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Le novità contabili del “decreto bilancio”

Pubblicato in Economia
20 Aprile 2017 di Dario Aversa Commenta per primo!
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Le novità contabili riferite al bilancio d’esercizio sono contenute nel decreto 139/2015 meglio conosciuto come “decreto bilancio” che recepisce le norme contenute nella direttiva europea 34/2013. Esse, insieme alle disposizioni contenute nel provvedimento 136/2015, “decreto intermediari”, che riguarda gli istituti di credito, costituiscono un innovativo corpus normativo che implica una massiccia iniezione di disposizioni contenute nei principi contabili internazionali IAS/IFRS. Dal bilancio per i creditori al bilancio per investitori! Gli obiettivi di queste norme sono: il miglioramento della portata informativa del bilancio attraverso l’utilizzo dei principi contabili internazionali, la riduzione degli oneri amministrativi con specifiche indicazioni per le “imprese minori”. La struttura del nuovo bilancio si compone oltre che dei tradizionali stato patrimoniale, conto economico, nota integrativa, anche di un autonomo rendiconto finanziario che in precedenza era solo raccomandato dall’OIC 16 e che comunque non si applica alle imprese che redigono il bilancio abbreviato e alle micro imprese. Una delle novità introdotte riguarda il principio di rilevanza che trova individuazione nell’OIC 11 sui postulati di bilancio, l’altra la prevalenza della sostanza sulla forma che già era contemplata nel diritto societario ma non aveva chiara formulazione. Come è noto, la prevalenza della sostanza sulla forma consiste nell’individuare la sostanza della operazione rispetto al contratto e alla sua definizione giuridica; tuttavia rimane invariato il leasing che è appunto ancorato al contratto e non alla sostanza, perché è in revisione lo IAS 17 con l’IFRS 16 nel 2019. Le novità dello stato patrimoniale e del conto economico riguardano le “imprese sorelle”, l’eliminazione dei conti d’ordine situati in calce allo stato patrimoniale e ora aventi definita disclosure nella nota integrativa, nel conto economico si assiste alla eliminazione degli oneri e proventi straordinari (si vedano le norme relative ad oneri e proventi eccezionali), le azioni proprie implicano l’utilizzo di una riserva negativa nello stato patrimoniale mentre rimangono invariate le sue informazioni contenute nella relazione sulla gestione. I derivati saranno valutati al fair value (valore equo) ma ciò non si applica alle micro imprese. I crediti, i debiti ed i titoli sono rilevati al costo ammortizzato come stabilito nell’OIC 20 e implicano delle nozioni di matematica finanziaria per il calcolo della attualizzazione sulla base del rendimento effettivo e non su quello nominale. I crediti in precedenza venivano valutati in base al criterio del presunto realizzo, i debiti con il criterio del valore nominale ed i titoli in base al costo (per capirne la portata innovativa occorre approfondire gli OIC 15, 19 e 20 che peraltro stabiliscono che costo ammortizzato e attualizzazione possono essere non applicati se non sussiste rilevanza. Il principio contabile OIC 24 stabilisce che i costi di ricerca e sviluppo possono essere capitalizzati (patrimonializzati) ma con diversità rispetto alla ricerca di base, alla ricerca applicata per la quale i costi di sviluppo sono spesati a conto economico mentre i costi di impianto ed ampliamento sono capitalizzabili in base all’OIC 24. L’ammortamento dei costi di sviluppo avviene in base alla vita utile e se non è possibile determinarla si utilizza l’orizzonte temporale di cinque anni. L’ammortamento dell’avviamento è anch’esso basato sul criterio della vita utile e se non determinabile il tempo di ammortamento è di 10 anni. L’OIC 24 stabilisce il procedimento di stima della vita utile nell’avviamento. Il “decreto bilanci”, numero 139/2015, modifica i principi contabili nazionali che sono stati pubblicati revisionati in data 22 dicembre 2016, ricordiamo i principi OIC 32 e 11 rispettivamente relativi agli strumenti finanziari e ai postulati di bilancio che sarà presto aggiornato. I criteri di valutazione, modificati dal decreto bilancio devono essere applicati retroattivamente quindi bisogna ricostruire l’operazione contabile sin dalla sua origine. La nota integrativa ha un nuovo contenuto e struttura che si ‘differenzia’ per i bilanci ordinari, quelli abbreviati e quelle per le micro imprese. L’articolo 2435 ter del codice civile disciplina i bilanci delle micro imprese per le quali si può omettere la nota integrativa se nello stato patrimoniale sono elencate particolare informazioni. Gli strumenti finanziari valutati al fair value sono contemplati dal novellato 2427 bis del codice civile, ed è lo stesso articolo 2427 a dettare il set di norme per il bilancio ordinario e quello abbreviato. L’OIC 10 specifica disciplina e contenuto del rendiconto finanziario che esce dalla nota integrativa e costituisce un autonomo documento che ha due schemi: diretto e indiretto, quest’ultimo molto più utilizzato. In nota integrativa devono essere descritti i nuovi criteri di valutazione di crediti, debiti e titoli ossia rispettivamente costo ammortizzato per i primi due, fair value per i derivati e il trattamento delle azioni proprie. I conti d’ordine non sono più in stato patrimoniale ma sono raccontati in nota integrativa, le partite straordinarie eliminate dallo schema di conto economico trovano argomentazione in nota integrativa: secondo l’OIC 12 ricavi e costi di natura eccezionale ivi devono essere specificati secondo l’OIC 12 affinché il lettore possa normalizzare il dato ai fini dell’individuazione dell’EBITDA e del reddito netto. Nel bilancio abbreviato il valore delle immobilizzazioni può essere rappresentato solo dal valore netto come negli ordinari.

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