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NAPOLI – “In materia di fallimento è stata fatta una importante riforma che troverà applicazione nelle prossime settimane e che si basa su due pilastri. Il primo è l’inserimento delle misure di allerta nell’ordinamento italiano, un’operazione che si cercava di fare da tempo e che considera l’intervento della procedura concorsuale come un evento normale che si sviluppa al momento della crisi. Il secondo tema riguarda il fatto che fino a ieri la crisi d’impresa era vista come una cosa non naturale ma negativa: noi crediamo che sia un’idea da superare, con la riforma la crisi diventa parte del naturale andamento dell'impresa. Siamo soddisfatti perché dal 1942 non veniva fatta una riforma organica sulla legge fallimentare, questa lascerà il segno sul presente e sul futuro. L’auspicio è che si riesca finalmente a fare un salto di qualità”. Lo ha detto il viceministro dell’Economia e delle Finanze Luigi Casero intervenendo in audioconferenza al forum “La crisi delle procedure concorsuali, i commercialisti protagonisti della riforma”, promosso dall’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli, in corso di svolgimento presso la sala D'Amato dell'Unione degli Industriali di Napoli. “Con la nuova legge fallimentare viene data una seconda possibilità agli imprenditori che sono stati penalizzati dalla congiuntura economica negativa del mercato – ha evidenziato Vincenzo Moretta, numero uno dei commercialisti partenopei -. Finalmente non si parlerà più di fallimento e, inoltre, sono stati introdotti sistemi di controlli e alert che consentono ai dottori commercialisti di avere un ruolo importante, perché toccherà a noi percepire i primi segni della crisi ed intervenire in tempi brevi”. Michele Vietti, professore straordinario di diritto commerciale, ha affermato: “Oggi la crisi delle imprese emerge troppo tardi, quando non c’è più niente da fare. La nuova legge introdurrà la procedura di allerta che aiuteranno le imprese ed i professionisti a fare emergere le difficoltà prima che sia troppo tardi”. Ettore Ferrara, presidente del Tribunale di Napoli, ha evidenziato che "nell'ufficio giudiziario napoletano, in materia fallimentare, i 3400 procedimenti pendenti al 30 giugno 2014 sono diventati 2800 tre anni dopo. Le procedure concorsuali che costituivano l’80 per cento del totale sono diventate il 57 per cento, mentre a Roma e Milano si registra un aumento. Ciò non esclude comunque la necessità di insistere nella ricerca di soluzioni innovative che rendano il nostro sistema giudiziario più aderente alle esigenze dell’economia. Occorre agevolare la ristrutturazione delle imprese in difficoltà, togliere alla parola fallimento quella connotazione negativa che l’accompagna e specializzare sempre più i magistrati". “L’elemento più significativo del disegno di legge già approvato in Senato - ha sottolineato Ambrogio Prezioso, presidente di Confindustria Campania -, consiste nell’introduzione di una procedura d’allerta e di composizione assistita della crisi. L’esito è soddisfacente, registriamo una maggiore snellezza delle procedure e una maggiore tutela anche del debitore. Questa legge, pur con qualche limite, promette di assicurare trasparenza e funzionalità nei rapporti giuridici che scaturiscono da crisi d’impresa”. Al dibattito, coordinato da Lucio Di Nosse, presidente della sezione fallimentare del Tribunale di Napoli, sono intervenuti, tra gli altri, Vittorio Zanichelli, componente della Commissione di riforma delle procedure concorsuali; Myriam Clemente, capo ufficio legale e Riscossione Agenzia delle Entrate della Campania e Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti.
