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Lunedì, 24 Settembre 2018 18:09

Moavero a New York per assemblea Onu

Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, si trova a New York, dove prendera' parte alla settimana ministeriale dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La delegazione italiana e' guidata dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e comprende anche il sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Manlio Di Stefano. Il tema prescelto dalla nuova PGA per la 73esima sessione dell'Assemblea Generale ("Making the United Nations relevant to all people: global leadership and shared responsibilities for peaceful, equitable and sustainable societies") e' focalizzato sull'esigenza di avvicinare l'ONU alle persone e ai loro bisogni attraverso un multilateralismo costruttivo e fondato su responsabilita' condivise ed e' in piena sintonia con gli obiettivi e l'azione dell'Italia alle Nazioni Unite. Fitta l'agenda del ministro, che rappresentera' l'Italia a diversi appuntamenti in agenda, tra cui l'apertura del dibattito generale, il Nelson Mandela Peace Summit, le riunioni ministeriali sulla Siria, sul Mali e il Sahel e sul Global Compact per le migrazioni. Il Ministro presiedera' poi gli eventi co-organizzati dall'Italia sull'empowerment femminile e lo sviluppo sostenibile, sulla Pena di morte e sulla Somalia. Previste anche le riunioni dei Ministri degli Esteri dell'Unione Europea e del G7. In calendario anche diversi incontri bilaterali. (Italpress)
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L'Italia non è il Bel Paese. Dal rapporto del Comitato Onu sui diritti delle persone disabili, emerge un dato agghiacciante. L'Italia è un Paese nel quale il portatore di disabilità è discriminato a tal punto da rendere seriamente preoccupata l'Organizzazione Intergovernativa.Per il Comitato delle Nazioni Unite,«non vi è alcuna sistematica integrazione delle donne e delle ragazze con disabilità nelle iniziative per la parità di genere, così come in quelle riguardanti la condizione di disabilità».

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Martedì, 29 Dicembre 2015 11:05

I caregiver familiari, l'Onu e la Casta

Entro il 15 gennaio 2016 sarà presentato il ricorso al Comitato delle Nazioni Unite per i diritti delle persone con disabilità promosso dai caregiver familiari ei disabili gravi e gravissimi.  Alla iniziativa processuale hanno lavorato sodo gli avvocati Andrea Saccucci e Giuseppe Rossodivita. I due legali, nei giorni scorsi, hanno avuto un incontro con i rappresentanti del Coordinamento nazionale famiglie disabili gravi e gravissimi per fare il punto della situazione. Lo Stato italiano si ostina a negare ai caregiver il benché minimo riconoscimento previdenziale e assistenziale nonostante sia pacifico il vero e proprio lavoro da loro svolto al fianco dei familiari affetti da gravi forme di inabilità o menomazioni. Senza contare le gravi ripercussioni alla vita di relazione e alla stessa attività di ricerca di una occupazione.  Una vicenda vergognosa che si consuma nella più totale indifferenza della classe politica.  A nulla sono valsi i ricorsi ai tribunali italiani. In assenza di una legge i magistrati hanno alzato bandiera bianca.  Adesso la palla passa alle Nazioni unite. 
"Man mano che le numerose pagine del ricorso venivano lette - ha commentato la presidente del Coordinamento, Maria Simona Bellini Palombini - dentro di noi cresceva la consapevolezza che quella intrapresa è la direzione giusta per riuscire finalmente a raggiungere l'obiettivo. L'approfondimento e gli studi svolti dai legali ai quali ci siamo rivolti è talmente completo da lasciare sbigottiti anche chi, come noi, studia questo argomento da anni. Man mano che andavamo avanti nell'analisi degli articoli della Convenzione delle Nazioni Unite per i Diritti delle persone con Disabilità risultava sempre più evidente il coinvolgimento dei familiari caregiver, in ogni passaggio, in ogni sfumatura relativa a tutto quanto in Italia ci viene negato. La Convenzione parla infatti di diritti umani, incontrovertibili diritti umani!".  "Ricorso a parte - continua - è importante cominciare a creare proprio la consapevolezza dei nostri diritti di esseri umani. Infatti se vogliamo veramente un cambiamento radicale, esso deve partire prima di tutto dalla presa di coscienza del nostro valore unico, non soltanto per la vita dei nostri cari ma anche per la civiltà della nostra nazione".  Una lezione di dignità al premier Renzi che pur sollecitato non ha ancora risposto alla lettera aperta indirizzatagli dal Coordinamento nelle scorse settimane. Se, però, la politica nazionale tace, mostrando, nella circostanza, tutta la propria inadeguatezza, nella società civile sta pian piano crescendo una certa consapevolezza. A San Giorgio a Cremano, in provncia di Napoli,  i vigili urbani hanno ceduto a titolo gratuito due giorni di congedo a testa a favore di un collega, residente a Napoli, proprio per dargli la possibilità di dedicarsi maggiormente alle esigenze e alle cure dei due figli minori. Si tratta di 82 giorni di ferie totali che equivalgono ad un aiuto concreto oltre che solidale. La cessione di giorni di ferie e riposo ai colleghi è inclusa in una norma del decreto legislativo n. 151/2015 che introduce le ferie solidali'; nel senso che i dipendenti di una medesima azienda, regalando giorni di ferie, aiutano il lavoratore ad assistere il proprio figlio minore che ha bisogno di terapie costanti. Il sindaco Giorgio Zinno ha accolto con favore la richiesta dei quarantuno agenti di polizia di cedere le proprie ferie a favore del collega, gran lavoratore, poliziotto attento e persona sempre disponibile.  Mentre la Casta resta a guardare la società civile guarda già al futuro.

