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Epilogo mondiale amaro per Sua Maestà Usain Bolt In evidenza

Pubblicato in Cultura
13 Agosto 2017 di Redazione Commenta per primo!
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L’epilogo del Mondiale del Lampo è incredibile, col Campione accasciato a terra immobile e il pubblico stupito. Altro che squilli di festa e passi di danza, il suono finale della freccia di Trelawny è un urlo di dolore di un uomo disteso sulla pista. L’ultima volta di Usain Bolt resterà comunque indimenticabile. Nella frazione conclusiva della 4x100 il giamaicano riceve il testimone in terza posizione alle spalle di Gran Bretagna e Stati Uniti, compie pochi appoggi, poi zoppica, urla e si accascia sul manto marrone. L’oro è britannico (Ujah, Gemili, Talbot, Mitchell-Blake) a 37”47, l’argento statunitense (Rodgers, Gatlin, Bacon, Coleman) a 37”52, terzi i giapponesi (38”04). Aiutato dai compagni, Bolt si rialza, taglia zoppicante il traguardo e fila dritto in infermeria. Si chiude così la carriera agonistica del Fulmine. Un finale thriller per un atleta che ha emozionato le folle in un decennio di successi. Lo spunto di Tori Bowie in ultima frazione consente agli Stati Uniti di imporsi nella 4x100 in rosa. Il quartetto Brown, Felix (alla quindicesima medaglia iridata), Akinosun e Bowie chiude il giro in 41”82. Per la gioia del pubblico di casa l’argento finisce al collo delle britanniche Philip, Henry, Asher-Smith e Neita (42”12), mentre di bronzo rimangono giamicane (42”19). A Mo Farah non riesce la doppietta. Dopo l’oro dei 10.000 il suddito di Sua maestà è solo secondo nei 5.000 (13’33”22) alle spalle dell’etiope Muktar Edris (13’32”79), al primo squillo della carriera. Bronzo all’americano dai natali keniani Paul Chelimo (13’33”30). L’immensa Sally Pearson è di nuovo la regina dei 100 ostacoli (12”59), nello stadio che cinque anni fa le diede il titolo olimpico, prima dell’inizio di una serie infinita di infortuni. Argento alla statunitense Dawn Harper Nelson (12”63), bronzo alla tedesca Pamela Dutkiewicz (12”72). Solo quarta la favorita Kendra Harrison. Nel giavellotto il tedesco Johannes Vetter vince l’oro anche non superando i 90 metri (89.89). Sul podio salgono anche i due cechi Jakub Vadlejch (89.73) e Petr Frydrych (88.32). Quarto l’olimpionico Thomas Rohler (88.26). La favorita Marya Lasitskene non fallisce l’appuntamento con il titolo nel salto in alto. La russa senza bandiera si arrampica a 2.03 per precedere l’ucraina Yulia Levchenko (argento a 2.01) e la polacca Kamila Licwinko (bronzo). Per la prima volta il decathlon parla francese, col successo di Kevin Mayer (8.768 punti). Domani si assegnano gli ultimi 11 titoli, l’Italia si affida ad Antonella Palmisano nella 20 chilometri di marcia.

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