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Migranti, da vertice Unione Europea 200 milioni per Nord Africa In evidenza

Pubblicato in Europa
05 Febbraio 2017 di Redazione Commenta per primo!
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Dieci le priorità sull’immigrazione approvate dai capi di Stato e di governo riuniti a Malta in un vertice informale. Prima di tutto un piano da “200 milioni di euro aggiuntivi per la finestra Nord Africa” proposto dalla Commissione europea e l'addestramento, l'equipaggiamento e il sostegno alla guardia costiera libica con programmi europei. “L'accordo con la Libia è di straordinaria importanza” perché “per la prima volta il governo di Tripoli si assume la responsabilità di una collaborazione completa con Italia e Unione europea su immigrazione”, ha detto il presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni. PUBBLICITÀ Tuttavia “attenzione che il governo libico non ha lo stesso controllo del territorio di Erdogan in Turchia”, ha ammonito Gentiloni che ha ricordato come “il 91 per cento dei migranti che arrivano in Italia passano dalla Libia”. Gentiloni ha anche ricordato che “quasi tutti i migranti arrivano in Libia dal Niger”, Paese verso il quale “Italia, Francia e Ue sono impegnate con un'altra azione”. I leader europei si sono poi impegnati per “ulteriori sforzi nella lotta contro i trafficanti con un approccio integrato che coinvolga la Libia, altri paesi sulla rotta, partner internazionali, le missioni europee Csdp, Europol e la Guardia di frontiera europea”. Oltre a questo, il piano prevede “il supporto alle comunità locali libiche” e “l’assicurazione di adeguate capacità di ricezione e condizioni per i migranti in Libia con Unhcr e Iom» assistendo quest'ultima nelle«attività per i rimpatri volontari». Nella dichiarazione finale del vertice sull'immigrazione si legge, infine, che i Paesi Ue intendono«sviluppare ulteriormente la dimensione esterna delle politiche europee sull'immigrazione per renderla resiliente nelle crisi future” e “identificare i potenziali ostacoli, ad esempio in relazione alle condizioni da rispettare per i rimpatri e rafforzare le capacità della Ue per i rimpatri, nel rispetto della legge internazionale».

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