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NAPOLI – “Lo shipping è un settore trainante per il nostro territorio con notevoli potenzialità di sviluppo ancora non del tutto realizzate. I commercialisti, consapevoli della centralità di tali problematiche, hanno deciso di riunire sullo stesso tavolo i principali operatori del settore e l’amministrazione finanziaria, per un confronto diretto che vede coinvolti in primo piano anche i professionisti nel ruolo di consulenti d’impresa”. Lo ha detto Vincenzo Moretta, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli presentando il forum “Le norme relative al regime di non imponibilità Iva per le navi adibite alla navigazione in alto mare” che si terrà lunedì 11 giugno alle ore 15 nella sala conferenze di Piazza dei Martiri, 30. Il segretario nazionale di commercialisti italiani, Achille Coppola ha osservato che “il consiglio nazionale di categoria ha istituito (nell’ambito delle attività di studio e ricerca ) il cluster “Economia del Mare”. In sinergia con primari attori di filiera (Assoporti, Confitarma, Assoarmatori, Federazione del Mare, Propeller Italia) e le istituzioni (ministero delle Infrastrutture e Agenzia Entrate ) si porrà al centro la risorsa mare capace di stimolare una crescita del Pil italiano, grazie ai cospicui investimenti e strumenti messi in campo quali da ultimo la normativa Zes, di 5 punti percentuali in 3 anni. La sinergia tra il Cndcec e gli ordini professionali (Napoli ha da tempo attivato gruppi di colleghi esperti del settore) consentirà un assistenza strategica alle imprese del settore”. Per Liliana Speranza, consigliere delegato dell’Odcec di Napoli “i commercialisti intendono aprire un confronto diretto con l’Agenzia delle Entrate per risolvere le criticità della non imponibilità dell’iva in alto mare. Occorre promuovere e sostenere l’economia del mare che rappresenta una risorsa che genera ricchezza e occupazione per il nostro Paese”. “L’auspicio della giornata di studio – ha evidenziato Pasquale Saggese, ricercatore della Fondazione Nazionale Commercialisti - è di risolvere definitivamente le criticità ancora oggi in campo, individuando, anche grazie all’esperienza e alla professionalità dei commercialisti, le possibili soluzioni da declinare sul piano sia normativo che interpretativo. Un esempio di quanto ancora ci sia da lavorare per creare le condizioni ottimali affinché tali potenzialità possano esprimersi pienamente è rappresentato dalle incertezze e le criticità che, ancora oggi, caratterizzano il trattamento IVA degli scambi commerciali nella filiera della navigazione in alto mare. Arturo Capasso, presidente Commissione Economia del Mare, ha sottolineato che “il settore dello shipping é caratterizzato da una elevata competitività fra sistemi paese. Il registro internazionale riportando la fiscalità delle imprese amatoriali su livello comparabili con quelli dei principali paesi ha ridato consistenza alla bandiera nazionale. Occorre però che anche nei settori che interagiscono con il mondo amatoriale vi sia la necessaria chiarezza circa l'applicazione delle normative fiscali altrimenti si corre il rischio di favorire i servizi di altri sistemi paese ad esempio nel campo delle riparazioni navali. Più in generale – ha aggiunto - l'Italia ha tutte le carte in regola per accentuare il suo ruolo di paese leader nel settore marittimo e amatoriale ma è fondamentale semplificare burocrazia e fisco e investire nei servizi logistici a terra e district-patk”. “L’evento è incentrato sulla complessa tematica dell’alto mare”, ha reso noto Luca Giacometti, consigliere segretario dell’Odcec di Genova e componente gruppo di lavoro ‘Economia del Mare’. “La circolare 6/e del 2018 ha integrato il set normativo sul punto chiarendo molti aspetti Che la circolare 2/e del 2017 non aveva chiarito. Resta rilevante - ha detto - comunque l’aspetto della responsabilità del fornitore che purtroppo è mitigata soltanto dalla non applicazione delle sanzioni per la sua condotta diligente”. “Negli ultimi anni gli operatori dello shipping - ha rimarcato Egidio Filetto, componente Comitato Scientifico della commissione Economia del Mare e partner PwC TLS - hanno dovuto affrontare una serie di problematiche applicative derivanti dalle modifiche intervenute nell’art. 8 bis del DPR 633/72. Nonostante siano intervenuti una serie di chiarimenti da parte dell’ Amministrazione Finanziaria, molti sono i temi ancora aperti ad iniziare dalla concreta individuazione dei criteri per definire i viaggi in “alto mare” e sulle responsabilità dell’indotto e dei fornitori dello shipping. Sono tematiche delicate che trovano la loro fonte nel diritto interno ma si riferiscono soprattutto alle fonti del diritto dell’ Unione Europea ed alle sentenze della Corte di Giustizia Europea. I Dottori Commercialisti sono in prima linea per provare a dare risposte ad un settore di rilevanza strategica per l’economia locale e nazionale e proverà a farlo con un confronto tecnico con l’Agenzia delle Entrate e con i principali operatori del settore.” Al dibattito, moderato dal giornalista economico Luciano Bosso, interverranno anche Giovanni Spalletta, (direttore centrale grandi contribuenti Agenzia delle Entrate di Roma), Mario Mattioli (presidente Confitarma), Umberto Masucci (presidente Propeller Club Napoli), Nicola Coccia (dottore commercialista, Commissione Finanza e Tributi di Confitarma), Roberto Neglia (responsabile area rapporti istituzionali di Ucina) e Maurizio Salvatori (vicepresidente della commissione Economia del Mare dell’Odcec di Napoli).
