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Nel 2016 deficit/Pil sceso al 2.4%

Pubblicato in Economia
05 Aprile 2017 di Redazione Commenta per primo!
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Nel 2016 si è registrato un indebitamento netto pari al 2,4% del Pil, in riduzione di 0,3 punti percentuali rispetto al 2015. Lo rende noto l'Istat, spiegando che sempre nel quarto trimestre del 2016 il rapporto deficit/Pil è stato pari al 2,3%, stabile rispetto allo stesso trimestre del 2015. Il saldo primario (indebitamento/accreditamento al netto degli interessi passivi), nel quarto trimestre 2016, è risultato positivo per 7.312 milioni di euro (7.315 milioni di euro nel corrispondente trimestre del 2015). La relativa incidenza sul Pil è stata pari a 1,7%, invariata rispetto al quarto del 2015. Nel 2016, in termini di incidenza sul Pil, il saldo primario è stato positivo e pari all'1,5% del Pil, invariato rispetto al 2015. Nel quarto trimestre 2016 la pressione fiscale è diminuita di 0,6 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre del 2015, scendendo al 49,6%. Il saldo corrente (risparmio) nel quarto trimestre del 2016 è risultato positivo per 3.915 milioni di euro (10.808 milioni nel corrispondente trimestre dell'anno precedente). L'incidenza sul Pil è stata dello 0,9%, a fronte del 2,5% nel quarto trimestre del 2015. Complessivamente, nel 2016 il saldo corrente in rapporto al Pil è stato positivo e pari allo 0,6% (1,1% nel 2015). Le uscite totali nel quarto trimestre 2016 sono diminuite dello 0,9% rispetto al corrispondente trimestre del 2015. La loro incidenza sul Pil si è ridotta in termini tendenziali di 1,2 punti percentuali, scendendo al 56%. Nel 2016 l'incidenza delle uscite totali sul Pil è stata pari al 49,6%, in riduzione di 0,9 punti percentuali rispetto al 2015. Il reddito disponibile delle famiglie è diminuito nel quarto trimestre del 2016 dello 0,6% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dello 0,5%. Di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è diminuita di 1 punto percentuale rispetto al trimestre precedente, scendendo all'8%. Il potere d'acquisto delle famiglie è diminuito dello 0,9% rispetto al trimestre precedente. La quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 42,4%, è aumentata di 0,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il tasso di investimento è aumentato di 0,6 punti percentuali portandosi al 20,5%. Nel 2016 il reddito disponibile è aumentato dell'1,6% e la spesa per consumi finali dell'1,3%, dando luogo a un aumento della propensione al risparmio di 0,2 punti percentuali rispetto al 2015. Il potere d'acquisto è aumentato dell'1,6%.

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