Cerca nel sito

Seguici su Facebook!

Sei qui: HomeEsteriVisualizza articoli per tag: macron
"Le persone che lottano per la propria liberta' devono poter essere accolte in Europa e in Francia faremo la nostra parte", ma "non possiamo accogliere uomini e donne che per motivi economici cercano di venire a vivere nei nostri Paesi" perche' "non ricadono nello stesso diritto e negli stessi doveri, sul piano morale. Non cedero' allo spirito di confusione imperante". Lo ha detto il presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron, a Trieste, al termine dell'incontro trilaterale con il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e la cancelliera tedesca, Angela Merkel, che precede il vertice per il Processo dei Balcani occidentali. "Voglio esprimere solidarieta' all'Italia, la Francia non ha sempre fatto la sua parte sui rifugiati, stiamo accelerando i processi", ha aggiunto. "La Francia deve poterli accogliere, vorrei farlo in uno spirito di umanita', perche' ci sono persone che combattono per la liberta' e noi faremo la nostra parte", ha proseguito Macron. "Vogliamo essere solidali accanto all'Italia, che ha fatto qualcosa di fantastico per quanto riguarda la registrazione e l'accoglienza" e "siamo d'accordo che dobbiamo affrontare la lotta contro la migrazione illegale, quindi la cooperazione con i paesi dell'Africa e' particolarmente importante". Lo ha affermato la cancelliera tedesca, Angela Merkel, a Trieste, al termine dell'incontro trilaterale con il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e il presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron, che precede il vertice per il Processo dei Balcani occidentali. "Vogliamo anche stabilizzare la situazione politica della Libia e lavorare con la Unhr affinche' le persone possano essere trattate in modo degno e restare li'", ha aggiunto.
Pubblicato in Europa
Lunedì, 03 Luglio 2017 16:55

Sui profughi l’Europa latitante

Non sono passate che poche ore dal vertice di Parigi fra il nostro ministro dell’interno e quelli della Germania e della Francia, che già da quest’ultima giunge un perentorio no all'apertura dei suoi porti a navi dei migranti. Sembrava essere questo uno dei punti più qualificanti dell’intesa, che così già si rivela fragile, ennesima riedizione delle ipocrite assicurazioni e delle facili buone parole con le quali sono state sempre accolte le nostre richieste dai partners comunitari. Con queste premesse, il prossimo vertice europeo di Vilnius, in Estonia, potrebbe risolversi, per quello che ci riguarda, in una nuova presa per i fondelli, sempre condita da tanti apprezzamenti della nostra generosità. Una generosità, quella praticata nell'accoglienza, che ormai è ai limiti dell’attuabile, anche perché il vero problema non è solo quello di una maggiore dotazione di risorse, quanto di una convivenza sempre più complicata, se non esplosiva, fra comunità locali e folle di profughi senza meta, senza orizzonti e per giunta costretti all'ozio forzato nei centri di accoglienza o a pratiche di sfruttamento. Stiamo appena uscendo da una crisi che ha segnato notevolmente la nostra economia, ma le cifre della disoccupazione restano serie, tali da non consentire l’assimilazione dei tanti profughi che Macron definisce migranti economici e, quindi, non accoglibili. Forse è il momento che il nostro governo alzi non solo la voce ma attui con fermezza misure drastiche che possano mostrare come l’Italia non voglia più stare al gioco dello scaricabarile praticato nei suoi confronti.
Pubblicato in Politica
Si profila una vittoria schiacciante alle legislative in Francia del partito "En Marche!" del presidente Emmanuelle MACRON, largamente in testa nei primi exit poll con percentuali che sfiorano il 33% e con la possibilita' di portare a casa dai 400 ai 440 seggi su un totale di 577 deputati. "La netta affermazione del partito di MACRON puo' essere un importante elemento di stabilita' per l'Europa", afferma la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani commentanto gli exit poll che assegnano una vittoria schiacciante della Republique en Marche alle elezioni in Francia per il rinnovo dell'Assemblea Nazionale. Per Serracchiani "il rapporto sempre ottimo dell'Italia con la Francia e il suo ruolo nell'ambito dell'Unione europea non possono che venire rafforzati da questa vittoria. Auspichiamo una maggiore attenzione dell'UE alle evoluzioni delle politiche euromediterranee. L'indebolimento della presa dei partiti storici francesi, tra cui quello socialista, e' un elemento da non trascurare, al pari - conclude Serracchiani - dell'astensione molto alta e del brusco stop ai lepenisti".
Pubblicato in Esteri
Martedì, 16 Maggio 2017 06:00