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NAPOLI – “La situazione degli enti locali è diventata negli ultimi anni particolarmente critica, ile amministrazioni comunali sono una sorta di 'bancomat' dove i cittadini pagano avendo in cambio servizi sempre più scadenti. In questo modo i cittadini subiscono due livelli di inefficienza, quello nazionale con un debito pubblico schiacciante, e quello locale attraverso servizi pubblici sempre ridotti per la crisi economica dei Comuni. Occorre rivisitare alcuni aspetti di natura tecnica e gestionale: il Parlamento dovrà rivedere alcuni passaggi rispetto ai vincoli che oggi limitano i Comuni. Mantenendo l’attuale linea voluta dall’Unione Europea, la situazione per i Comuni potrebbe soltanto aggravarsi”. Lo ha detto Vincenzo Presutto, senatore del Movimento 5 Stelle, aprendo il forum promosso dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presieduto da Vincenzo Moretta.
“Oggi la 'coperta' delle amministrazioni pubbliche è sempre più corta – ha spiegato Moretta –. Il ruolo delle società partecipate è essenziale per i servizi che vengono offerti ai cittadini, ma è evidente che ci sono difficoltà importanti, che ci vengono evidenziate anche dai commercialisti che si ritrovano a svolgere un ruolo nelle amministrazioni pubbliche”.
Enrico Panini, assessore al Bilancio del Comune di Napoli, ha affermato: “Gli enti locali, da diversi anni un “bancomat” per le diverse leggi di bilancio, sono allo stremo: è necessario che in tempi rapidi il Parlamento si doti di una legge su questo tema. Così come sulle partecipate il privato non può essere l’unica risposta, ci sono prestazioni che attengono alla sfera pubblica che non possono essere delegate ad altro luogo”.
“L’inserimento dei privati in certe situazioni potrebbe dare grossi vantaggi, il problema è però quello di assicurare servizi indispensabili e adeguati ai cittadini”, ha evidenziato Mario Michelino, consigliere delegato dell’Odcec di Napoli. “Una nuova legge? Di certo una revisione va fatta, una razionalizzazione per comprendere a fondo i servizi da assicurare ai cittadini e le modalità per farli fruire nel migliore dei modi”.
Secondo Fortuna Zinno, consigliere delegato dell’Odcec di Napoli, “le partecipate sono una 'giungla' con numeri impressionanti per dipendenti e costi. Occorre che si faccia chiarezza sul ruolo delle società, serve un cambio di cultura”.
Per Salvatore Varriale, presidente della Commissione Enti Locali dell’Odcec di Napoli, “le problematiche sono diverse. Gli ultimi provvedimenti sono andati nella direzione di contenere i costi per gli enti locali, che oggi stanno cercando di sopravvivere. Mi sembra comunque che negli ultimi tre anni si sia intrapresa una strada diversa che potrebbe dare i risultati sperati”.
Sergio Rolando, assessore al Bilancio del Comune di Torino, ha rimarcato: “La situazione non è rosea, la legge ha previsto un riassetto delle partecipate al quale tutte le amministrazioni stanno lavorando. In questo senso è fondamentale una collaborazione tra città”.

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NAPOLI - “Negli ultimi anni l’aumento delle pianificazioni fiscali aggressive e la ricerca di soluzioni, non sempre lecite, di metodi per limitare la pressione fiscale da parte delle imprese sfruttando alcuni disallineamenti normativi rappresentano il principale problema per le amministrazioni finanziarie a livello nazionale e internazionale. In particolare, si sta cercando di eliminare quei processi che le imprese multinazionali hanno appreso adeguando la propria configurazione strutturale alle mutazioni delle condizioni di mercato. Ma l’equità fiscale rappresenta un passo molto lungo e pieno di ostacoli”. Lo ha detto Clelia Buccico, presidente della Fondazione dell’Ordine dei commercialisti di Napoli, presentando la diciassettesima edizione di “Spring in Naples”, convegno di Fiscalità Internazionale e Comunitaria, che si terrà domani, venerdì 25 maggio alle ore 9,00 presso la sede dell’Ordine in Piazza dei Martiri, 30. Tema del forum sarà il progetto BEPS e la pianificazione fiscale delle imprese. “È importante che ciascuno Stato operi in maniera coordinata e non attraverso misure unilaterali di contrasto agli schemi di pianificazione fiscale aggressiva, poiché potrebbe portare ad un effetto di indebolimento dei principi fiscali internazionali”, ha sottolineato Vincenzo Moretta, numero uno dei commercialisti napoletani. “Stiamo vivendo il cambiamento degli standard fiscali più importante dell’ultimo secolo, nell’ottica di un’azione congiunta di contrasto alle pratiche elusive che mirano a spostare gli equilibri fiscali internazionali”. Dopo l'introduzione di Salvatore Tramontano, consigliere Odcec Napoli, interverranno all'evento Massimo Miani, presidente nazionale dei commercialisti italiani; Cinzia Romagnolo, direttore regionale Agenzia Entrate Campania; Fabrizio Carrarini, comandante Comando Regionale Campania Napoli Guardia di Finanza; Michele De Tavonatti, presidente Odcec Brescia; Mario Nussi, presidente Aipdt; Giovanni Gerardo Parente, presidente Aicec; i docenti Franco Roccatagliata (Bruges), Gaetano Ragucci (Milano), Stefano Fiorentino (Salerno), Maurizio Logozzo (Milano), Giuseppe Corasaniti (Brescia), Sebastiano Maurizio Messina (Verona), Raffaele Perrone Capano (Napoli). Presiederà i lavori Cesare Glendi, professore Emerito Università di Parma. La seconda sessione sarà introdotta dal segretario nazionale dei commercialisti Achille Coppola e dalla consigliera Odcec Napoli Immacolata Vasaturo. Parteciperanno al dibattito i docenti Gianluigi Bizioli (Bologna), Paola Coppola (Napoli), Loredana Carpentieri (Napoli), Thomas Tassani (Bologna), Francisco Jose Canal Garcia, i commercialisti Egidio Filetto, Pasquale Saggese, Alberto Perani. Le conclusioni saranno affidate a Stefano Ducceschi (presidente del Comitato etico della Fondazione Odcec Napoli) e a Andrea Anastasi (secondo segretario per gli affari economici e finanziari all’Ambasciata di Svizzera in Italia).
