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Si profila una vittoria schiacciante alle legislative in Francia del partito "En Marche!" del presidente Emmanuelle MACRON, largamente in testa nei primi exit poll con percentuali che sfiorano il 33% e con la possibilita' di portare a casa dai 400 ai 440 seggi su un totale di 577 deputati. "La netta affermazione del partito di MACRON puo' essere un importante elemento di stabilita' per l'Europa", afferma la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani commentanto gli exit poll che assegnano una vittoria schiacciante della Republique en Marche alle elezioni in Francia per il rinnovo dell'Assemblea Nazionale. Per Serracchiani "il rapporto sempre ottimo dell'Italia con la Francia e il suo ruolo nell'ambito dell'Unione europea non possono che venire rafforzati da questa vittoria. Auspichiamo una maggiore attenzione dell'UE alle evoluzioni delle politiche euromediterranee. L'indebolimento della presa dei partiti storici francesi, tra cui quello socialista, e' un elemento da non trascurare, al pari - conclude Serracchiani - dell'astensione molto alta e del brusco stop ai lepenisti".
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"La vittoria di Macron e' frutto dell'errore gollista di non sostituire l'azzoppato Fillon con un altro candidato. Sbaglierebbe, poi, chi dovesse sottovalutare il richiamo che viene dai voti presi da Le Pen. L'Europa o cambia strada e regole, o non va da nessuna parte": Lo dichiara Maurizio Gasparri (FI). "Macron, del resto, - aggiunge - non deve essere interpretato come l'espressione di un consenso a un'Europa che vacilla. Diventa presidente dei francesi soltanto per l'ottusita' dei gollisti che hanno rinunciato, dopo il fallimento dei socialisti e di Hollande, ad una vittoria a porta vuota. Se avessero ritirato Fillon, comunque compromesso dalla vicenda dei contributi ai familiari, e avessero candidato chiunque altro adesso commenteremmo un chiaro successo del centrodestra. L'errore e' stato dei gollisti che adesso devono organizzarsi per le elezioni legislative di giugno. Il centrodestra gollista puo' ottenere la maggioranza del parlamento e poi decidere se tenere al guinzaglio Macron o se, in un tempo ragionevole, archiviarlo. La vicenda Le Pen poi dimostra che un centrodestra troppo sbilanciato su posizioni estreme non vince nemmeno quando le condizioni generali possono favorirlo. E' una riflessione che vale anche per l'Italia. Troppi si proclamano leader, pur sapendo di non poter vincere, ma solo per effimeri protagonismi e per qualche voto in piu' senza speranza di affermazione. Ci vuole piu' unita', piu' calma, piu' ragionevolezza nella proposta. La chiarezza dei programmi e la determinazione delle posizioni servono. L'estremismo no. In attesa che i gollisti corrano ai ripari per vincere le legislative, per ora prendiamo atto del risultato", conclude Gasparri.
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- "Le elezioni francesi sono finite. Invidio gli amici d'oltralpe che a poche ore dalla chiusura dei seggi sanno da chi saranno governati per i prossimi anni. Spero sia d'ispirazione al nostro Parlamento affinche' possa fare una legge elettorale chiara, semplice e con cui i cittadini possano scegliere con chiarezza i propri parlamentari e da chi essere governati". Lo scrive sull'Huffingtonpost Giovanni Toti presidente della regione Liguria. "In bocca al lupo - aggiunge - al neo-presidente Macron, non rappresenta la mia storia e le mie idee, ma ha la mia profonda ammirazione per come ha saputo cogliere l'esigenza di novita' e il superamento degli schemi rappresentati dai partiti tradizionali. Partito popolare e partito socialista, infatti, sono i principali sconfitti di queste elezioni. Complimenti anche alla sfidante Le Pen: la sua e' stata una bella corsa ma destinata ad essere fin dalla vigilia una corsa di pura testimonianza, di opposizione. Anche la sua proposta non era la mia, ne' puo' essere quella di un centro-destra ampio e plurale che si candida a vincere e non a guardare la politica scritta da altri. La storia francese forse non consentiva di piu', quella italiana si. Mi auguro che tutto il centro-destra italiano faccia tesoro delle due esperienze che si sono confrontate in Francia: che sappia cogliere lo spirito del nuovo che soffia in Europa e anche nelle nostre citta' coinvolte nelle amministrative. Mi auguro - conclude - che tutti i nostri partiti sappiano superare le presunte rendite di posizione, il legittimo orgoglio di bandiera, le difficolta' del confronto tra sensibilita' diverse, e sappiano costruire un futuro nuovo, una nuova era politica per la nostra coalizione e per il nostro Paese. L'alternativa e' restare a guardare l'ennesima partita da spettatori, mentre i tante regioni e in tante citta' siamo stati capaci di confrontarci, unirci, vincere e convincere".