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NAPOLI - “Jobs Act, lavoro autonomo e welfare dei professionisti” è il tema del forum promosso dall’Adc (Associazione dei dottori commercialisti e degli esperti contabili), Sindacato nazionale unitario, Sezione di Napoli, in collaborazione con Confprofessioni Campania che si terrà domani, giovedì 19 ottobre dalle ore 9,00, presso la sede di piazza dei Martiri, dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presieduto da Vincenzo Moretta. L’evento, organizzato su due sessioni all’interno della mattinata, vedrà la partecipazione, tra gli altri, della parlamentare Chiara Gribaudo, componente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati nonché responsabile lavoro del Partito Democratico, che ha avuto un ruolo fondamentale nella stesura della legge sul lavoro autonomo e di Sonia Palmeri, assessore regionale al lavoro e alle risorse umane della Campania. “Il Jobs Act, lavoro autonomo - ha evidenziato Raffaele Ianuario, numero uno dell’Adc Napoli e moderatore della tavola rotonda -, rappresenta il primo fondamentale passo nella direzione di investire sui professionisti e sulla attenzione alle loro problematiche cercando, se possibile, di superare i pregiudizi spesso esistenti sulle differenze tra lavoro autonomo e lavoro subordinato”. Secondo Michele Saggese, consigliere dell’Associazione dei dottori commercialisti “l’importanza di informare i professionisti su tutte le tematiche a favore dei professionisti e dei loro dipendenti, relative al welfare ed alle opportunità già esistenti, spesso sono trascurate, talvolta poco note. I professionisti ed in particolare i commercialisti sono stretti in una morsa e questo evento darà loro qualche strumento in più per difendersi.”.
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NAPOLI – “Il Trust è uno strumento che può rivelarsi fondamentale per la tutela dei patrimoni familiari e delle persone con disabilità, grazie alla legge del “Dopo di noi” che prevede la possibilità di sostenere gli interessi di queste persone dopo la morte dei genitori. Parliamo di un istituto non nato in Italia, ma di origine inglese. Per questo è poco conosciuto ed è stato interpretato in vari modi dalla giurisprudenza del nostro Paese. Oggi però è possibile utilizzarlo senza eccessivo carico fiscale ed è certamente un bene”. Lo ha detto Antonio Merone, già presidente di sezione della Cassazione, nel corso del convegno “Trust e non solo fisco”, organizzato dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli. “Il ruolo dei commercialisti in questo ambito è fondamentale - ha evidenziato Vincenzo Moretta, numero uno dell'Odcec Napoli -. Negli ultimi anni una giurisprudenza serrata ha creato confusione sul tema, oggi abbiamo l’occasione per fare chiarezza e dare nuove linee guida ai nostri iscritti. I dottori commercialisti possono collaborare con avvocati e notai per combinare buone operazioni a salvaguardia dei patrimoni familiari”. Maurizio Lupoi, presidente Associazione Il Trust in Italia, ha affermato: “Il Trust è una delle soluzioni più valide per tutelare il patrimonio familiare. È la più avanzata, la più complessa e infine, quando bene impiegata, anche la più sicura”. Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti, ha sottolineato: “Ben venga l’apertura sul dibattito per un nuovo approccio verso un Trust che sia efficace, efficiente e soprattutto trasparente”. Il Consigliere della Suprema Corte Ernestino Luigi Bruschetta, ha illustrato le linee evolutive della giurisprudenza di legittimità sul regime fiscale dei trust. Secondo Salvatore Tramontano, consigliere delegato dell'Ordine, “il Trust è un passo avanti nel sistema giuridico perché consente di raggiungere settori che altri strumenti tipici dell’ordinamento italiano non raggiungono: ad esempio le coppie di fatto e tutto ciò che riguarda il passaggio generazionale di patrimoni e aziende". Antonio Areniello, presidente del Consiglio Notarile di Napoli, ha rimarcato: “il legislatore ha dato valenza normativa al Trust e all’affidamento fiduciario. La preoccupazione è che l’evoluzione giurisprudenziale disarticolata non consenta di avere quelle sicurezze che nella nostra professione, e nelle professioni tecnico-giuridiche, sono necessarie per tutelare l’utente”. Al convegno sono intervenuti Clelia Buccico, presidente Fondazione Odcec Napoli; Armando Rossi, numero uno dell’Ordine degli avvocati di Napoli; Sabrina Numa, amministratore delegato Argos Trustes Srl; Camilla Aiello, presidente Associazione Rinascimento Forense; l’avvocato Annapaola Tonelli; il notaio Vincenzo Pappa Monteforte; Giuseppe Graziadei, presidente Commissione Trust Odcec Napoli; Maurizio Bianco, consigliere segretario Ordine degli avvocati di Napoli.