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Sabato, 19 Maggio 2018 17:58

Nuova privacy ai nastri di partenza

NAPOLI - “General data protection regulation” è il nuovo regolamento europeo (679/2016) in materia di privacy, che avrà efficacia in Italia dal prossimo 25 maggio. Se da una parte il nuovo adempimento imposto apre nuovi scenari consulenziali, dall’altra ancora una volta non vengono rispettati criteri di gradualità nell’applicazione di nuove norme, che non considerano lo stravolgimento operativo subito dalle professioni intellettuali negli ultimi anni, anche in considerazione dell’adeguamento all’evoluzione tecnologica con vantaggi registrati a tutto appannaggio della pubblica amministrazione”. Lo ha detto Vincenzo Tiby, consigliere delegato dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli presentando il forum “"Gdpr: un dato di fatto!... Tu a che punto sei?” che si terrà lunedì prossimo 21 maggio alle ore 14,30, nella sala conferenze dell’Odcec di Napoli (piazza dei Martiri, 30). Introdurranno i lavori dell’evento, promosso in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati di Napoli, Vincenzo Moretta, numero uno dei commercialisti partenopei e Maurizio Bianco, presidente degli avvocati napoletani con l’obiettivo principale di illustrare le modalità operative per adeguarsi ai nuovi sistemi di protezione dati gestiti nell'organizzazione degli studi professionali ed aziendali. Interverranno al dibattito, moderato da Amelia Scotti, presidente della Commissione innovazione sociale per l’imprenditorialità, Giovanna Ianni (partner Lexalia Studio Legale e Tributario); Paola Zambon (referente Gdpr Odcec Torino e coordinatrice gruppo di lavoro Privacy del Cndcec); Lorenza Rossi (sales, Marketing e Business e partnership manager Risk Solver); Simonetta Cavalieri (presidente SIS e coordinamento scientifico Commissione ISI Odcec Napoli); Massimo Carosella (risk manager Risk Solver); Bianca Bosco (componente commissione ISI Odcec Napoli); Dina Cavalli (consigliere Ordine Avvocati Napoli); Giovanni Manco (consulente Data Protection); Liberatina Santillo (professore ordinario Facoltà Ingegneria Università Federico II Napoli). “Nel corso dell’incontro - ha sottolineato Amelia Scotti - verrà presentato il sistema integrato attraverso il quale imprenditori, professionisti ed enti avranno la possibilità di rispondere alle nuove sfide dei mercati. Quali modelli organizzativi e processi saranno da sviluppare, i numeri dei nuovi posti di lavoro, l'evoluzione delle competenze per non perdere il know-how e impiego attuale. Dai nuovi rischi attraverso i nuovi modelli di business e le coperture a supporto, anche assicurative. Non si parlerà quindi ‘solo’ della regulation e delle ultime specifiche e aggiornamenti che giornalmente il Garante della Privacy rende note, ma sarà posto un focus sulle soluzioni consulenziali e tecnologiche messe a disposizione dei professionisti e dei loro clienti. Strumenti necessari per poter procedere in maniera concreta e “rapida” ad un completo adeguamento al Gdpr. Verranno illustrati anche processi, temi di risk management, piattaforme di compliance, soluzioni messa in sicurezza e in compliance dei device, dai fissi ai portatili, ai tablet, ai cellulari, arrivando fino alla parte IoT. Saranno approfonditi - ha aggiunto - temi e soluzioni per registro dei trattamenti, per le verifiche delle reti, per come individuare i singoli documenti che contengano dati personali, sensibili, giudiziari da mettere in sicurezza, di come rendere dimostrabili e con valore legale i consensi e i documenti aziendali e dei professionisti”.