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Mercoledì, 30 Settembre 2015 00:00

Clima da Guerra Fredda alle Nazioni Unite

È l'atto di accusa che il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon muove al Consiglio di sicurezza nel suo intervento alla 70esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. "Quattro anni di paralisi diplomatica del Consiglio di Sicurezza - ha dichiarato il Segretario Onu - hanno fatto sì che la crisi siriana sia diventata fuori controllo". Per il numero uno dell'Onu "è tempo che Consiglio di sicurezza e attori regionali si facciano avanti, prima di tutto i Paesi chiave: Russia, Usa, Arabia Saudita, Iran e Turchia". Ban Ki-moon dice no alla soluzione militare per risolvere il conflitto: "Fino a quando le parti non faranno compromessi tra loro, è inutile aspettarsi cambiamenti sul terreno". Sempre dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, affrontando il caso Siria, sferra un duro attacco alle potenze internazionali che sostengono il governo di Assad: "Agiscono in contraddizione con il diritto internazionale. C'è qualcuno che ci dice che dovremmo sostenere dei tiranni come Assad, perché l'alternativa è molto peggio. Bashar Al Assad ha brutalizzato il suo popolo: una soluzione in Siria deve essere la transizione da Assad a un nuovo leader".

Trasparente, nelle parole di Obama, il riferimento al presidente russo Vladimir Putin, che proprio oggi ha confermato il sostegno del Cremlino ad Assad. Sempre in tema di rapporti con la Russia, e in particolare delle sanzioni nei confronti di Mosca, Obama ha detto: "Non possiamo stare ad osservare quando la sovranità dell'Ucraina è violata. Questo è alla base delle sanzioni Usa imposte alla Russia. Ma non vogliamo ritornare alla guerra fredda”. Obama ha ricordato che "gli Stati Uniti non possono risolvere da soli" i problemi del mondo. Poco dopo è venuta - dal medesimo palco - la replica del presidente russo Vladimir Putin. "Prima di tutto - ha detto il numerouno di Mosca - ritengo estremamente importante aiutare a ristabilire strutture statali in Libia, sostenere il nuovo governo iracheno e a fornire un aiuto completo per il governo legittimo della Siria", ha detto Putin. Per il presidente russo è"un errore non cooperare col governo legittimo siriano". Rispetto alla crisi siriana, si registrano intanto passi in avanti al riparo dai riflettori nei contatti fra Stati Uniti e Russia. 

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Gli stati membri delle Nazioni unite dovrebbero impegnarsi a fondo per fare passi avanti verso la totale eliminazione degli armamenti nucleari. Lo ha affermato il segretario generale delle Nazioni unite, Ban Ki-moon, in una nota diffusa oggi. La dichiarazione del segretario generale arriva in concomitanza con la giornata internazionale per l’eliminazione delle armi atomiche istituita con una risoluzione Onu nel 2013. “Sfortunatamente, - ha commentato - vi sono crescenti divisioni fra gli stati membri riguardo al come e al quando arrivare a un mondo in cui non vi siano più armi atomiche. Faccio appello – ha proseguito Ban Ki-moon - a tutti gli stati membri Onu affinché si impegnino in maniera costruttiva per trovare una strada da percorrere”. Inoltre, l’eliminazione degli armamenti nucleari dovrebbe – ha aggiunto il segretario generale Onu – generare le risorse necessarie per applicare l’“Agenda 2030” sullo sviluppo sostenibile adottata a settembre. La totale eliminazione degli armamenti nucleari fu al centro della prima risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni unite nel 1946 ed è stata costantemente presente nell’agenda dell’Assemblea generale sin dal 1959.

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Domenica, 30 Agosto 2015 00:00

Onu, Ban Ki-moon attacca l’Europa

Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha rivolto un appello ai governi ad aumentare l'impegno per far fronte all'emergenza migranti in Europa. "Bisogna fare molto di piu'", ha sottolineato Ban. "E' una tragedia umana che richiede una risposta politica collettiva determinata: e' una crisi di solidarieta', non di numeri".