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Martedì, 09 Maggio 2017 06:00

Tajani, Francia al cuore dell'Europa

Il presidente dell'Europarlamento, Antonio Tajani, si e' congratulato su Twitter con Emmanuel Macron per la sua vittoria alle elezioni presidenziali in Francia. "Contiamo su una Francia al cuore dell'Europa per cambiare insieme l'Unione e avvicinarla ai cittadini", ha scritto Tajani.
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Archiviata la 'pratica' Eliseo, la Francia sara' chiamata di nuovo alle urne tra poco piu' di un mese per eleggere il nuovo Parlamento. Una tornata elettorale che ha un'importanza non inferiore a quella per la scelta del presidente della Repubblica, visto che si trattera' di decidere con quale agibilita' politica Emmanuel Macron potra' governare il paese per i prossimi cinque anni. Le elezioni legislative si terranno l'11 giugno (il primo turno) e il 18 giugno (i ballottaggi), per rinnovare i 577 seggi dell'Assemblea Nazionale. Il sistema elettorale francese per l'elezione del Parlamento e' un sistema a doppio turno, che prevede che nei singoli collegi vadano al ballottaggio i candidati che hanno ottenuto il 12,5% dei voti. E il nuovo inquilino dell'Eliseo corre il rischio di ritrovarsi senza una maggioranza in Parlamento. Molto piu' che dalle presidenziali, la stabilita' politica della Francia dipendera' proprio dalle elezioni per l'Assemblea nazionale. Il sistema istituzionale della Quinta Repubblica, costruito attorno a un presidente monarca e all'alternanza dei due grandi partiti tradizionali, quello gollista e quello socialista, e' di fatto saltato. Macron ha vinto con un movimento completamente nuovo, che non e' ancora mai passato per le forche caudine delle urne. La domanda e' quanta presa sul territorio potra' avere una forza politica fluida e allo stato nascente come quella che il nuovo capo dello Stato ha fondato un anno fa e che lo ha portato all'Eliseo. Inoltre, se nella storia della Quinta Repubblica la Francia ha sperimentato diverse volte la formula della coabitazione, non ha mai dovuto ricorrere alle grandi coalizioni. Il che rende lo scenario possibile molto aperto. Secondo un sondaggio condotto da OpinionWay-Slpv Analytics per il quotidiano Les Echoes e pubblicato alcuni giorni fa, 'En Marche!' potrebbe ottenere tra i 249 e 286 seggi alle elezioni legislative di giugno, sfiorando i 289 seggi necessari per avere la maggioranza all'Assemblea Nazionale. Secondo il sondaggio, che si riferisce all'assegnazione di 535 seggi su un totale di 577, il Front National di Marine Le Pen otterebbe tra i 15 e 25 deputati, mentre oggi occupa solo due seggi al Parlamento francese. I Republicains, il cui candidato Francois Fillon e' stato sconfitto alle presidenziali uscendo al primo turno, sono accreditati di un buon risultato, tra 200 e i 210 deputati, ma assieme agli alleati centristi di Udi. Male i socialisti, che dopo la clamorosa batosta del primo turno otterrebbero tra i 28 e i 43 seggi.
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Juncker, battaglia contro populismo non e' vinta = (AGI) - Bruxelles, 7 mag. - Dopo la vittoria di Emmanuel Macron alle presidenziali in Francia, "la battaglia contro il populismo deve continuare", ha avvertito il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker in un'intervista alla radio francese France Inter. La battaglia contro il populismo "non e' ancora vinta", ha detto Juncker, spiegando che lavorera' con Macron "su un'Europa forte e sociale, e sull'approfondimento dell'unione economica e monetaria". Secondo il presidente della Commissione, "votando Macron i francesi hanno scelto di restare francesi".
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E' passato poco piu' di un anno da quando Emmanuel Macron ha fondato 'En Marche!', il movimento politico "ne' di destra ne' di sinistra" che lo ha portato all'Eliseo. Il 6 aprile del 2016 Macron era ancora ministro dell'Economia del governo del socialista Manuel Valls, poche settimane prima aveva dichiarato il suo sostegno a una ricandidatura di Francois Hollande all'Eliseo e quasi nessuno quella sera a Amiens, era pronto a scommettere nel movimento che Macron stava lanciando davanti a qualche centinaio di simpatizzanti nella sua citta' natale.