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Un tavolo tecnico con i rappresentanti delle associazioni professionali per apportare modifiche utili. E’ la sfida lanciata da Luigi Raia, direttore dell'agenzia turistica regionale della Campania alla sua prima uscita pubblica, a poche ore dalla pubblicazione dello statuto della struttura, e resa nota al forum “Evoluzioni e prospettive del termalismo in Campania”, organizzato dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presieduto da Vincenzo Moretta. “Sono favorevole ad una sinergia con i commercialisti per iniziare un percorso virtuoso di rilancio della Campania sui mercati globali. Nell'ambito privato - ha sottolineato Raia -la Regione riconosce che il turismo rappresenta un asse trasversale a tutte le iniziative di natura economica, ma se è vero che stiamo beneficiando di un momento storico favorevole dovremmo anche chiederci cosa fare perché questi flussi permangano e si incrementino. Il turista non deve solo visitare la Campania, ma ci deve anche tornare”. Perché questo accada, spiega Raia, è necessario un cambio di mentalità: “la cittadinanza deve entrare nell'ottica di essere una comunità turistica e ragionare quindi nell'ottica della valorizzazione dell’ospitalità e dell’accoglienza in tutti i modi possibili il suo territorio, che deve essere propria di tutti gli operatori turistici. Senza parlare della necessità di poter fare programmazione, se si vuole incrementare l'incoming in uno scenario in cui il turista deve poter sapere almeno un anno prima cosa fare in un determinato luogo. Infine - ha commentato il direttore dell’agenzia regionale -, la mobilità ovvero la necessità di approvare un piano di mobilità ecosostenibile ed in particolare nelle isole del Golfo, dove andrebbero incentivati comportamenti virtuosi anche dei residenti come l’utilizzo di auto e biciclette elettriche”. La parola d’ordine, quindi, “è non perdere tempo e ragionare proprio con la logica dei professionisti e degli imprenditori, che non possono permettersi di lasciare spazio ai competitor. Per questo sono pronto ad accogliere tutti i suggerimenti che mi arriveranno, purché siano utili a riempire la norma di contenuti e vadano nella direzione di promuove e rendere sempre più accogliente questa nostra splendida regione che da sola raccoglie la maggior parte dei siti patrimonio dell’umanità” “Il turismo rappresenta una sfida da non perdere, in un momento molto favorevole per il settore. Perché la crescita possa confermarsi - ha spiegato il numero uno dei commercialisti partenopei Moretta - bisogna fare in modo che questi flussi permangano e anzi si incrementino". Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti, ha spiegato come “bisogna ragionare nell'ottica della valorizzazione dell’ospitalità e dell’accoglienza sul territorio, oltre alla necessità di programmazione e di mobilità ecosostenibile”. Secondo Liliana Speranza, consigliere delegato commissione turismo Odcec Napoli, “l’Ordine dei commercialisti ha dato ampia disponibilità all’agenzia Regionale per la costituzione di un tavolo teso a condividere le linee strategiche per lo sviluppo del turismo e del comparto termale. La Campania è la regione italiana con il più alto numero di stabilimenti termali (114). Occorre promuovere un sistema turistico integrato coinvolgendo il mondo delle professioni. In Italia le imprese legate al benessere sono oltre 30mila, di cui il 78% nel nord del paese e il giro d’affari dei centri ‘SPA’ ha superato i 4 miliardi di euro”. Nel corso dell’incontro è stato presentato anche il nuovo bando pubblicato dalle Terme di Castellammare. Secondo Giancarlo Carriero, presidente Sezione Turismo Unione Industriali di Napoli, “è molto importante il rilancio del comparto termale stabiano, che può diventare occasione di sviluppo per l’intera regione. Il piano industriale è stato redatto partendo dalle basi scientifiche della medicina termale e dalle più moderne implementazioni del comparto termale. Le aziende dell’Unione Industriali esamineranno con grande attenzione il bando che sarà emesso, e non mancheranno di proporre il loro contributo”. Per Massimiliano Barone, presidente Commissione Turismo Odcec Napoli, "il Settore termale in Campania potrebbe essere rivitalizzato grazie alla recente norma contenuta nella legge di stabilità 2018, che prescrive la non applicabilità della Bolkestein al settore termale e quindi permetterebbe lo sblocco per il rilascio o il rinnovo regionale delle concessioni per lo sfruttamento delle acque termali. Tale impulso potrebbe essere coadiuvato dalla Agenzia Regionale per la promozione del Turismo." In conclusione, per Salvatore Esposito De Falco, professore Ordinario di Management presso l’Università degli Studi di Roma Sapienza, "per l’area di Castellammare il bando della gestione delle terme è una grande opportunità per il territorio: si è stimato un flusso potenziale turistico di 1.800.000 visitatori. Occorre cambiare direzione, verso un nuovo sistema”. Sono intervenuti Emilio Becheri, fondatore e direttore della rivista “Turistica. Italian Journal of Tourism”; Riccardo Paparella, avvocato partner PVM Avvocati e Biagio Vanacore, presidente SINT SpA.
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Un tavolo tecnico con i rappresentanti delle associazioni professionali per apportare modifiche utili. E’ la sfida lanciata da Luigi Raia, direttore dell'agenzia turistica regionale della Campania alla sua prima uscita pubblica, a poche ore dalla pubblicazione dello statuto della struttura, e resa nota al forum “Evoluzioni e prospettive del termalismo in Campania”, organizzato dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presieduto da Vincenzo Moretta. “Sono favorevole ad una sinergia con i commercialisti per iniziare un percorso virtuoso di rilancio della Campania sui mercati globali. Nell'ambito privato - ha sottolineato Raia -la Regione riconosce che il turismo rappresenta un asse trasversale a tutte le iniziative di natura economica, ma se è vero che stiamo beneficiando di un momento storico favorevole dovremmo anche chiederci cosa fare perché questi flussi permangano e si incrementino. Il turista non