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"Abbiamo bisogno di avere alleati tutti i 67 sindaci dei Comuni costieri pugliesi nella battaglia per liberare e favorire gli accessi al mare per le persone con disabilita'". Lo ha detto l'assessore regionale al Bilancio, con delega al Demanio marittimo, Raffaele Piemontese, congratulandosi con il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, per la nuova pedana per disabili con cui e' stata attrezzata la spiaggia pubblica. "Siamo la regione - osserva Piemontese - che, per la terza estate consecutiva, ha il primato nazionale dell'unica spiaggia, a San Foca, marina di Melendugno, in provincia di Lecce, attrezzata per le persone con SLA, Sclerosi Laterale Amiotrofica. E anche da Bari arrivano notizie incoraggianti sull'installazione di piattaforme per disabili sulla popolare spiaggia di Torre Quetta". "Dobbiamo estendere questi buoni esempi - conclude l'assessore regionale al Bilancio - per dare uno sviluppo civile agli obblighi previsti, anche quest'anno, nell'Ordinanza balneare, come ci chiedono incessantemente di fare associazioni come 'Orizzonti' e l'Osservatorio sulle Barriere Architettoniche, nel caso di Trani, o l'Associazione persone pugliesi para-tetraplegiche che coopera con la Regione alla diffusione dei contenuti piu' avanzati dell'Ordinanza balneare".
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Portare la disabilità tra i banchi di scuola, al pari di una vera e propria materia di studio. L'Unione italiana ciechi e ipovedenti, da dieci anni va mettendo a punto una sua piattaforma didattica per le scuole primarie di Torino. Si chiama «Conoscere i sensi e avvicinarsi alla disabilità visiva» ed è un'iniziativa che l'Uici promuove nell'ambito del progetto «Crescere in citta'» con cui ogni anno il Comune di Torino cerca di educare i bambini delle elementari ai concetti di cittadinanza, di sostenibilità, di rispetto delle differenze.

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Martedì, 21 Febbraio 2017 06:00

Miur, migliorare decreto su inclusione

Inclusione scolastica sul tavolo di discussione dell’incontro tra Gabriele Toccafondi, sottosegretario al Miur, e l’associazione ANFFAS Onlus di Firenze. "Miglioreremo il decreto sull'inclusione scolastica. - ha dichiarato il sottosegretario - Abbiamo l'obiettivo di mettere tutti gli studenti nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio percorso di studi e di concluderlo sostenendo prove che attestino le loro specifiche competenze e abilita'». Il decreto sull'inclusione scolastica«deve dare ai ragazzi con disabilità pari dignità e opportunità. Dall'ascolto delle associazioni, che da anni operano ed assistono i disabili, emergono criticità sul testo della delega e la richiesta di alcuni cambiamenti e non possiamo eludere le loro richieste come già dichiarato anche dal Ministro. La disabilita'- termina il sottosegretario - è una ricchezza e dobbiamo costruire insieme una scuola capace di far crescere, formando insieme alle famiglie, ragazzi pronti ad entrare in una società che accolga e faccia crescere tutti».
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"Abbiamo evidenziato nodi e criticità e possiamo esprimere soddisfazione per l’apertura mostrata dalle istituzioni verso le proposte da noi presentate affinché la scuola italiana sia una Buona Scuola". Così il presidente nazionale di Anffas Onlus, Roberto Speziale, ha espresso la sua soddisfazione dopo l'incontro dell'associazione, insieme a Fish e Fand, ha incontrato la ministra Valeria Fedeli per discutere lo schema di delega sull'inclusione degli alunni con disabilità. L’incontro è avvenuto a breve distanza dall’audizione alla Commissioni Cultura e Commissione Affari Sociali della Camera della scorsa settimana in cui le stesse Associazioni avevano espresso in maniera compatta e decisa la delusione per lo schema di decreto in questione e denunciato peggioramenti rispetto alla legislazione vigente e nuovi ostacoli all’inclusione e al diritto a un’istruzione di qualità degli alunni con disabilità. "Una “Buona Scuola per tutti", auspica Roberto Speziali, "anche per gli alunni con disabilità e soprattutto per gli alunni con disabilità intellettiva che da tempo sono penalizzati fortemente in quello che dovrebbe essere il contesto inclusivo per eccellenza e che spesso diventa invece luogo di discriminazione". Nel pomeriggio di mercoledì scorso, invece, Anffas onlus è stata impegnata nella prima riunione dell’anno dell’Osservatorio permanente per l’integrazione degli alunni con disabilità: "L'Associazione", spiegano i promotori dell'iniziativa, "continuerà a monitorare l’evolversi della situazione legislativa e ad operarsi per fare in modo che tutti gli alunni con disabilità, in particolare intellettiva o relazionale, vedano rispettati i propri diritti, di cittadini e di studenti. Le richieste delle persone con disabilità intellettiva e delle loro famiglie sono presentate nella news Inclusione alunni con disabilità: ecco le otto richieste irrinunciabili delle famiglie e Decreti attuativi Buona Scuola: si riapra il confronto".
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Novità introdotte dalla Legge Buona Scuola, approvata dal Consiglio dei Ministri. Sulla promozione dell’inclusione scolastica degli allievi con disabilità, il decreto aggiorna, riorganizza e razionalizza i provvedimenti vigenti in materia. Nel testo viene previsto che, ove siano presenti studenti con disabilità certificate, le sezioni per la scuola dell'infanzia e le classi prime per ciascun grado di istruzione, non abbiano classi di più di ventidue alunni. Le linee guida del decreto puntano ad una semplificazione e snellimento delle pratiche burocratiche, ad una maggiore continuità didattica e formazione del personale docente e della comunità scolastica ed alla costruzione di un progetto di vita che coinvolgerà più attori della società che collaborano in rete. Non sarà solo la gravità della disabilità a determinare le risposte offerte dagli alunni: si cercherà di determinare in senso più ampio i loro bisogni. I docenti per il sostegno saranno più preparati, con l’obbligo di 120 crediti formativi universitari sull’inclusione scolastica (oggi sono 60). La delega fa perno su formazione adeguata e specifica sulle diverse disabilità degli insegnanti e continuità didattica; garanzia dei diritti degli alunni; migliore organizzazione territoriale e del “contesto”; rapporti con le famiglie. La Ministra Valeria Fedeli ha definito la delega sul sostegno «una delle parti più innovative e significative de la Buona Scuola».

