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Usa, scandalo "dieselgate" la Fca di Sergio Marchionne In evidenza

Pubblicato in Economia
13 Gennaio 2017 di Redazione Commenta per primo!
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Dopo gli entusiasmi dei giorni, scorsi, cade una tegola sul'Amministratore Delegato di Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne. Il manager italo-canadese è coinvolto nel Dieselgate che negli Usa rischia di provocare gravi danni di immagine ed economici alla Fca.  L'Evironmental protection agency accusa la casa automobilistica di avere violato le norme antinquinamento. Marchionne nega. Per l'Epa, l'azienda avrebbe utilizzato un software illegale in alcune vetture diesel che avrebbe consentito di denunciare livelli di emissioni inquinanti inferiori a quelli reali. Si tratterebbe di un secondo scandalo Dieselgate, dopo quello che ha visto protagonista tempo fa la Volkswagen. La vicenda ha provocato il tracollo del titolo Fca in Borsa, con un calo delle azioni superiore al 18% e poi in chiusura pari al 16,14%a 8,78 euro. Una nota di Fca sottolinea che «i veicoli Diesel rispettano tutte le normative applicabili». L'azienda si dice «contrariata dal fatto che l'Epa abbia scelto di emettere una notice of violation in merito alla tecnologia di controllo delle emissioni impiegata nei motori diesel leggeri da 3.0 litri, modelli 2014-2016, della società». Fca èpronta a collaborare con l'amministrazione Trump per presentare i propri argomenti e risolvere la questione in modo corretto ed equo. Se le accuse saranno confermate, Fca rischia grosso, una multa di 4,63 miliardi di dollari, come è già accaduto per la Volkswagen. 

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