deve solo visitare la Campania, ma ci deve anche tornare”. Perché questo accada, spiega Raia, è necessario un cambio di mentalità: “la cittadinanza deve entrare nell'ottica di essere una comunità turistica e ragionare quindi nell'ottica della valorizzazione dell’ospitalità e dell’accoglienza in tutti i modi possibili il suo territorio, che deve essere propria di tutti gli operatori turistici. Senza parlare della necessità di poter fare programmazione, se si vuole incrementare l'incoming in uno scenario in cui il turista deve poter sapere almeno un anno prima cosa fare in un determinato luogo. Infine - ha commentato il direttore dell’agenzia regionale -, la mobilità ovvero la necessità di approvare un piano di mobilità ecosostenibile ed in particolare nelle isole del Golfo, dove andrebbero incentivati comportamenti virtuosi anche dei residenti come l’utilizzo di auto e biciclette elettriche”. La parola d’ordine, quindi, “è non perdere tempo e ragionare proprio con la logica dei professionisti e degli imprenditori, che non possono permettersi di lasciare spazio ai competitor. Per questo sono pronto ad accogliere tutti i suggerimenti che mi arriveranno, purché siano utili a riempire la norma di contenuti e vadano nella direzione di promuove e rendere sempre più accogliente questa nostra splendida regione che da sola raccoglie la maggior parte dei siti patrimonio dell’umanità” “Il turismo rappresenta una sfida da non perdere, in un momento molto favorevole per il settore. Perché la crescita possa confermarsi - ha spiegato il numero uno dei commercialisti partenopei Moretta - bisogna fare in modo che questi flussi permangano e anzi si incrementino". Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti, ha spiegato come “bisogna ragionare nell'ottica della valorizzazione dell’ospitalità e dell’accoglienza sul territorio, oltre alla necessità di programmazione e di mobilità ecosostenibile”. Secondo Liliana Speranza, consigliere delegato commissione turismo Odcec Napoli, “l’Ordine dei commercialisti ha dato ampia disponibilità all’agenzia Regionale per la costituzione di un tavolo teso a condividere le linee strategiche per lo sviluppo del turismo e del comparto termale. La Campania è la regione italiana con il più alto numero di stabilimenti termali (114). Occorre promuovere un sistema turistico integrato coinvolgendo il mondo delle professioni. In Italia le imprese legate al benessere sono oltre 30mila, di cui il 78% nel nord del paese e il giro d’affari dei centri ‘SPA’ ha superato i 4 miliardi di euro”. Nel corso dell’incontro è stato presentato anche il nuovo bando pubblicato dalle Terme di Castellammare. Secondo Giancarlo Carriero, presidente Sezione Turismo Unione Industriali di Napoli, “è molto importante il rilancio del comparto termale stabiano, che può diventare occasione di sviluppo per l’intera regione. Il piano industriale è stato redatto partendo dalle basi scientifiche della medicina termale e dalle più moderne implementazioni del comparto termale. Le aziende dell’Unione Industriali esamineranno con grande attenzione il bando che sarà emesso, e non mancheranno di proporre il loro contributo”. Per Massimiliano Barone, presidente Commissione Turismo Odcec Napoli, "il Settore termale in Campania potrebbe essere rivitalizzato grazie alla recente norma contenuta nella legge di stabilità 2018, che prescrive la non applicabilità della Bolkestein al settore termale e quindi permetterebbe lo sblocco per il rilascio o il rinnovo regionale delle concessioni per lo sfruttamento delle acque termali. Tale impulso potrebbe essere coadiuvato dalla Agenzia Regionale per la promozione del Turismo." In conclusione, per Salvatore Esposito De Falco, professore Ordinario di Management presso l’Università degli Studi di Roma Sapienza, "per l’area di Castellammare il bando della gestione delle terme è una grande opportunità per il territorio: si è stimato un flusso potenziale turistico di 1.800.000 visitatori. Occorre cambiare direzione, verso un nuovo sistema”. Sono intervenuti Emilio Becheri, fondatore e direttore della rivista “Turistica. Italian Journal of Tourism”; Riccardo Paparella, avvocato partner PVM Avvocati e Biagio Vanacore, presidente SINT SpA.
Pubblicato in Società
Un tavolo tecnico con i rappresentanti delle associazioni professionali per apportare modifiche utili. E’ la sfida lanciata da Luigi Raia, direttore dell'agenzia turistica regionale della Campania alla sua prima uscita pubblica, a poche ore dalla pubblicazione dello statuto della struttura, e resa nota al forum “Evoluzioni e prospettive del termalismo in Campania”, organizzato dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presieduto da Vincenzo Moretta. “Sono favorevole ad una sinergia con i commercialisti per iniziare un percorso virtuoso di rilancio della Campania sui mercati globali. Nell'ambito privato - ha sottolineato Raia -la Regione riconosce che il turismo rappresenta un asse trasversale a tutte le iniziative di natura economica, ma se è vero che stiamo beneficiando di un momento storico favorevole dovremmo anche chiederci cosa fare perché questi flussi permangano e si incrementino. Il turista non deve solo visitare la Campania, ma ci deve anche tornare”. Perché questo accada, spiega Raia, è necessario un cambio di mentalità: “la cittadinanza deve entrare nell'ottica di essere una comunità turistica e ragionare quindi nell'ottica della valorizzazione dell’ospitalità e dell’accoglienza in tutti i modi possibili il suo territorio, che deve essere propria di tutti gli operatori turistici. Senza parlare della necessità di poter fare programmazione, se si vuole incrementare l'incoming in uno scenario in cui il turista deve poter sapere almeno un anno prima cosa fare in un determinato luogo. Infine - ha commentato il direttore dell’agenzia regionale -, la mobilità ovvero la necessità di approvare un piano di mobilità ecosostenibile ed in particolare nelle isole del Golfo, dove andrebbero incentivati comportamenti virtuosi anche dei residenti come l’utilizzo di auto e biciclette elettriche”. La parola d’ordine, quindi, “è non perdere tempo e ragionare proprio con la logica dei professionisti e degli imprenditori, che non possono permettersi di lasciare spazio ai competitor. Per questo sono pronto ad accogliere tutti i suggerimenti che mi arriveranno, purché siano utili a riempire la norma di contenuti e vadano nella direzione di promuove e rendere sempre più accogliente questa nostra splendida regione che da sola raccoglie la maggior parte dei siti patrimonio dell’umanità” “Il turismo rappresenta una sfida da non perdere, in un momento molto favorevole per il settore. Perché la crescita possa confermarsi - ha spiegato il numero uno dei commercialisti partenopei Moretta - bisogna fare in modo che questi flussi permangano e anzi si incrementino". Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti, ha spiegato come “bisogna ragionare nell'ottica della valorizzazione dell’ospitalità e dell’accoglienza sul territorio, oltre alla necessità di programmazione e di mobilità ecosostenibile”. Secondo Liliana Speranza, consigliere delegato commissione turismo Odcec Napoli, “l’Ordine dei commercialisti ha dato ampia disponibilità all’agenzia Regionale per la costituzione di un tavolo teso a condividere le linee strategiche per lo sviluppo del turismo e del comparto termale. La Campania è la regione italiana con il più alto numero di stabilimenti termali (114). Occorre promuovere un sistema turistico integrato coinvolgendo il mondo delle professioni. In Italia le imprese legate al benessere sono oltre 30mila, di cui il 78% nel nord del paese e il giro d’affari dei centri ‘SPA’ ha superato i 4 miliardi di euro”. Nel corso dell’incontro è stato presentato anche il nuovo bando pubblicato dalle Terme di Castellammare. Secondo Giancarlo Carriero, presidente Sezione Turismo Unione Industriali di Napoli, “è molto importante il rilancio del comparto termale stabiano, che può diventare occasione di sviluppo per l’intera regione. Il piano industriale è stato redatto partendo dalle basi scientifiche della medicina termale e dalle più moderne implementazioni del comparto termale. Le aziende dell’Unione Industriali esamineranno con grande attenzione il bando che sarà emesso, e non mancheranno di proporre il loro contributo”. Per Massimiliano Barone, presidente Commissione Turismo Odcec Napoli, "il Settore termale in Campania potrebbe essere rivitalizzato grazie alla recente norma contenuta nella legge di stabilità 2018, che prescrive la non applicabilità della Bolkestein al settore termale e quindi permetterebbe lo sblocco per il rilascio o il rinnovo regionale delle concessioni per lo sfruttamento delle acque termali. Tale impulso potrebbe essere coadiuvato dalla Agenzia Regionale per la promozione del Turismo." In conclusione, per Salvatore Esposito De Falco, professore Ordinario di Management presso l’Università degli Studi di Roma Sapienza, "per l’area di Castellammare il bando della gestione delle terme è una grande opportunità per il territorio: si è stimato un flusso potenziale turistico di 1.800.000 visitatori. Occorre cambiare direzione, verso un nuovo sistema”. Sono intervenuti Emilio Becheri, fondatore e direttore della rivista “Turistica. Italian Journal of Tourism”; Riccardo Paparella, avvocato partner PVM Avvocati e Biagio Vanacore, presidente SINT SpA.
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NAPOLI –  “Vogliamo offrire la possibilità a tutti di accedere ai tanti benefici messi in campo dal Governo attraverso la Legge di Stabilità 2018 che spesso sono poco conosciuti da cittadini e imprenditori. Ci sono tante agevolazioni nazionali che si cumulano a quelle messe in campo anche dalla Regione che devono essere portate a conoscenza dei potenziali fruitori per incrementare l’occupazione. Il protocollo d’intesa siglato con i dottori commercialisti e gli esperti contabili consentirà di ‘fare rete’ per offrire in tempo reale la conoscenza di questi nuovi strumenti a tutti i beneficiari anche attraverso la realizzazione di tavoli tecnico-operativi sulle singole misure. Un’attività che vuole rappresentare un presidio di legalità contro tutti coloro che si improvvisano tecnici senza avere titoli e capacità”. Lo ha detto Roberto Bafundi, direttore coordinamento metropolitano dell’Inps di Napoli annunciando l'accordo di collaborazione per la gestione dei rapporti tra le sedi dell’Istituto previdenziale dell'area metropolitana di Napoli e gli Ordini dei dottori commercialisti e degli esperti contabili della provincia di Napoli (Odcec Napoli, Napoli Nord, Nola e Torre Annunziata). Il documento mira, tra le altre cose, allo sviluppo di canali di comunicazione innovativi e sperimentali allo scopo di rendere più agevoli le relazioni tra gli Enti, con progressivo passaggio verso un sistema di customer care che veda l'esclusività della gestione per appuntamento dell'utenza specializzata, lo sviluppo della metodologia telematica, la regolarizzazione delle posizioni aziendali e la velocizzazione della valutazione e dell'istruttoria delle domande di ricorso agli ammortizzatori sociali. Gli enti hanno inoltre concordato la necessità di prevedere iniziative di formazione che consentano lo scambio reciproco di informazioni e conoscenza su prassi e procedure, oltre all'istituzione di un apposito tavolo tecnico.
“Le misure messe in campo sono tante – ha evidenziato Vincenzo Moretta, presidente dell’Odcec Napoli – I commercialisti vogliono accompagnare queste imprese a meglio interpretare le norme che portano agevolazioni, e il protocollo di intesa consente ai professionisti di frequentare ancora di più gli uffici Inps, incentivando così il contrasto all'abusivismo professionale”.
Per Antonio Alfè, presidente commissione Lavoro dell’ordine partenopeo, “il protocollo permette agli iscritti di tutta la provincia di Napoli di avere un accesso più agevole ai servizi da parte dell'Inps per risolvere le problematiche giornaliere”.
“La sinergia tra gli enti pubblici va a vantaggio degli imprenditori, aiuta nostra categoria e nostri iscritti”, ha sottolineato Antonio Tuccillo, presidente dell'Odcec Napoli Nord. “Un rapporto di questo tipo comporta importanti vantaggi per la categoria che può contare su regole sicure da seguire e certezze in una professione sempre più difficile da affrontare”.