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NAPOLI - Il sostituto procuratore presso la Corte dei Conti della Campania, Marco Catalano e l'amministratore di Napoli Holding, Amedeo Manzo parteciperanno al forum “Gestione e governance delle società partecipate pubbliche” che si terrà domani, martedì 3 ottobre alle ore 15, presso l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli (piazza dei Martiri, 30). All'incontro interverranno Vincenzo Moretta, presidente dell'Odcec di Napoli; Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti; i consiglieri Liliana Speranza e Matteo De Lise e Pasquale Russiello, vicepresidente Commissione “Project Financing e Partecipate” Odcec Napoli.
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NAPOLI - “Il totale della ricchezza delle famiglie italiane da giugno 2015 a giugno 2016 è calata di 118,5 miliardi (-2,88%) da 4.122,1 miliardi a 4.003,5 miliardi. A pesare sulla variazione negativa è soprattutto il comparto finanziario. A fronte delle ‘perdite’ sul versante dei mercati finanziari, le famiglie italiane hanno accumulato sempre maggiore liquidità: sono infatti cresciuti gli ‘attivi’ in contanti e conti correnti. In calo redditi e potere di acquisto”. Lo ha detto Vincenzo Moretta presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli presentando il forum “La tutela del risparmio nel settore creditizio e il sovraindebitamento dei consumatori” che si terrà domani alle ore 9,30 nella sala conferenze dell’Odcec partenopeo (piazza dei Martiri, 30). “Cala la ricchezza delle famiglie. Negli ultimi 10 anni, secondo l'analisi Unimpresa, basata su dati della Banca d'Italia, le famiglie italiane sono diventate più povere, risparmiano sempre meno soprattutto perché stanno vivendo una graduale erosione dei risparmi. Certo la ricchezza accumulata - ha aggiunto Moretta - ci pone ancora in una posizione di forza. Ma il trend è ormai invertito. Pesano la contrazione dei redditi, le politiche economiche scarsamente lungimiranti, ma anche un clima di sfiducia e scarsa cultura finanziaria. Interrogarsi sull’adeguatezza degli strumenti amministrativi, di vigilanza per tutelare in modo efficace il risparmio e l’esercizio del credito è oggi particolarmente importante considerando che gli innumerevoli scandali societari, a danno dei risparmiatori più deboli e un diverso assetto legislativo in materia, hanno messo in discussione la fiducia dei risparmiatori e minano al suo corretto funzionamento del mercato creditizio determinante per lo sviluppo di una Nazione. Centrali non solo il tema della cultura finanziaria, in un mercato cambiato –ha concluso il numero uno dei commercialisti napoletani -, ma anche prassi scorrette e asimmetrie informative”. “Evidenti le relazioni tra l’utilizzo improprio e scorretto di alcuni strumenti di finanziamento (credito al consumo, carte revolving, cessione del quinto dello stipendio o della pensione etc..) e fenomeni come il sovraindebitamento di rilevante impatto economico e sociale, dove tutela del risparmio ed educazione all’uso corretto del denaro rappresentano un primo presidio di autotutela a salvaguardia delle disponibilità finanziarie”, ha sottolineato Liliana Speranza, consigliere delegato dell’Odcec Napoli. “E’ importante tutelare il risparmio anche nella sua prevalente destinazione creditizia per favorirne il suo corretto funzionamento. Rispetto al passato i risparmiatori hanno aumentato gli investimenti in strumenti finanziari che, a fronte di rendimenti più elevati rispetto ai depositi bancari e ai titoli di Stato, comportano l’esposizione a rischi più alti e di varia natura: rischi di credito, di mercato, di controparte. Il tema di adeguate politiche di tutela è centrale”. “La tutela del risparmio segue presidi di correttezza e trasparenza nei confronti della clientela”, ha evidenziato Achille Coppola segretario nazionale dei commercialisti italiani e presidente dell’Associazione consumatori ‘Impegno Civile’. Le informazioni sono lo strumento necessario al risparmiatore per effettuare le sue scelte al fine di assumersi le relative responsabilità. L’educazione finanziaria è componente essenziale delle politiche di tutela del risparmio. E’ un dato che secondo una ricerca internazionale il 46% degli italiani non ha una formazione specifica in questo ambito. A ciò si aggiunge che, tra i cittadini che sostengono di avere ricevuto una preparazione in ambito economico e finanziario solamente nel 29% dei casi ciò è avvenuto nell’ambito del percorso scolastico o universitario (l’11% ha intrapreso degli studi universitari economici), mentre ben il 25% è completamente autodidatta: ha acquisito conoscenze leggendo libri (16%) e informandosi attraverso internet, quotidiani o riviste e programmi televisivi (9%). Occorre investire in una Strategia Nazionale, già varata dal Governo, la categoria intende sostenere formazione e favorire uno sviluppo della professione che vada anche in direzione di un’adeguata consulenza ai consumatori / risparmiatori, funzionale al mercato”. “E’ ampiamente riconosciuto come una più elevata educazione finanziaria incida sui sistemi economici, determinandone maggiore efficienza, competitività e innovazione – ha detto Stefania Linguerri, Presidente Commissione Tutela del Consumo dell’Odcec Napoli. “Accrescere il livello di educazione finanziaria nel più ampio concetto di educazione alla cittadinanza economica consapevole e attiva di tutti i cittadini, è oggi un’esigenza più rilevante che in passato, a partire dai giovani ed è uno strumento necessario per un effettiva tutela dei singoli risparmiatori unitamente alla consulenza indipendente”.
