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"L'Unione europea e' fermamente convinta che non possa esservi una soluzione militare al conflitto in Siria". Lo afferma Federica Mogherini, Alto rappresentate Ue per la politica estera, intervistata dal Sir. "Lavoriamo per la pace e per un accordo politico tra regime e opposizione siriana che, sotto l'egida dell'Onu, porti a una transizione. La Siria di domani, per essere in pace, dovra' garantire a ogni suo cittadino di sentirsi sicuro e libero nel proprio Paese, indipendentemente dal credo religioso, dall'orientamento politico, dall'identita' culturale", aggiunge.
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“Non esiste una soluzione puramente militare al conflitto siriano”, ma due pilastri, “una nuova Costituzione siriana e un processo politico che porti alla regolare celebrazione delle elezioni”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, a Lucca per la riunione dei capi della diplomazia del G7. “Questo sta dentro una cornice nella quale noi, come paesi del G7, riconosciamo che la Russia può svolgere un ruolo molto importante, che inevitabilmente può essere svolto in conseguenza di una logica negoziale”, ha aggiunto. “Mi sono persuaso che il segretario di Stato americano potrà andare a Mosca a portare la voce di uno spettro di paesi e sensibilità molto ampio”, ha proseguito Alfano, per il quale “sarebbe sbagliato, in questo momento, creare le condizioni di un isolamento della Russia”. “Il viaggio del segretario di Stato americano a Mosca si può nutrire di due grandi punti di forza: il forte sostengo dei paesi del G7 che hanno trovato una posizione comune - ha aggiunto -. L'altro è che, a seguito della riunione di questa mattina tra i paesi del G7 che la pensano in maniera analoga o simile sulla Siria, è stata riconfermata questa visione analoga o simile, e non era scontata”.
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"Sulla crisi in Siria, quello che sta accadendo e' per l'incapacita' dell'Occidente di gestire queste cose. Il fatto che Trump si sia mosso da solo significa un po' di cose". Cosi' il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni conversando coi giornalisti a margine, questa mattina, della cerimonia a Varese per il 165° anniversario di fondazione della Polizia di Stato all'insegna del motto 'Esserci sempre'. "Se una forza della Nato si muove senza coinvolgere gli altri - ha continuato il presidente Maroni - la Nato che ruolo puo' avere? Poi l'incapacita' dell'Europa di gestire una crisi che e' piu' vicina all'Europa che agli Stati Uniti. Da ultimo la rottura tra Usa e Russia e le minacce della Corea del Nord ci fanno temere uno scenario di guerra. Speriamo tutti nella saggezza - ha continuato - e che questo sia solo per far vedere chi comanda, chi e' piu' forte, ma poi prevalga la pace". "La Lombardia e' un territorio a rischio terrorismo - ha concluso Maroni -, ma ci difendiamo grazie a un collegamento forte con le forze dell'ordine e l'intelligence per prevenire e mantenendo sempre un'attenzione alta".
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"Dopo l'uso di armi chimiche, dopo la morte di quei bambini l'amministrazione americana ha fatto un intervento mirato. Ha fatto capire che l'uso di armi chimiche non puo rimanere senza sanzioni". Così il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, intervistato da Maria Latella, su Sky Tg24. "C'è una strada maestra: quella di fare una commissione di inchiesta e che nessuno si opponga, in sede di consiglio di sicurezza dell'Onu, all'accertamento della verita".
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Il Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, a margine della sua visita istituzionale a Cagliari, ha espresso la propria opinione sui recenti episodi bellici in Siria che stanno mettendo a dura prova gli equilibri geopolitici del pianeta. "Quello che è accaduto è accaduto, l'attacco con le armi chimiche andava al di là della linea rossa e del tollerabile. C'è una posizione molto chiara da parte delle Nazioni Unite in proposito, poi, una volta individuati, i responsabili dovranno essere processati come criminali di guerra al tribunale dell'Aia. "Come Europa - ha continuato Tajani - dobbiamo svolgere un ruolo importante, bloccare l'escalation, e mi pare che sia Trump sia Putin alla fine non siano desiderosi di far surriscaldare una situazione che di per sé è già grave. L'Europa - conclude Tajani - dovrà fare in modo che con l'Onu, con i grandi interlocutori, si possa arrivare a chiudere una stagione troppo lunga di guerra civile che ha devastato la Siria".
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“L'azione ordinata stanotte da Trump è una risposta motivata a un crimine di guerra”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, commentando l'attacco degli Usa alla base di Al Shayrat, in Siria, da cui si presume siano partiti gli aerei con le armi chimiche che martedì hanno provocato la morte di più di 80 persone, di cui 28 bambini. “Crimine di guerra di cui è responsabile Bashar Al Assad”, ha aggiunto. “Credo che una soluzione duratura vada ricercata nel negoziato, che deve comprendere tanto le forze di opposizione quanto quelle del regime, sotto l'egida delle Nazioni Unite con il ruolo costruttivo della Russia”, ha sottolineato Gentiloni. “Gli Stati Uniti hanno definito l'azione di questa notte come puntuale e limitata e non come la tappa di una escalation militare. Sono convinto che l'azione di questa notte debba non ostacolare - ha proseguito -, ma accelerare, le chance di un negoziato politico per una pace duratura, che tra l'altro è l'unico antidoto alla presenza di minacce serie che sono presenti in quella zona”. “Credo che le immagini di morte e sofferenza che abbiamo dovuto vedere nei giorni scorsi, in seguito all'utilizzo di armi chimiche, non possiamo accettare di rivedere - ha spiegato Gentiloni -. L'uso di armi chimiche è vietato dalle Convenzioni internazionali, da numerose risoluzioni delle Nazioni Unite e non può essere circondato dall'indifferenza chi ne fa uso, e non può contare su attenuanti o mistificazioni”. “In queste ore ho avuto colloqui con il presidente Hollande e la cancelliera Merkel, con i quali abbiamo condiviso questa impostazione e l'impegno comune perché l'Europa contribuisca in direzione della ripresa del negoziato”, ha concluso il premier.
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Sabato, 08 Aprile 2017 06:00

