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La deriva manettara In evidenza

Pubblicato in Attualità
29 Novembre 2018 di Antonio Falconio Commenta per primo!
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Nella sua saggezza, Nenni diffidava dei puri di professione o per auto proclamazione, perché, sosteneva, ci sarà sempre un puro più puro che lo epura. È quello che sta accadendo in questi giorni, che vede il capo dei pentastellati, puri per definizione, in difficoltà per le presunte responsabilità del padre, un piccolo impresario, in materia di norme sul lavoro. Una vicenda, questa, allo stesso tempo esile e scabrosa, che ne rammenta altre, quelle che videro gli attuali epuratori, ora a rischio di epurazione, avviare una spietata campagna verso figli illustri, per colpe vere o presunte dei loro padri. Stanno a ricordarlo le vicende di Renzi e della Boschi, messi alla gogna per supposte colpe dei loro padri, ma anche ce lo rammenta la sofferenza di uomini e donne della politica e delle istituzioni, oltre che delle loro famiglie, condannati alla morte civile per aver ricevuto un avviso di garanzia o essere stati assoggettati a procedure restrittive che poi si è dimostrato non avessero ragion d’essere. E vale anche ricordare come l’orgia delle manette e la messa sotto accusa di intere classi dirigenti abbia prodotto una frattura sempre più profonda fra cittadini ed istituzioni, dove i miasmi negativi che ne promanano hanno liquidato grandi partiti portatori di ideali e di storia e favorito l’avvento di nuovi protagonisti animati da pulsioni forcaiole, ma senza idee forti e senza storia. Nella deriva identitaria e feroce che sta corrodendo la società italiana e che ha la rete come luce e altare sacrificale si colloca questa nuova barbarie di processare i figli per le scelte dei padri o viceversa. Per la tradizione di cui siamo portatori contrasteremo questa deriva. Così come contrasteremo le turpitudini sulle donne impegnate nella società civile o nella politica, poste alla gogna solo perché estranee alle falangi puritane o alla sinistra salottiera.

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