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GINEVRA, 23 GIUGNO 2015 – Sei mesi dopo l'annuncio della Repubblica Popolare Cinese di fermare il prelievo forzato di organi dai prigionieri, un gruppo internazionale di medici, studiosi e attivisti si riuniranno per esaminare il fallimento della Cina nell'adempiere a ciò che aveva annunciato, in particolare rispetto ai prigionieri di coscienza. Mercoledì 24 giugno 2015, al Palazzo delle Nazioni, Medici contro l'espianto di organi (DAFOH) ospiterà le autorità internazionali sul tema della pratica illegale del prelievo di organi dai prigionieri in Cina. Nonostante l'annuncio di dicembre delle autorità della RPC, vi sono ragioni e prove per affermare che tale pratica è ancora in atto e mira in modo sproporzionato ai praticanti del Falun Gong, un gruppo al quale la Cina non ha mai ammesso di prelevare gli organi, nonostante i rapporti dei relatori speciali dell'ONU, ampie indagini e inconfutabili prove. Nel 2012, il gruppo internazionale di difesa dell'etica medica Medici contro l'espianto forzato di organi ha avviato una petizione internazionale che chiede all'Alto commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite di chiedere la cessazione immediata del prelievo forzato di organi e la fine della sua causa primaria – la violenta persecuzione della disciplina spirituale. Circa due milioni di persone da più di 50 Paesi e regioni hanno firmato la petizione negli ultimi due anni. L'enorme quantità di preoccupazione dimostrata da questo sostegno mostra che il silenzio non è un'opzione e che le Nazioni Unite hanno il sincero obbligo morale di far luce e agire su questa crisi urgente. La petizione è stata sostenuta da importanti organizzazioni non governative: il Partito Radicale, rami della Società Internazionale per i Diritti Umani (IGFM) e la Società per i Popoli minacciati (GfbV). Vi preghiamo di accogliere questo invito a partecipare alla discussione e aggiornamento da parte del gruppo di esperti sull'attuale situazione critica riguardante il prelievo forzato di organi e il traffico di organi.

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Roma, 16 giugno 2015. Anche il MAXXI partecipa alla Giornata Internazionale dello Yoga indetta dall’Onu.  Appuntamento domenica 21 giugno alle 9, nella hall del museo, con i maestri Riccardo Serventi Longhi e Sabrina Arathi Giannò, per una lezione gratuita di Ananda Hatha Yoga sul  tema "Equilibrio, Unione, e Pace Interiore". La lezione durerà un’ora e mezza. Dicono i maestri: “Lo yoga è un’esperienza adatta a tutti! L’Ananda Yoga, sviluppato da Swami Kriyananda sugli insegnamenti del suo maestro Paramhansa Yogananda (autore del celebre  Autobiografia di uno Yogi), mira a creare armonia tra corpo, mente e anima, ad aumentare la  consapevolezza ed elevare la coscienza. Attraverso questa pratica, la dispersione irrequieta della  mente verso l'esterno si inverte e si predispone ad un attento ascolto interiore. Questo stato di calma e ricettività determina uno straordinario benessere psico-fisico”. Riccardo Serventi Longhi insegna  Ananda Hatha Yoga. Ha acquisito la conoscenza di questa scienza antica frequentando più scuole per approfondire metodi diversi di approccio allo Yoga  (tra gli altri, Jayadev Jaerschky, Shivaraja Deva, Antonio Nuzzo, Philippe Djoharikian, Moiz Palaci, Renata Angelini, Piero Vivarelli, Shivani Lucky). A complemento della sua formazione, ha conseguito Primo e Secondo livello reiki del sistema Usui di  guarigione naturale, ottenendone la certificazione all’abilitazione ad eseguire trattamenti Reiki. Sabrina Arathi Giannò è insegnante di Ananda Yoga  e terapista Shiatsu. Dal 2009 al 2013 ha insegnato yoga per bambini in diverse scuole materne Montessori e scuole   elementari in Roma. Ha scritto il libro “Il piccolo Yogi” , manuale per insegnare lo yoga ai bambini giocando, pubblicato  da Ananda edizioni in aprile 2104 corredato da carte artistiche come strumento di lavoro per i piccoli. A partire dal 5 settembre riprendono gli appuntamenti settimanali con Yoga al MAXXI, il sabato, dalle 9:00 alle 10:30 in collaborazione con YogaFestival (la cui 8 edizione si terrà dall’11 al 13 settembre presso la Cascina Farsetti – Villa Pamphilj  <http://www.yogafestival.it/http://www.yogafestival.it)

Pubblicato in Costume

Siamo grati a te e a tutte le persone nelle organizzazioni internazionali delle Nazioni Unite per il contributo a sostegno della pace". Così il presidente russo Valdimir Putin si è rivolto al segretario generale delle Nazioni Unite ban Ki-moon, ospite delle celebrazioni per il 70esimo anniversario della sconfitta della Germania Nazista nella Seconda Guerra Mondiale.

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Pubblicato in Europa

Esplosa una bomba davanti all'ambasciata del Marocco a Tripoli. Fortunatamente non ci sono vittime. L'Isis rivendica l'attentato, a riferirlo al Arabiya. In Marocco sono previsti i negoziati tra le parti libiche sotto l'egida Onu. Ieri due guardie della sicurezza sono rimaste uccise nell'attacco, anche questo rivendicato dall'Isis, contro la sede dell'ambasciata della Corea del Sud.

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La Discussione - registrazione Tribunale di Roma n. 3628 del 15/12/1953 - C.F. / n. 13130691002
Testata beneficiaria dei contributi di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250 e dal decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Contributo incassato per l’anno 2016: Euro 916.960,30