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NAPOLI – “La Regione sta seguendo da vicino i professionisti: abbiamo destinato 14 milioni per corsi di aggiornamento e di avviamento professionale, ad oggi più di 500 giovani tirocinanti hanno usufruito di questa iniziativa. Credo che il rapporto di interazione possa continuare: per i giovani abbiamo coinvolto gli Ordini anche negli esami di qualifica, per dare sempre maggiore qualità alle figure professionali. Ma è solo l’inizio di una collaborazione che ci auguriamo possa essere lunga e proficua e che possa riguardare anche l’ambito della crisi d’impresa”. Lo ha detto Chiara Marciani, assessore regionale alla Formazione, nel corso del convegno “Gestione della crisi: mediazione civile, Agcom e condominio”, promosso dall'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli. “Le novità introdotte dalla Regione – ha evidenziato Vincenzo Moretta, presidente dell'Odcec di Napoli - consentono di programmare nuove iniziativa innovative per la libera professione. I commercialisti partenopei sono in prima linea per agevolare l'ingresso nel mondo del lavoro da parte delle nuove generazioni attraverso una specializzazione mirata che consente di rispondere in maniera efficace alle nuove esigenze del mercato”. Matteo De Lise, consigliere Odcec Napoli, si è soffermato sulla gestione delle crisi d’impresa: “Il sistema attuale registra grosse criticità, noi ci proponiamo come organismo in grado di indicare le soluzioni più idonee rispetto a quelli che sono i problemi della crisi aziendale e familiare”. Secondo Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti italiani: “La gestione della crisi d’impresa è un tema di grande prospettiva civica perché si tratta di consentire a soggetti che hanno avuto vicende economiche non favorevoli, di sdebitarsi. C’è una legge del 2012, la cosiddetta 'salva-suicidi', che ha ottime potenzialità non ancora utilizzate. Oggi, dopo 10 anni di recessione economica, occorre andare incontro agli italiani”. Riccardo Izzo presidente dell’organismo Medì, ha ricordato come l'Ordine di Napoli abbia organizzato una struttura interna e indipendente, per poter gestire tre organismi: quello sulla gestione della crisi da sovraindebitamento, sulla mediazione civile e sulla tutela consumatori Agcom. “Vogliamo salvaguardare l’interesse del cittadino e creare nuove opportunità professionali. Il progetto è stato sposato dalla Regione Campania che vuole sostenere questo tipo di iniziativa”. Maurizio De Tilla, presidente Comitato unitario dei professionisti della Campania, ha sottolineato che il Cup si batterà perché la tutela del consumatore indebitato possa essere evolversi ed essere affidato a professionisti esperti e specializzati. È merito dell’Ordine dei commercialisti napoletano aver spinto su questo tematica già da tempo”.