Siria, Usa attaccano base aerea

Gli Stati Uniti hanno sferrato nella notte un attacco con missili Tomahawk alla base di Al Shayrat, da cui si presume che siano partiti martedì scorso gli aerei con le armi chimiche che hanno provocato la strage della provincia di Idlib, in Siria. "Questa sera ho ordinato un attacco mirato contro la base da cui è partito l'attacco chimico", ha annunciato il presidente degli Usa, Donald Trump, spiegando che "è un interesse vitale degli Stati Uniti prevenire e fermare la diffusione e l'uso di armi chimiche mortali". Secondo Trump la Siria "ha ignorato gli avvertimenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu".
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Mercoledì, 22 Marzo 2017 06:00

Siria, da Ue sanzioni per armi chimiche

Il Consiglio Europeo ha aggiunto quattro alti funzionari militari all'elenco dei destinatari di misure restrittive dell'UE nei confronti del regime siriano. L'UE ha aggiunto queste quattro persone«a causa del loro ruolo nell'uso di armi chimiche contro la popolazione civile in linea con la politica dell'UE volta a contrastare la proliferazione e l'uso delle armi chimiche» si legge in una nota del Consiglio. La decisione porta a 239 il numero totale di persone oggetto di divieto di viaggio e congelamento dei beni in quanto responsabili della violenta repressione contro la popolazione civile in Siria, o in quanto traggono vantaggio dal regime o lo sostengono o sono associate a queste persone. Inoltre, per 67 entità è stato deciso il congelamento dei beni. Più in generale, le sanzioni attualmente in vigore nei confronti della Siria includono un embargo sul petrolio, restrizioni su alcuni investimenti, un congelamento dei beni della banca centrale siriana detenuti nell'UE, restrizioni all'esportazione di attrezzature e tecnologie che potrebbero essere usate a fini di repressione interna, nonché di attrezzature e tecnologie per il monitoraggio o l'intercettazione delle comunicazioni telefoniche o online. Le misure sono state prorogate da ultimo il 27 maggio 2016 e sono in vigore fino al 1º giugno 2017. L'UE ribadisce il suo impegno«a trovare una soluzione politica duratura al conflitto in Siria nel rispetto del quadro concordato nell'ambito delle Nazioni Unite in vigore, in quanto non vi è soluzione militare alla guerra civile siriana. L'UE è anche il donatore leader nella risposta internazionale alla crisi siriana con oltre 9,4 miliardi di euro, collettivamente dall'UE e dagli Stati membri, destinati all'assistenza umanitaria e allo sviluppo dall'inizio del conflitto - sottolinea il Consiglio -. Con l'intento di definire come rendere ancora più incisivo il ruolo dell'UE, il 14 marzo 2017 la Commissione europea e l'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza hanno adottato una comunicazione congiunta che propone una strategia dell'UE per la Siria proiettata verso il futuro, che sarà presentata al prossimo Consiglio 'Affari esterì del 3 aprile».
