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Consumi, nel 2017 quasi 17. 300 euro pro capite In evidenza

Pubblicato in Economia
12 Agosto 2017 di Redazione Commenta per primo!
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Nel 2017 la spesa pro capite per alimentari, abitazione e abbigliamento sarà di circa 7.800 euro, pari al 41,5% dei consumi complessivi (quasi 17.300 euro), inclusi gli affitti imputati (una posta, quest'ultima, che indica il valore del flusso dei servizi forniti dall'abitazione di cui si è proprietari). E' quanto emerge da un'analisi dell'Ufficio Studi di Confcommercio sui consumi delle famiglie tra il 1995 e il 2017. Il capitolo di spesa più importante è l'abitazione, che comprende gli affitti, figurativi ed effettivi, e le spese per luce, acqua e gas. La struttura dei consumi si modifica con lentezza. Nell'arco di tempo considerato si registrano mutamenti molto rilevanti. L'alimentazione domestica, la spesa per i tabacchi e per il vestiario e le calzature perdono complessivamente 4,5 punti in termini di quota sul totale. Tutta questa perdita è assorbita dalle spese per l'abitazione, che crescono di 5,5 punti in quota. Le ragioni hanno una doppia natura: la socio-demografia e l'inflazione specifica dovuta alla struttura dei mercati nei quali sono offerti i beni e i servizi di questo capitolo. La riduzione del numero medio di componenti familiari implica, a parità di altre condizioni, una riduzione dei risparmi nella gestione domestica. D'altra parte, una frazione della crescita di queste spese è dovuta anche a un effetto reale. I metri quadrati di abitazione fruiti da ciascun abitante sono verosimilmente cresciuti negli ultimi 20-25 anni. L'altro aspetto che spinge in alto la quota di spesa per l'abitazione riguarda i prezzi dei beni e servizi che la compongono; prodotti e distribuiti sovente in regimi di oligopolio - luce, acqua, gas - queste spese obbligate hanno mostrato una crescita dei prezzi più dinamica del resto del paniere medio di spesa, pari a quasi il 90% rispetto a uno sviluppo medio dei prezzi nell'intero periodo inferiore al 60%. L'altro polo attrattore è rappresentato dagli alberghi e dall'alimentazione fuori casa, che cresce in quota di 2,4 punti percentuali. Le ragioni riguardano oltre la crescita della spesa dei turisti nel territorio italiano, anche la sostituzione dell'alimentazione in casa con quella fuori casa. Da segnalare sia la crescita della quota di spesa per i servizi sanitari sia quella per le comunicazioni. Per la prima, le dinamiche sono governate dall'invecchiamento della popolazione e, soprattutto, da un'interpretazione della cura del sé che è prevenzione ed estetica oltre che puramente terapeutica. Nel caso delle comunicazioni, la quota cresce di due decimi di punto e ciò apparentemente contrasta con l'idea di un'invasione della tecnologia delle comunicazioni nella vita quotidiana. Nel caso della tecnologia, i prezzi sono stati - e sono ancora oggi - fortemente decrescenti e, pertanto, le quote appaiono poco dinamiche, celando il vero e proprio boom registrato dalle quantità: nel periodo considerato la spesa reale per la telefonia (apparecchi e servizi) è, infatti, cresciuta in termini pro capite del 240% passando da 109 euro a 371 (espressi a valori del 2017).

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