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NAPOLI - “Gestione della crisi, mediazione civile, agcom e condominio” è il tema del forum promosso dall'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presieduto da Vincenzo Moretta, che si terrà martedì 26 settembre alle ore 15.00. Nel corso dell’incontro verranno affrontati i principali strumenti alternativi alla giustizia ordinaria, c.d. ADR e gli organismi di Medì. Organismo di Gestione della Crisi da Sovraindebitamento (Legge salva suicidi), ove un debitore meritevole può essere salvato dai debiti mediante un "piano" ad hoc” senza ignorare i creditori. L’Organismo di mediazione civile che in tempi rapidi e costi contenuti, conduce le parti verso un accordo oppure informa il giudice del comportamento della parte negligente. L'Agcom ha autorizzato a gestire le mediazioni nella materia e nell'interesse dei consumatori. Vengono inoltre presentati i corsi che abilitano all'esercizio di "gestore della crisi", "mediatore civile" e "amministratore di condominio". Parteciperanno all'evento oltre al presidente Moretta, il consigliere dell'Ordine di Napoli, Matteo De Lise, il segretario nazionale dei commercialisti italiani, Achille Coppola; il consigliere nazionale Felice Ruscetta, la presidente dei commercialisti di Milano, Marcella Caradonna, l'assessore regionale alla formazione, Chiara Marciani ed il vicedirettore dell'Agcom, Enrico Maria Cotugno. L'incontro sarà moderato da Riccardo Izzo presidente dell'Odcec Medì
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NAPOLI – “I riflessi dello split payment sono altamente negativi perché determinano una riduzione degli spazi di manovra dell’attività professionale attraverso un restringimento della liquidità, che nell’ambito delle libere professioni rappresenta l’ossigeno. Va anche valutato un appesantimento di quelli che sono gli oneri burocratici e gli adempimenti al fisco, che finiscono per aggravare la situazione anziché alleggerirla. La nostra proposta è tornare al regime preesistente, con la fatturazione economica il fisco è nella condizione di tracciare i pagamenti ed esercitare quella funzione di controllo e vigilanza in nome della quale è stata introdotta questa misura altamente vessatoria”. Lo ha detto il parlamentare Carlo Sarro, componente della Commissione Giustizia Camera dei Deputati, nel corso del convegno “split payment, primi effetti sui professionisti”, organizzato dall’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli. “La situazione per i liberi professionisti è difficilmente sostenibile", ha sostenuto Vincenzo Moretta, numero uno dei commercialisti partenopei. "Occorre evidenziare anche che con lo split payment si crea una disparità di trattamento nel rapporto tra privati e pubblica amministrazione. Chiediamo che si lavori per trovare una soluzione che non danneggi una categoria professionale già colpita dalla crisi economica”. “Lo split payment incide sulla liquidità dei professionisti e pone problematiche di varia natura – ha evidenziato Maria Caputo, presidente dell'Unione giovani dottori commercialisti di Napoli -. Ad esempio su come emettere le fatture e chi è il soggetto responsabile del pagamento dell’Iva. C’è bisogno di chiarire tutti i dubbi dei professionisti coinvolti: commercialisti, avvocati, notai e ingegneri”. Matteo De Lise, consigliere dell'Odcec Napoli ha evidenziato che “lo sdoppiamento del pagamento è una normativa di giovane attuazione che va a toccare i rapporti tra pubblica amministrazione e liberi professionisti. Sarà molto importante aggiornarsi e sapere come fatturare con questo nuovo strumento”. Per Arturo Frojo, vicepresidente Ordine degli avvocati di Napoli, il tema "riguarda soprattutto i professionisti che collaborano con la pubblica amministrazione. La normativa presenta una notevole quantità di punti interrogativi che dovranno essere sciolti”. “I giovani professionisti lanciano un appello - ha sottolineato Ilaria Imparato, presidente Associazione giovani avvocati Napoli. C’è bisogno di comprendere quali aspetti ci accomunano dopo l’approvazione di questa normativa che dal 1 luglio incide sulla categoria”. Ludovico Capuano, rappresentante dell'associazione giovani notai, ha infine rimarcato come “la nuova normativa crea notevoli difficoltà moltissimi professionisti. Il confronto serve a raggiungere un’interpretazione univoca che venga incontro all'esigenza di semplificazione”.
