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Inflazione, Confcommercio: «Dato che non desta preoccupazioni» In evidenza

Pubblicato in Economia
01 Novembre 2017 di Redazione Commenta per primo!
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"A ottobre l'inflazione tendenziale torna ai livelli di inizio anno (1%) a causa del rallentamento della dinamica dei prezzi che origina da fattori stagionali (trasporti e servizi turistici) e dalle modifiche introdotte sul versante della contribuzione studentesca all'universita', senza le quali il tasso tendenziale si sarebbe portato all'1,2%, in lieve accelerazione rispetto a settembre". E' il commento dell'Ufficio Studi di Confcommercio ai dati Istat di oggi. "Permane un certo differenziale inflazionistico tra Italia ed eurozona (+1,4%) che, tuttavia, non e' indice di specifiche patologie del nostro sistema produttivo, atteso che anche in Europa l'inflazione e' complessivamente debole e lontana dai target della Banca Centrale. A questo proposito, un'inflazione di fondo attorno all'1% costituisce un forte ancoraggio alle aspettative di una politica monetaria ancora accomodante. In Italia, - conclude la nota - in un contesto di consumi poco dinamici, quasi tutta la variazione dei prezzi nasce dai prodotti petroliferi che alimentano beni e energetici non regolamentati e dagli alimentari non lavorati. Sui restanti settori, gli impulsi inflazionistici sono tenui e poco diffusi".

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