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Novità per i disabili introdotte dal correttivo al Jobs Act. Obbligo di assunzioni di un lavoratore con disabilità. Il 31 gennaio 2017 scade il termine per trasmettere il prospetto informativo relativo agli obblighi di assunzione di lavoratori con disabilità e che va trasmesso telematicamente al servizio provinciale di competenza da parte dell’azienda, dove si indica la situazione occupazionale dell’azienda. Il prospetto interessa tanto i datori di lavoro pubblico quanto privato che abbiano in carico almeno 15 dipendenti.

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Alla fine dello scorso anno, l'Istat ha pubblicato il Rapporto sull’integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Nel 2015/16 gli alunni con disabilità sono stati 156 mila tra scuola primaria e secondaria di primo grado. Nella Scuola Primaria sono stati oltre 88 mila e nella Scuola Secondaria di I Grado oltre 67 mila. Più di 82 mila sono stati invece gli insegnanti di sostegno. I dati presentati mostrano che il numero degli alunni con disabilità è in costante crescita rispetto al passato, raggiungendo il 3-4% del totale degli alunni. La percentuale è quasi raddoppiata nel corso di circa quindici anni. I maschi rappresentano più del 65% degli alunni con disabilità in entrambi gli ordini scolastici. La percentuale più elevata si riscontra in Abruzzo e in Sicilia per la primaria (3,6%) e ancora in Abruzzo per la secondaria di primo grado (4,8%), mentre la percentuale minore si registra in Basilicata (il 2,3% degli alunni della scuola primaria e 2,7% di quelli della scuola secondaria di primo grado). Nella scuola primaria il 7,8% degli alunni con disabilità non è autonomo in nessuna attività ed oltre il 20% non lo è in almeno una di esse. Nelle scuole secondarie di primo grado le percentuali sono rispettivamente del 14,8% e del 5,8%. Nelle scuole primarie circa il 13% degli alunni con disabilità non è autonomo negli spostamenti all’interno dell’edificio scolastico, percentuale che scende all’11,6% nella scuola secondaria di primo grado. Nella scuola primaria quasi il 10% degli alunni con disabilità non è autonomo nel mangiare e ciò riguarda anche il 6,5% degli alunni disabili della scuola secondaria di primo grado. Molti sono inoltre i bambini ed i ragazzi che non hanno raggiunto l’autonomia dell’uso dei servizi igienici: oltre il 19% nella scuola primaria e oltre i 13% nella scuola secondaria di primo grado. Le percentuali degli alunni che mostrano maggiori difficoltà nel raggiungimento dell’autonomia nelle diverse attività sono state registrate al sud.

