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Florovivaismo, dopo la crisi segnali di ripresa, ora si punta sull'export In evidenza

Pubblicato in Economia
07 Settembre 2016 di Maurizio Piccinino Commenta per primo!
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"Si avvertono, piccoli segnali di ripresa, magari poi azzerati dal mese successivo, ma che fanno ben sperare sia sul versante dell’internazionalizzazione che su quello di un rilancio del settore sul mercato nazionale”. Incrocia le dita Francesco Mati, presidente della Federazione nazionale florovivaismo di Confagricoltura, sperando che la crisi possa essere superata. Il contesto, tuttavia, rimane difficile, ad ammetterlo è lo stesso Mati. “Il clima", osserva, "generale di tensione, anche di politica estera legato alla minaccia di attentati, unito agli effetti del recente sisma che ha sconvolto il nostro Paese e alla crisi economica messa in luce dai dati Istat del primo trimestre 2016, non favoriscono la ripresa dei consumi e l’acquisto di piante e fiori". Sull’export, da anni valvola di sfogo per il made in Italy, ci sono grandi attese: “La Turchia è ad esempio un mercato promettente per il florovivaismo italiano", ricorda Mati,  "ed è in programma a breve  una settimana dedicata all’Italia organizzata dall’Ice”. “Confagricoltura", aggiunge il presidente della Federazione nazionale florovivaismo, "continua a impegnarsi a livello nazionale sollecitando l’adozione di azioni e misure di rilancio del  verde privato e pubblico. Siamo convinti che questo sia uno dei settori da incentivare per aiutare l’Italia a uscire dalla crisi”.  Far ripartire la macchina dei lavori pubblici, sottolinea sempre Mati, , è fondamentale, ma è necessario che questa comprenda  anche un serio piano di riqualificazione del verde pubblico. Sulle agevolazioni per il verde privato  è in corso l’iter per un nuovo disegno di legge che preveda sgravi fiscali per la ristrutturazione degli edifici e il riammodernamento del giardino. Serviranno a misurare il mercato e capire cosa succederà nei prossimi mesi  una serie di eventi e fiere di alto livello, sia professionale che amatoriale, come le edizioni 2016 del Flormart di Padova o dell’Horticolario di Villa Erba sul Lago di Como. “Voglio attirare ancora un volta l’attenzione", ribadisce Mati, "sulla lotta alla piaga del lavoro in nero che porta con sé, oltre a una concorrenza sleale per le imprese del verde legalmente in regola con le normative del comparto, anche la mancanza di garanzie sulla qualità e  sicurezza sul lavoro”.


 

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