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Mostre: "Il sorpasso" al Museo di Roma In evidenza

Pubblicato in Cultura
12 Ottobre 2018 di Redazione Commenta per primo!
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Dalla dura ricostruzione del paese dopo la devastazione della Seconda guerra mondiale al clamoroso boom economico degli anni '60. È questo il periodo storico narrato nella grande mostra fotografica Il sorpasso. Quando l'Italia si mise a correre, 1946-1961, ospitata al Museo di Roma dal 12 ottobre 2018 al 3 febbraio 2019. 1946-1961: 15 anni in cui un paese distrutto e stremato riusci' a superare i traumi della guerra dando vita a un tumultuoso sviluppo economico, sociale, di immaginario, ammirato nel mondo intero. Un momento irripetibile, entusiasmante e contraddittorio, una storia tanto intensa da essere ancora un retaggio rilevante del nostro presente.La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, co-prodotta con Istituto Luce-Cinecitta' e organizzata in collaborazione con Ze'tema progetto Cultura, è curata da Enrico Menduni e Gabriele D'Autilia. Alla realizzazione hanno collaborato il Comune di Parma e il CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell'Università di Parma. Il sorpasso, richiamo a un film-icona di un'epoca, sintesi memorabile del viaggio dell'Italia del tempo, è il racconto straordinario per immagini di un paese nel momento in cui entra per sempre nella modernità. Vita politica e vita privata, le lotte del lavoro e le rivoluzioni del costume, la costruzione delle autostrade e quella dell'immaginario di cinema e TV, il cambiamento del paesaggio, delle forme, del volto di un paese come non era accaduto per secoli. È l'idea dell'Italia che accelera e guadagna posizioni - anche con tratti di aggressività, di volgarità e di vanagloria - che sorpassa i propri tratti arcaici e arretrati, andando avanti nonostante enormi problemi che spesso lascia irrisolti, o che sono generati dalle stesse forme di uno sviluppo veloce, e vorace. Le immagini dell'epoca, provenienti da straordinari archivi, rappresentano un ritratto collettivo dell'Italia con le sue speranze, le sue conquiste, i suoi progressi senza nascondere i molti problemi irrisolti, le ingiustizie, le disuguaglianze. Molte di queste foto sono scattate dai "lavoratori dell'immagine" dell'epoca dei settimanali illustrati: oscuri fotografi di agenzia, ma capaci di rappresentare in modo vivace, acuto e preciso le molteplici realtà del paese. Artisti spesso anonimi, artefici di un'arte dello sguardo che la mostra invita a osservare come a una vera scoperta. E che il percorso espositivo mette accanto e a confronto con firme note e acclamate della fotografia contemporanea, autori italiani e stranieri in un'epoca in cui l'Italia è scoperta e attivamente visitata dai grandi fotografi internazionali, anche per l'influsso del grande cinema neorealista e di quel fenomeno irresistibile che divennero gli Studi di Cinecitta', la Hollywood sul Tevere. Troveremo cosi' scatti di nomi del calibro di Gianni Berengo Gardin, Fulvio Roiter, Cecilia Mangini, Federico Patellani, Caio Mario Garrubba, Pepi Merisio, Wanda Wultz, Tazio Secchiaroli, Ferruccio Leiss, Romano Cagnoni, Walter Mori, Bruno Munari, Italo Insolera, Italo Zannier, e tra gli stranieri i grandi Willian Klein, Alfred Eisenstaedt, Gordon Parks. (Italpress).

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