato la sindacalista - perché se non c’é legalità e giustizia il Paese non cresce, non c’è lavoro, e non possiamo garantire i veri temi di cittadinanza”. Poi un accenno alla grande esigenza di welfare nel Paese, “bisogna coniugare welfare sociale e pubblico poco presenti nei territori dove invece le esigenze dei cittadini sono tantissime. La politica ha portato avanti, spesso, messaggi speculativi per dividere le generazioni, ma con il nostro impegno, con l’accordo di settembre con il quale abbiamo fatto ripartire il cantiere della Previdenza, ad esempio, siamo riusciti a correggere questi errori”. Fra gli obiettivi fondamentali del sindacato, l’inclusione sociale, la contrattazione nel settore pubblico per rendere più efficiente la pubblica amministrazione valorizzando e tutelando le professionalità dei lavoratori, l’uso dei voucher da riportare alla loro origine. “Non si può affrontare il tema dei voucher - ha detto - con l’ansia del referendum, sono nati per coprire i lavori discontinui ma hanno assunto negli anni una dimensione diversa. Abbiamo chiesto varie volte ai governi che si sono succeduti nel tempo, di cambiare la legislazione dei voucher e di portarla alle origini, quando dovevano servire solo alle famiglie e alle onlus per coprire in modo trasparente il lavoro discontinuo. L’abolizione anche per questi soggetti, in primis le famiglie, crea un vuoto che rischia di far aumentare il lavoro nero. Il governo si è impegnato con le parti sociali a portare alternative.

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