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"Stiamo lavorando anche su aspetti piu' soft, come la cultura aziendale, l'organizzazione e anche il rafforzamento del management". Lo ha affermato il membro del collegio commissariale di Alitalia, Luigi Gubitosi, in audizione davanti alle commissioni riunite Trasporti, Attivita' produttive e Lavoro della Camera, in merito alle misure volte a fronteggiare gli effetti della crisi della societa'. "C'e' stato un certo numero di sostituzioni e ipotizziamo che continuera' il lavoro di rafforzamento del management", ha aggiunto. (
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"Oggi alla Camera ha avuto luogo la conferenza stampa di Rivoluzione Cristiana su Alitalia". Lo racconta in una nota l'ufficio stampa del partito che spiega: "E' intervenuto il segretario del partito, Gianfranco Rotondi, accompagnato dal coordinatore on. Giampiero Catone e dal tesoriere avv. Tommaso Marvasi. Hanno presenziato anche una delegazione dei lavoratori ed una rappresentanza sindacale. Rotondi ha proposto per Alitalia una soluzione che ha definito "format FF.SS" "Alitalia - ha dichiarato Gianfranco Rotondi - può essere acquisita solo da una nuova società ad azionariato pubblico sul modello delle Ferrrovie". "Rompiamo - ha concluso Rotondi - il tabù delle privatizzazioni, che hanno portato soldi in tasca solo a chi le ha realizzate".
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“Non c'è dubbio che l'idea di gestire da Abu Dhabi la compagnia sia stato un gravissimo errore”, ma “al contempo va riconosciuto agli investitori di averci messo dei soldi”. Così il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, durante il Question time alla Camera sulle iniziative volte ad intraprendere azioni di responsabilità nei confronti dell’attuale e del precedente management di Alitalia. “L'amministrazione straordinaria prevede l'applicazione delle medesime norme dettate per i fallimenti”, ha aggiunto, dunque i commissari “adotteranno ogni iniziativa necessaria, anche con riferimento allo specifico tema delle responsabilità degli organi sociali”. La “normativa in materia di amministrazione straordinaria dispone di una particolare forma di accessibilità, da parte di ogni soggetto interessato, alle cause di insolvenza”, ha proseguito Calenda.
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"Non e' un problema di sistema, il settore aereo ha portato profitti in tutto il mondo tranne che a noi, se il management invece che polemizzare con un ministro dei Trasporti, cioe' con me, e si fosse piu' occupato della gestione dei punti realmente deboli, forse avremmo avuto piu' successo". Cosi' il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio ospite di "Porta a Porta". "Dobbiamo ringraziare i soci, Etihad e Montezemolo, perche' avevano proposto ai lavoratori due miliardi di investimenti nuovi. In questi mesi - ha continuato il ministro - lo Stato vuole garantire voli e occupazione e trovare chi investe in questa compagnia che per noi ha ancora un futuro. I voli saranno garantiti e certi e ALITALIA continuera' a volare finche' non troveremo dei partner certi, ma non ci sara' la nazionalizzazione", ha concluso Delrio.
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"Alitalia ha dei problemi: il cuneo fiscale piu' alto rispetto ad altri Paesi, le tasse sul lavoro superano il 10% della media Ue, l'altro e' quello delle rotte piu' corte che abbassano la produttivita' rispetto alle altre compagnie". Queste le parole del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ospite di Porta a Porta. "Il confronto non va fatto con le low cost ma con quelle come Air France e Lufthansa". A chi gli domanda se si troveranno dei capitani coraggiosi aggiunge: "C'e' da auspicarlo - sottolinea -. Non lo so, dipende dalle strategie dell'azienda. Resta l'amarezza perche' i vecchi soci erano pronti". "Alitalia entra in una nuova fase della sua vita - ha detto ai microfoni del Tg1 Luigi Gubitosi, uno dei tre commissari straordinari di Alitalia - una delle sfide piu' serie che ha affrontato nella sua esistenza, l'amministrazione straordinaria, da cui siamo convinti che uscira' piu' forte di prima". Con l'amministrazione straordinaria di Alitalia per i "passeggeri non cambia nulla. Gli aerei - ha concluso Gubitosi ai microfoni del Tg1 - hanno sempre continuato a volare regolarmente e continueranno a volare".
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Mercoledì, 03 Maggio 2017 06:00

Alitalia, nominati tre commissari

Il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, ha dato il via libera con un decreto all’amministrazione straordinaria di Alitalia in base al decreto legge Marzano. Con lo stesso provvedimento è stato nominato un collegio di commissari composto da Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari. Lo rende noto la stessa compagnia aerea. "Deve essere molto chiaro che gli obiettivi che ispirano la decisione di amministrazione straordinaria di Alitalia sono quelli di rispondere alle esigenze di mantenimento di un patrimonio aziendale, ma non sono quelli di immaginare una rinazionalizziazione della compagnia", ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, al termine del Cdm che ha varato il decreto. Il governo ha dato il via libera a un prestito ponte ad Alitalia da 600 milioni di euro per la durata di sei mesi, come ha reso noto il ministro Calenda, che ha spiegato: "Nel giro di breve tempo i commissari devono aprire a manifestazioni di interesse per i potenziali acquirenti, e far spendere il meno possibile soldi pubblici, 600 milioni per noi sono il massimo da spendere".
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"Non posso tacere la preoccupazione per quello che sta accadendo in una grande impresa come Alitalia. Anche lì bisognerebbe essere in grado di stare sul mercato e competere. Devo dire che da parte mia c'è stata delusione per l'opportunità offerta dall'accordo che non è stata colta. Chi governa ha il compito di risolvere i problemi e dire anche la verità e io l'avevo detto prima e anche adesso: non ci sono le condizioni per la nazionalizzazione. Tuttavia il governo si sente impegnato a non disperdere le risorse di asset e lavoro della compagnia, ci lavoreremo sapendo che la decisione presa nel referendum rende più difficile accettare la sfida". Così il premier paolo Gentiloni, nel corso del suo intervento al pastificio Rummo a Benevento.
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Venerdì, 28 Aprile 2017 06:00

