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Attesa per le decisioni di Bruxelles In evidenza

Pubblicato in Economia
17 Dicembre 2018 di Antonio Falconio Commenta per primo!
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Si profila, per la manovra finanziaria predisposta dal Governo, una valutazione sostanzialmente positiva da parte delle autorità comunitarie. Il vertice serale fra il Presidente del Consiglio, i suoi Vice e il Ministro dell’Economia, aveva infatti trovato, alle soglie della notte scorsa, un approdo comune sulle modifiche da introdurre nella manovra, in modo da renderla accettabile, sia per Bruxelles, sia per i mercati. Ci dovrà essere, ovviamente, un voto del Senato e, successivamente, della Camera perché il documento, con le modifiche introdotte è significativamente diverso da quello esaminato e votato in prima lettura a Montecitorio. Nel confronto con la Commissione Europea l’Italia dovrebbe essere favorita, sia dalla fisionomia oggettiva di una manovra che recepisce buona parte delle indicazioni e delle obiezioni della Commissione Europea, sia dal raffronto con la decisione francese di sfondare il tetto del 3% di indebitamento per corrispondere alle richieste delle folle in tumulto, sia delle difficoltà analoghe della Spagna, sia. Infine, dalla preoccupazione di non aggiungere alla Brexit un eventuale problema italiano. Fra i due soci dell’alleanza giallo-verde, il clima si è rasserenato, ma resta nervoso e a tratti teso per la fatica di comporre posizioni tanto diverse, come quelle della Lega e del M5S. A contribuire a questa tensione latente le voci di un piano, maturato all’interno dell’M5S, per stringere Di Maio nella morsa di una tenaglia articolata su personaggi dell’area massimalista del movimento, come Di Battista, Fico e lo stesso Grillo.