In conclusione, per Fortuna Zinno, consigliere delegato dell’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, si tratta di “un risultato voluto fortemente dopo un anno di lavoro per mettere insieme quattro ordini della Campania ma soprattutto per rendere uniforme una prassi lavorativa che consentirà ai professionisti di accedere all'Inps con unico accordo. Questo è solo un primo passo verso coordinamento regionale”.
All'incontro hanno partecipato Domenico Ranieri, numero uno dell'Odcec di Nola; Giuseppe Crescitelli, presidente dell'Odcec di Torre Annunziata;  Filippo Bonanni, direttore Inps Napoli;  Rossella Pellegrino, direttore Inps area Nord – Vomero; Furio Voi, direttore Inps area Stabiese;  Benedetto Dito, direttore Inps area Flegrea; Concetta Riccio, consigliere delegato dell’Odcec Napoli; Annalisa Cerbone e Angela Labattaglia (commissione di studio lavoro e previdenza dell’Odcec di Napoli).

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NAPOLI – “Finalmente dopo anni bui cominciamo a vedere la luce. Il consumo culturale in Italia è in ripresa e fa registrare un incremento dell’1,7 per cento rispetto all'anno precedente. Significa che il consumo culturale cresce più del consumo medio dei cittadini. Le aree di criticità non mancano, circa il 40 per cento degli italiani durante l’anno non fa esperienze culturali: il nostro compito è contribuire a cambiare questo trend”. Lo ha detto Claudio Bocci, direttore Federculture, presentando il 13° Rapporto annuale Federculture 2017 nel corso del convegno “Impresa cultura”, promosso dall'Ordine dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli. La Campania è stabilmente la seconda regione per numero di visitatori nei siti statali, nel 2017 ha registrato quasi 9 milioni di visitatori, dato in crescita del 10,6% rispetto all'anno precedente, uno degli incrementi più alti tra le regioni italiane. È una delle regioni che maggiormente attrae pubblico nazionale e internazionale nei propri musei è confermato dal fatto che gli 8,7 milioni di visitatori nei siti regionali rappresentano quasi il 18%, del totale dei visitatori dei musei statali nazionali. Sono, peraltro, campani 7 siti tra i 30 più visitati in Italia. A livello territoriale – ha aggiunto Bocci - persiste il divario nei consumi delle famiglie tra l’Italia settentrionale e meridionale (ma in questo caso i dati disponibili permettono di analizzare le differenze regionali in termini di spesa media mensile): per ricreazione, spettacoli e cultura la spesa media mensile, a livello nazionale pari a 130,06 euro al mese, è nettamente superiore al Nord (circa 160 euro) seguita da Centro (129 euro), Sud (90 euro) e Isole (80). In termini assoluti, a Nord Ovest si spendono 80 euro al mese in più rispetto alle Isole, per un totale pari al doppio rispetto all'area insulare”. “I tesori culturali della Campania sono noti a tutti – evidenzia Vincenzo Moretta, numero uno dei commercialisti partenopei -. Fare buona impresa con la cultura richiede però competenze specifiche e supporto tecnico adeguato: in questo senso i commercialisti intendono dare il loro apporto affinché si consolidi la relazione già avviata tra cultura ed economia e far sì che la cultura possa essere veramente al centro di un progetto integrato di sviluppo economico del nostro territorio”. Secondo Paolo Giulierini, direttore Museo Archeologico di Napoli Mann: “I numeri parlano chiaro, tutti i grandi attrattori hanno raddoppiato o migliorato del 30 per cento il numero dei visitatori. La questione riguarda anche altri aspetti: gli introiti economici, che sono aumentati a beneficio del bilancio, l’indotto sull'economia locale e sulla filiera del turismo e la presenza dei musei all'estero, in Cina o in Usa, con grandi mostre che consentono di aumentare i fondi e sviluppare un pubblico potenziale che poi tornerà sicuramente sul territorio napoletano”. “L’aumento degli ingressi nei musei napoletani è di almeno il 45 per cento – ha sottolineato Paolo Iorio, direttore del Museo Filangieri e del “Tesoro di San Gennaro” -, in particolare la zona di via Duomo è stata catalizzante per i turisti. Questo ci fa ben sperare, abbiamo creato da poco la Strada dei musei e speriamo che questo movimento porti sempre maggiori benefici al terziario”. Pierpaolo Forte, presidente Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee – Museo Madre di Napoli, ha rimarcato: “La cultura italiana ha margini di crescita notevoli. Ma dobbiamo capire quanto questo fenomeno possa diventare Pil, sappiamo che la cultura è un serbatoio che produce guadagni a 360 gradi. È un’operazione che dobbiamo portare al Sud, dove siamo un po’ dietro da questo punto di vista”. Fabio Borghese, Direttore Creactivitas – Creative Economy Lab, ha posto l’accento sul ruolo dei professionisti: “I commercialisti possono dare un contributo fondamentale per connettere la dimensione dell’impresa a quella della cultura perché possono aprire all'impresa tradizionale i percorsi che la cultura offre in termini di crescita”. Infine, Carolina Botti, Direttore A.L. E.S. .S.p.a. (Mibact), si è soffermata sulla norma fiscale Artbonus: “Uno strumento fondamentale per avvicinare il pubblico e il privato in ambito culturale. È una norma che ha reso semplice e trasparente le operazioni di sinergia, ad oggi registriamo le donazioni di 4 mila cittadini e 1.800 imprese verso gli enti culturali italiani. È una nuova, interessante forma di responsabilità culturale d’impresa”. “La cultura è una precondizione dello sviluppo – ha evidenziato Alfonso Andria, presidente Centro Universitario Europeo per i beni culturali -, a Ravello in occasione di ‘Ravello Lab’ sono nate iniziative di natura