Emmanuel Macron si è insediato all'Eliseo

Emmanuel Macron si è ufficialmente insediato all'Eliseo. Inizia così il cammino istituzionale del più giovane presidente della Repubblica Francese, l'ottavo. Stamattina il cambio di consegne con il predecessore François Hollande. Quindi il tradizionale colloquio nell'ufficio presidenziale durato un'ora, dove Macron ha anche ricevuto i codici nucleari. "Il mondo si attende una Francia forte", ha detto nel suo discorso ha anche parlato dell'Europa: "Lavoreremo per rilanciarla e rafforzarla", l'Unione Europea "ci protegge", ha affermato il neopresidente della Repubblica Francese.
Pubblicato in Europa
Lunedì, 15 Maggio 2017 18:18

Fanfare in Francia, grigiore da noi

Mentre, in Francia, Macron si insedia fra solenni cerimonie e si rivolge alla nazione con un discorso tutto centrato su un appello e un impegno, quello della restaurazione di un nuovo e incisivo ruolo della Francia nel quadro dell’UE, da noi la politica sembra prigioniera di acque limacciose, di una palude delle idee forti e dei sentimenti alti. Prova ne è lo spazio che sta trovando il dibattito sull'eclissi di Banca Etruria, rinfocolato oggi da una enigmatica dichiarazione dell’ex amministratore delegato di Unicredit che, sui supposti contatti fra lui e la Boschi, si è limitato a garantire che parlerà, ma lo farà solo alla Camera se convocato sulla vicenda. Accanto a questa controversia sulle presente responsabilità della sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, tiene banco anche il duello rusticano fra PD e 5 Stelle sull'emergenza pattume nella capitale. Ne ancora è chiaro dove e come si giungerà a chiudere la questione, ormai stantia, della nuova legge elettorale, che è comunque fondamentale per consentire ai cittadini di dire finalmente la loro.
Pubblicato in Politica
"La vittoria di Macron e' frutto dell'errore gollista di non sostituire l'azzoppato Fillon con un altro candidato. Sbaglierebbe, poi, chi dovesse sottovalutare il richiamo che viene dai voti presi da Le Pen. L'Europa o cambia strada e regole, o non va da nessuna parte": Lo dichiara Maurizio Gasparri (FI). "Macron, del resto, - aggiunge - non deve essere interpretato come l'espressione di un consenso a un'Europa che vacilla. Diventa presidente dei francesi soltanto per l'ottusita' dei gollisti che hanno rinunciato, dopo il fallimento dei socialisti e di Hollande, ad una vittoria a porta vuota. Se avessero ritirato Fillon, comunque compromesso dalla vicenda dei contributi ai familiari, e avessero candidato chiunque altro adesso commenteremmo un chiaro successo del centrodestra. L'errore e' stato dei gollisti che adesso devono organizzarsi per le elezioni legislative di giugno. Il centrodestra gollista puo' ottenere la maggioranza del parlamento e poi decidere se tenere al guinzaglio Macron o se, in un tempo ragionevole, archiviarlo. La vicenda Le Pen poi dimostra che un centrodestra troppo sbilanciato su posizioni estreme non vince nemmeno quando le condizioni generali possono favorirlo. E' una riflessione che vale anche per l'Italia. Troppi si proclamano leader, pur sapendo di non poter vincere, ma solo per effimeri protagonismi e per qualche voto in piu' senza speranza di affermazione. Ci vuole piu' unita', piu' calma, piu' ragionevolezza nella proposta. La chiarezza dei programmi e la determinazione delle posizioni servono. L'estremismo no. In attesa che i gollisti corrano ai ripari per vincere le legislative, per ora prendiamo atto del risultato", conclude Gasparri.
Pubblicato in Europa
Angela Merkel ha telefonato ad Emmanuel Macron per congratularsi con lui per la vittoria alle presidenziali francesi. Nel colloquio, la cancelliera tedesca ha salutato l'impegno di Macron "per un'Unione europea unita e aperta al mondo", come riferito in serata dal portavoce del governo federale, Steffen Seibert. La decisione degli elettori francesi e' "una chiara dichiarazione a favore dell'Europa", ha detto Merkel, la quale ha aggiunto "di essere felice di poter lavorare insieme e in grande fiducia con il nuovo presidente". I media tedeschi, riportando ambienti vicini a Macron, definiscono la telefonata "di grande cordialita'". Precedentemente, il portavoce Seibert aveva scritto su Twitter che l'elezione del leader di "En Marche" e' "una vittoria per un'Europa forte e unita".
Pubblicato in Europa
Con Emmanuel Macron arriva all'Eliseo anche Brigitte Trogneux. E con lei la voglia di cambiare il ruolo cosi' poco istituzionale che le norme francesi assegnano alla Premiere Dame. Nelle settimane che hanno separato il primo turno delle presidenziali francesi dal ballottaggio i riflettori si sono concentrati anche su Brigitte, 64 anni, sposata da dieci a Macron, di 24 anni piu' giovane, che lei conosce da quando lui ne aveva 15 ed era il suo allievo prediletto al laboratorio teatrale del liceo della Providence di Amiens, dove lei insegnava. Taglia 38, gambe lunghe e magrissime, occhi azzurri, capelli biondi con frangetta e taglio carre', Brigitte e' ben lontana dal prototipo della terza eta', come ricorda la giornalista Marina Valensise. E' una bellezza ultracontemporanea che veste come una ragazzina: chiodo di lurex, pantaloni attillati, forte consuetudine a sfoggiare toppini sexy con intarsi di tulle e di pelle, e gonne sopra il ginocchio nelle occasioni ufficiali. Quando rilascia una delle sue prime interviste a Paris Match, racconta l'amore della prof. per quel suo allievo brillante, la passione irresistibile, la fuga da Amiens, il divorzio dal marito medico e l'abbandono dei tre figli, e i lunghi anni parigini di semiclandestinita' con quell'universitario in formazione, destinato a sbocciare nell'inquilino dell'Eliseo, senza partito, forte della sua sola tempra di artista, attore musicista, filosofo. Da subito i due hanno dovuto affrontare le calunnie: quelle sulla presunta omosessualita' di Macron e quelle sulla liaison di Brigitte col bellissimo presidente di Radio France, Mathieu Gallet. Ex professoressa di francese, amante del teatro e patita di letteratura, e' lei a dettare tempi e temi della campagna. E' stata lei a insistere perche' lui si presentasse nel 2017, senza aspettare altri cinque anni. "Nel 2022, avra' il problema della mia faccia", avrebbe confidato a un comune amico, immaginando le sue rughe di settantenne. E da quando la macchina elettorale e' partita, e' stata lei a guidare e soprattutto a sterzare se serviva.
Pubblicato in Europa
"Chi ha votato Le Pen ha espresso la rabbia, la collera, la delusione e io li rispetto, ma faro' tutto il possibile perche' non ci sia piu' alcuna ragione nei prossimi cinque anni, per votare per l'estremismo". Lo dice Emmanuel Macron, parlando ai suoi sostenitori dal palco della esplanade del Louvre. "L'Europa e il mondo aspettano che difendiamo lo spirito dell'illuminismo - ha proseguito Macron - si aspettano che ancora una volta la Francia li sorprenda e sia se' stessa e' proprio quello che faremo". "Ci aspetta un compito immenso, per dare maggiore moralita' alla vita pubblica, costruire nuove tutele e protezioni per il mondo che ci circonda", ha aggiunto. "Non cederemo alla paura e alla divisione - ha proseguito Macron - combattero' per voi contro le menzogne, l'immobilismo, io vi serviro', saro' al vostro servizio, con umilta' e con forza. Saro' al vostro servizio in nome del nostro motto, liberta' uguaglianza e fraternita'", ha concluso. Macron ha ringraziato la sua famiglia e la moglie Brigitte che ha chiamato accanto a se' sul palco e ha concluso il suo intervento sulle note della Marsigliese.
Pubblicato in Europa
Lunedì, 08 Maggio 2017 06:00