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“In Siria non c’è soluzione militare” ma andiamo avanti con “il lavoro diplomatico fatto a Ginevra” per “una soluzione del conflitto e la transizione post bellica”. Lo ha detto l’Alto Rappresentante per la Politica estera Ue, Federica Mogherini, al Parlamento europeo di Strasburgo. “Quanto avvenuto in questi mesi dimostra che non c’è solo soluzione militare ma una strategia” che comprende “anche il ricorso alla forza militare contro l’Isis”, ha spiegato Mogherini, dal momento che “con soluzione solo militare ci sarebbe già stata la fine del conflitto cosa che invece non è avvenuta”. Secondo l’Alto Rappresentante, “i meccanismi di monitoraggio per il cessate il fuoco sono necessari per calmare il terreno ma non sufficienti per creare unità, costruzione della pace e una transizione politica”. Mogherini ha fatto quindi sapere che il Servizio di azione esterna dell’Ue “sostiene il lavoro delle Nazioni unite a Ginevra per portare alla conclusione del conflitto” e prosegue con “il lavoro diplomatico volto a sostenere questo lavoro” con “incontri a livello regionale e sul piano umanitario”.
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Giovedì, 01 Settembre 2016 08:22

Domani sit-in a Roma per la tregua in Siria

Domani sit-in a Roma per la tregua in Siria. L’appuntamento è in piazza Santi Apostoli alle ore 11. Metà della popolazione della Siria non ha più una casa, 470mila persone hanno perso la vita, 1,9 milioni sono rimaste ferite o mutilate, l’aspettativa di vita è passata dai 70 ai 55 anni. Questi i numeri agghiaccianti che misurano la tragedia siriana prima ancora che iniziasse la nuova campagna di bombardamenti su Aleppo, che ha visto una crescita esponenziale di bambini tra le vittime. Il mondo si è indignato, ha pianto, guardando l'immagine di Omran, 5 anni, ferito e sgomento su un seggiolino di un'ambulanza, che ha plasticamente dato corpo alle conseguenze del conflitto in Siria, visto attraverso gli occhi di un bimbo scampato alla morte che invece non ha risparmiato il fratellino, Alì, poco più grande di lui. In cinque anni di guerra sono morte decine di migliaia di piccoli siriani. Solo ad Aleppo hanno perso la vita, da fine luglio, 350 bambini e più di 100mila sono intrappolati nella parte orientale della città. Aleppo è la nuova Sarajevo. Pari la durata dell'assedio, persino doppio il numero delle vittime. Oggi come allora il fallimento della comunità internazionale è sotto gli occhi di tutti. L'attenzione mediatica e le informazioni sul conflitto si riducono ogni giorno di più e con esse la consapevolezza di ciò che quotidianamente avviene nel paese. Per questo è stata promossa una mobilitazione: non si può restare a guardare, ci sono milioni di vite da salvare, ancora oggi, ad Aleppo e nel resto della Siria. “Facciamo nostre – dicono gli organizzatori -  e ribadiamo con forza le richieste all'Italia, all'Unione europea e alle Nazioni Unite di una tregua duratura, dell'apertura di corridoi umanitari, della fornitura senza ostacoli di aiuti umanitari alle popolazioni assediate. Chiediamo inoltre la fine degli attacchi contro i civili e le strutture civili, primi tra tutti gli ospedali; la cessazione dell'uso della tortura e delle sparizioni forzate”. Finora hanno aderito Amnesty Italia, Arci, Articolo 21, Associazione 46° Parallelo. Associazione Amici di Padre Paolo Dall'Oglio, Confronti, Cospe, Federazione nazionale della stampa, Italians For Darfur, LasciateCIEntrare, Rivista San Francesco, Tavola della Pace, Unicef, Un ponte per, Usigrai.

 

 

 

 

 

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