legislativa con stakeholders pubblici e privati che hanno lavorato in sinergia”. Donatella Gallone, Editrice e fondatrice del Mondodisuk, rimarca infine: “Dieci anni fa abbiamo scommesso che Napoli ha un grande presente e un grande futuro. L’asse nella manica è sicuramente la cultura, dobbiamo però creare una struttura ramificata che crei rete e lasci fuori gli individualismi”. Per Aldo Petrucciani, presidente Commissione gestione imprese della Cultura: “E’ innegabile che la Cultura può e deve rappresentare la piattaforma per lo sviluppo economico e sociale. La Commissione, con la presentazione del Rapporto Federculture si propone di evidenziare non solo alla categoria dei commercialisti, ma all’intero territorio le potenzialità del sistema produttivo culturale e creativo e allo stesso tempo indicare la possibilità di sviluppo (anche di impresa) in campo culturale”. Mentre Concetta Riccio, consigliere delegato dell'Ordine partenopeo, evidenzia: “La cultura è uno dei settori che potrà sostenere lo sviluppo dell’economia locale, valorizzando l’unicità di proposte d’arte e mestieri se accompagnato in modo consapevole nella creazione, anche per le piccole e medie imprese, dai modelli economici e di business consapevole”. Al convegno hanno partecipato Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti italiani, Guido Cabib, Direttore artistico Museo Civico Gaetano Filangieri di Napoli; Francesca Amirante, Presidente Progetto Museo; Orietta Palumbo, Vicepresidente Commissione gestione imprese della Cultura, Clelia Buccico, presidente della Fondazione Odcec Napoli e Gianfranco Frassetto (Comitato Scientifico).
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NAPOLI – “In materia di fallimento è stata fatta una importante riforma che troverà applicazione nelle prossime settimane e che si basa su due pilastri. Il primo è l’inserimento delle misure di allerta nell’ordinamento italiano, un’operazione che si cercava di fare da tempo e che considera l’intervento della procedura concorsuale come un evento normale che si sviluppa al momento della crisi. Il secondo tema riguarda il fatto che fino a ieri la crisi d’impresa era vista come una cosa non naturale ma negativa: noi crediamo che sia un’idea da superare, con la riforma la crisi diventa parte del naturale andamento dell'impresa. Siamo soddisfatti perché dal 1942 non veniva fatta una riforma organica sulla legge fallimentare, questa lascerà il segno sul presente e sul futuro. L’auspicio è che si riesca finalmente a fare un salto di qualità”. Lo ha detto il viceministro dell’Economia e delle Finanze Luigi Casero intervenendo in audioconferenza al forum “La crisi delle procedure concorsuali, i commercialisti protagonisti della riforma”, promosso dall’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli, in corso di svolgimento presso la sala D'Amato dell'Unione degli Industriali di Napoli. “Con la nuova legge fallimentare viene data una seconda possibilità agli imprenditori che sono stati penalizzati dalla congiuntura economica negativa del mercato – ha evidenziato Vincenzo Moretta, numero uno dei commercialisti partenopei -. Finalmente non si parlerà più di fallimento e, inoltre, sono stati introdotti sistemi di controlli e alert che consentono ai dottori commercialisti di avere un ruolo importante, perché toccherà a noi percepire i primi segni della crisi ed intervenire in tempi brevi”. Michele Vietti, professore straordinario di diritto commerciale, ha affermato: “Oggi la crisi delle imprese emerge troppo tardi, quando non c’è più niente da fare. La nuova legge introdurrà la procedura di allerta che aiuteranno le imprese ed i professionisti a fare emergere le difficoltà prima che sia troppo tardi”. Ettore Ferrara, presidente del Tribunale di Napoli, ha evidenziato che "nell'ufficio giudiziario napoletano, in materia fallimentare, i 3400 procedimenti pendenti al 30 giugno 2014 sono diventati 2800 tre anni dopo. Le procedure concorsuali che costituivano l’80 per cento del totale sono diventate il 57 per cento, mentre a Roma e Milano si registra un aumento. Ciò non esclude comunque la necessità di insistere nella ricerca di soluzioni innovative che rendano il nostro sistema giudiziario più aderente alle esigenze dell’economia. Occorre agevolare la ristrutturazione delle imprese in difficoltà, togliere alla parola fallimento quella connotazione negativa che l’accompagna e specializzare sempre più i magistrati". “L’elemento più significativo del disegno di legge già approvato in Senato - ha sottolineato Ambrogio Prezioso, presidente di Confindustria Campania -, consiste nell’introduzione di una procedura d’allerta e di composizione assistita della crisi. L’esito è soddisfacente, registriamo una maggiore snellezza delle procedure e una maggiore tutela anche del debitore. Questa legge, pur con qualche limite, promette di assicurare trasparenza e funzionalità nei rapporti giuridici che scaturiscono da crisi d’impresa”. Al dibattito, coordinato da Lucio Di Nosse, presidente della sezione fallimentare del Tribunale di Napoli, sono intervenuti, tra gli altri, Vittorio Zanichelli, componente della Commissione di riforma delle procedure concorsuali; Myriam Clemente, capo ufficio legale e Riscossione Agenzia delle Entrate della Campania e Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti.
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La Discussione - registrazione Tribunale di Roma n. 3628 del 15/12/1953 - C.F. / n. 13130691002
Testata beneficiaria dei contributi di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250 e dal decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Contributo incassato per l’anno 2016: Euro 916.960,30