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ISCHIA - "L’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, nell’esprimere vicinanza alle famiglie delle vittime e solidarietà ai colleghi e alle imprese dell’Isola d’Ischia, ringraziano le autorità locali, le forze di polizia, i vigili del fuoco, la protezione civile, i soccorritori ed i cittadini per aver gestito tempestivamente e con grande senso di responsabilità l’emergenza causata dell’evento sismico, che ha colpito in particolare la parte alta dell’isola Verde e per aver riportato normalità nei luoghi danneggiati". Lo ha detto Vincenzo Moretta, numero uno dei commercialisti napoletani lanciando un appello dopo il sisma di ieri sera. "Nonostante il terremoto, di bassa magnitudo, abbia provocato danni ad un piccolo borgo non turistico della zona montana del comune di Casamicciola Terme, si può affermare che la destinazione turistica dell’Isola d’Ischia è perfettamente funzionante ed operativa. Infatti - ha aggiunto Moretta - le strutture alberghiere e di ristorazione, i parchi termali, i lidi balneari e tutti gli altri servizi della filiera sono operativi. La viabilità, con i suoi percorsi stradali principali e secondari, è nella norma, così come i trasporti pubblici e privati ed i collegamenti marittimi con la terra ferma; in particolare le corse dei traghetti e aliscafi sono perfettamente regolari sia in partenza che in arrivo, e sono state istituite ulteriori corse supplementari a sostegno di quelle ordinarie per consentire l'agevole deflusso dall'isola in caso di necessità. Tutto il personale e gli addetti ai lavori dell'ospitalità seguono, come sempre, con cura e professionalità gli ospiti presenti sull’isola per soddisfare ogni esigenza". "E’ molto importante sottolineare - ha evidenziato il presidente dell'Odcec di Napoli - che i problemi provocati dal sisma sono circoscritti alla zona montana di Casamicciola e che e che la vocazione turistica dell’isola non ha subito alcun mutamento, neanche temporaneo, continuando ad offrire al turismo nazionale ed internazionale una destinazione nota per la qualità dell’ospitalità e dei servizi". Soggiornare ad Ischia è un piacere, un’emozione, in un territorio che nonostante abbia subito un evento naturale straordinario, è sempre pronto ad offrire con un entusiasmo una destinazione unica grazie alle sue risorse naturali, termali e paesaggistiche. "I commercialisti partenopei, nel considerare il turismo come fattore trainante della nostra economia - ha concluso Moretta - , intendono offrire la massima disponibilità a collaborare con i cittadini, i turisti, gli imprenditori e le autorità locali per superare le difficoltà causate da un evento imprevedibile".
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NAPOLI – “La volontà politico-parlamentare è di costituire nuove figure professionali in grado di svolgere il ruolo di ausiliari dei giudici. È un settore che può creare nuove opportunità di lavoro soprattutto per i giovani professionisti, che hanno la facoltà di specializzarsi in segmenti che, a breve termine, saranno di grande rilevanza economica. I commercialisti hanno le caratteristiche giuridico-economiche per rispondere con competenza ed efficacia alle esigenze del mercato e sono pronti a servire nel migliore dei modi il proprio Paese". Lo ha detto Vincenzo Moretta, presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, aprendo il convegno “Nuove figure professionali, profili a confronto”, promosso dalla commissione Diritto penale dell’economia. “Il nostro principale obiettivo - ha evidenziato Arcangelo Sessa, consigliere delegato dell'Odcec Napoli - è illustrare nei minimi dettagli il ruolo svolto dal commissario giudiziale designato dall'Anac; dal commissario straordinario ai sensi della 231/01 (complementare a quella di commissario Anac) e infine dell’amministratore giudiziario, in sede penale, sempre più utilizzato in occasione dei sequestri effettuati dalla magistratura nei confronti della criminalità organizzata”. Pierluca Bevilacqua, presidente della Commissione di Studio Diritto Penale dell’Economia, ha sottolineato che il commissario Anac è una nuova professionale, che ha debuttato nel 2015 con i primi commissariamenti . Sarà compito dell’Ordine contribuire alla formazione degli iscritti attraverso focus specifici. Ma anche le altre due figure sono alla ribalta, abbiamo bisogno di creare un mercato dal basso senza aspettare che l’offerta arrivi a noi”.
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