La Francia ha scelto: Macron Presidente

Emmanuel Macron vince il ballottaggio delle presidenziali in Francia con il 65,1% delle preferenze, mentre Marine Le Pen si ferma al 34,9%. "Si apre una nuova pagina, quella della speranza e della fiducia ritrovata". Questo il primo commento di Emmanuel Macron subito dopo l'esito del voto. "I francesi hanno preferito la continuita', ho chiamato Macron e mi sono congratulata con lui, augurandogli successo di fronte alle immensa sfida che la Francia ha di fronte". Cosi' Marine Le Pen ha ammesso la sconfitta alle elezioni presidenziali rivolgendosi ai suoi sostenitori. "Saremo una grande forza di opposizione, ora si tratta di una battaglia di patrioti contro mondialisti e io portero' avanti la battaglia". La candidata del Fn, Marine Le Pen, rivolgendosi ai suoi sostenitori dopo aver telefonato al neo Presidente Macron per congratularsi per la vittoria alle elezioni francesi, ha poi continuato: "Dobbiamo trasformare il nostro movimento per costituire nuova forza politia che porti avanti questa battaglia - ha aggiunto - faccio appello a tutti patrioti perche' si uniscano a noi".
Pubblicato in Europa
Pagina 1 di 2
La Discussione - registrazione Tribunale di Roma n. 3628 del 15/12/1953 - C.F. / n. 13130691002
Impresa beneficiaria per questa testata dei contributi di cui alla legge n. 250/90 e successive modifiche ed integrazioni