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L'Italia non è il Bel Paese. Dal rapporto del Comitato Onu sui diritti delle persone disabili, emerge un dato agghiacciante. L'Italia è un Paese nel quale il portatore di disabilità è discriminato a tal punto da rendere seriamente preoccupata l'Organizzazione Intergovernativa.Per il Comitato delle Nazioni Unite,«non vi è alcuna sistematica integrazione delle donne e delle ragazze con disabilità nelle iniziative per la parità di genere, così come in quelle riguardanti la condizione di disabilità».

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L'Osservatorio Sociale Regionale della Toscana, nello scorso novembre, ha pubblicato il secondo Rapporto sulla Disabilità. Il 2016 ha riscontrato le stesse difficoltà dell'annualità precedente, in quanto il Rapporto quantifica le persone con disabilità legate alla definizione stessa che si assume di persona con disabilità e alla selezione degli strumenti e delle fonti utilizzate per la sua rilevazione. Il rapporto affronta le specificità degli àmbiti di vita di una persona, l’inclusione scolastica, l’inclusione lavorativa, l’inclusione sociale e le politiche regionali. I vari temi vengono affrontati considerando sia le misure di carattere nazionale che gli interventi e i servizi attivati dalla Regione, sia i dati statistici ufficiali con dettaglio regionale e locale, sia le informazioni raccolte con altri strumenti e indagini mirate sul contesto regionale. In modo particolare, in questa edizione del Rapporto, viene effettuato un approfondimento sul tema Sport e disabilità, che comprende anche un’indagine specifica sulle Associazioni e sui gruppi sportivi presenti nella Regione.

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Mercoledì, 04 Gennaio 2017 12:40

Disabili, un popolo di invisibili

Sono il popolo degli«invisibili». Quelli con limitazioni funzionali, dei quali poco si parla. Secondo le stime Istat, sono 3 milioni 200 mila le persone affette da disabilità, in gran parte anziani. 700 mila hanno meno di 65 anni. Situazione più inquietante per le donne, con un tasso doppio rispetto agli uomini. Le limitazioni variano: circa 2 milioni hanno difficoltà nel vestirsi o spogliarsi, lavarsi mani, viso, o corpo, tagliare il cibo e mangiare. 1 milione 500 mila ha limitazioni di tipo motorio, 900 mila difficoltà nella sfera della comunicazione, nel vedere, sentire o parlare. La situazione peggiore riguarda 1 milione 400 mila persone costrette a stare a letto, su una sedia o a rimanere confinate nella propria abitazione, specie tra gli ultraottantenni e le donne. Il Mezzogiorno è penalizzato. Le differenze sociali si sono molto accentuate e cresciute. Un terzo dei laureati disabili è confinato nella propria abitazione, contro la metà delle persone disabili con al massimo la licenza media. La disabilità influisce sullo svantaggio di tipo economico, venendo a mancare un tipo di reddito adeguato che possa soddisfare le loro necessità. Il welfare, i servizi di assistenza pubblica, dovrebbero contribuire a colmare questo gap tra disabili e non disabili, ma generalmente è la famiglia la principale, se non l’unica, risorsa sulla quale i disabili possono contare. Nel 40% il disabile vive solo e nel 6% con altre persone con limitazioni funzionali. In questi casi, purtroppo, i servizi non riescono a sopperire. La carenza assistenziale non è colmata neppure dai servizi domiciliari a pagamento. E così il 70% delle famiglie con disabili non usufruisce di alcun tipo di assistenza domiciliare, né privata né pubblica.

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La Discussione - registrazione Tribunale di Roma n. 3628 del 15/12/1953 - C.F. / n. 13130691002
Testata beneficiaria dei contributi di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250 e dal decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Contributo incassato per l’anno 2016: Euro 916.960,30