Alitalia, governo esclude aumento capitale

“Il governo non è disponibile a partecipare, direttamente o indirettamente, a un aumento di capitale della società”. Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, durante il Question time alla Camera sul possibile ingresso di Cassa depositi e prestiti nel capitale di Alitalia. “Alitalia è un’impresa privata e l’esito dell’attività è ascrivibile esclusivamente alle scelte degli azionisti e del management. Sin dal primo momento il governo si è reso parte attiva per scongiurare la crisi aziendale” e “ha chiesto discontinuità del management e un piano di ristrutturazione sostenibile”, ha sottolineato il ministro. “Il governo può rassicurare sul proprio impegno, ove l'impresa delibererà di richiedere l'amministrazione straordinaria, di procedere con la massima tempestività all'apertura della procedura e alla nomina dell'organo commissariale straordinario – ha aggiunto -, con il compito di provvedere alla gestione dell'impresa e di predisporre e attuare il programma che consenta una gestione conservativa dell'insolvenza”. Inoltre, “l’eventuale intervento finanziario dello Stato sarebbe finalizzato esclusivamente a evitare l'interruzione delle attività e sarà oggetto di approfondimento nelle prossime ore, anche alla luce della documentazione e degli elementi informativi che saranno forniti dall'impresa”, ha proseguito Padoan, specificando che comunque rientrerà nel quadro del rispetto delle regole europee e sottolineando di “condividere la preoccupazione per il destino dei lavoratori”.
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"Avevo percepito un brutto clima, ma credevo che alla fine gli allarmi sarebbero stati presi sul serio. Abbiamo parlato il linguaggio della verita', e non e' servito. I dipendenti sono sfiduciati, si sono convinti che questo sarebbe stato l'ennesimo piano che non avrebbe cambiato nulla". Cosi' il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, in un'intervista a La Stampa, spiegando che "il nostro intervento servira' ad evitare il fallimento. L'azienda verra' venduta al miglior offerente come sta accadendo con l'Ilva. Ma se prima del referendum c'era la garanzia di una nuova ricapitalizzazione, ora il rilancio diventa molto piu' complicato. ALITALIA e' indebolita dall'esito del referendum e i concorrenti non faranno regali". Il ministro non ha dubbi e ribadisce: "si trattera' solo di accompagnare l'azienda o parte di essa verso un altro azionista privato. Non si torna indietro, nemmeno nel peggiore degli scenari". Nessuna preclusione su una possibile vendita a Lufthansa: "ma le decisioni spettano agli azionisti. La palla e' nelle loro mani", mentre il governo in questa fase cerchera' "di tutelare nel migliore dei modi tre cose: il bene del Paese, quello dei lavoratori e dei contribuenti. Non vogliamo la messa a terra degli aerei, perche' sarebbe un danno per il turismo e le aziende italiane. Ci faremo carico dei costi sociali di una ristrutturazione, ma tenendo bene a mente che non sara' possibile garantire gli ammortizzatori sociali del passato. Cercheremo infine di far si' che la gestione commissariale duri il meno possibile, perche' finirebbe per innescare una dinamica complicata con l'Europa. Le regole in questo senso sono molto chiare". L'orizzonte per la vendita, chiosa Delrio, e' "al massimo sei mesi".
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"Il piano appresentava un percorso, difficile ma praticabile. Peraltro abbiamo respinto il primo piano spiegando che i tagli non dovevano riguardare solo il personale. E infatti nella versione approvata due terzi toccavano altre voci. Il governo aveva anche dato, obtorto collo, la disponibilita' di una garanzia pubblica sul contingent equity, nel caso le cose fossero andate male. Insomma, un equilibrio che teneva insieme tutela dei lavoratori, impegno degli azionisti, interesse dei contribuenti". Cosi' il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che in un'intervista al Corriere della Sera spiega che al referendum ha vinto il no "perche' si e' diffusa, anche per responsabilita' di qualche sindacato che si e' mosso in modo poco trasparente, l'idea, sbagliata, che Alitalia possa essere nazionalizzata e che ci siano i contribuenti a saldare i conti. E invece non puo' accadere per due motivi: le regole europee non lo consentono; il governo e i cittadini non lo vogliono. Su questo siamo stati chiari dall'inizio". Il governo, conferma il ministro, concedera' il prestito ponte: "Il minimo indispensabile per completare il processo. Fermare gli aerei a terra non e' immaginabile perche' sarebbero compromessi i collegamenti e danneggiati i viaggiatori con ricadute dirette ed indirette ben piu' pesanti". Calenda sottolinea che "dobbiamo innanzitutto garantire al Paese piu' connessioni possibili, qualita' nel servizio, costi competitivi, indipendentemente da chi le offre e senza piu' lo Stato che salda i conti a pie' di lista. Tutti avremmo voluto un finale diverso, e ci abbiamo lavorato intensamente, ma non al prezzo di pagare miliardi ogni paio d'anni". Sul rischio che finisca come Almaviva, il ministro chiosa: "Spero di no, ma ci sono alcune somiglianze".
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