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Angela Merkel ha telefonato ad Emmanuel Macron per congratularsi con lui per la vittoria alle presidenziali francesi. Nel colloquio, la cancelliera tedesca ha salutato l'impegno di Macron "per un'Unione europea unita e aperta al mondo", come riferito in serata dal portavoce del governo federale, Steffen Seibert. La decisione degli elettori francesi e' "una chiara dichiarazione a favore dell'Europa", ha detto Merkel, la quale ha aggiunto "di essere felice di poter lavorare insieme e in grande fiducia con il nuovo presidente". I media tedeschi, riportando ambienti vicini a Macron, definiscono la telefonata "di grande cordialita'". Precedentemente, il portavoce Seibert aveva scritto su Twitter che l'elezione del leader di "En Marche" e' "una vittoria per un'Europa forte e unita".
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Con Emmanuel Macron arriva all'Eliseo anche Brigitte Trogneux. E con lei la voglia di cambiare il ruolo cosi' poco istituzionale che le norme francesi assegnano alla Premiere Dame. Nelle settimane che hanno separato il primo turno delle presidenziali francesi dal ballottaggio i riflettori si sono concentrati anche su Brigitte, 64 anni, sposata da dieci a Macron, di 24 anni piu' giovane, che lei conosce da quando lui ne aveva 15 ed era il suo allievo prediletto al laboratorio teatrale del liceo della Providence di Amiens, dove lei insegnava. Taglia 38, gambe lunghe e magrissime, occhi azzurri, capelli biondi con frangetta e taglio carre', Brigitte e' ben lontana dal prototipo della terza eta', come ricorda la giornalista Marina Valensise. E' una bellezza ultracontemporanea che veste come una ragazzina: chiodo di lurex, pantaloni attillati, forte consuetudine a sfoggiare toppini sexy con intarsi di tulle e di pelle, e gonne sopra il ginocchio nelle occasioni ufficiali. Quando rilascia una delle sue prime interviste a Paris Match, racconta l'amore della prof. per quel suo allievo brillante, la passione irresistibile, la fuga da Amiens, il divorzio dal marito medico e l'abbandono dei tre figli, e i lunghi anni parigini di semiclandestinita' con quell'universitario in formazione, destinato a sbocciare nell'inquilino dell'Eliseo, senza partito, forte della sua sola tempra di artista, attore musicista, filosofo. Da subito i due hanno dovuto affrontare le calunnie: quelle sulla presunta omosessualita' di Macron e quelle sulla liaison di Brigitte col bellissimo presidente di Radio France, Mathieu Gallet. Ex professoressa di francese, amante del teatro e patita di letteratura, e' lei a dettare tempi e temi della campagna. E' stata lei a insistere perche' lui si presentasse nel 2017, senza aspettare altri cinque anni. "Nel 2022, avra' il problema della mia faccia", avrebbe confidato a un comune amico, immaginando le sue rughe di settantenne. E da quando la macchina elettorale e' partita, e' stata lei a guidare e soprattutto a sterzare se serviva.
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"Chi ha votato Le Pen ha espresso la rabbia, la collera, la delusione e io li rispetto, ma faro' tutto il possibile perche' non ci sia piu' alcuna ragione nei prossimi cinque anni, per votare per l'estremismo". Lo dice Emmanuel Macron, parlando ai suoi sostenitori dal palco della esplanade del Louvre. "L'Europa e il mondo aspettano che difendiamo lo spirito dell'illuminismo - ha proseguito Macron - si aspettano che ancora una volta la Francia li sorprenda e sia se' stessa e' proprio quello che faremo". "Ci aspetta un compito immenso, per dare maggiore moralita' alla vita pubblica, costruire nuove tutele e protezioni per il mondo che ci circonda", ha aggiunto. "Non cederemo alla paura e alla divisione - ha proseguito Macron - combattero' per voi contro le menzogne, l'immobilismo, io vi serviro', saro' al vostro servizio, con umilta' e con forza. Saro' al vostro servizio in nome del nostro motto, liberta' uguaglianza e fraternita'", ha concluso. Macron ha ringraziato la sua famiglia e la moglie Brigitte che ha chiamato accanto a se' sul palco e ha concluso il suo intervento sulle note della Marsigliese.
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