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Cresce export lombardo nel settore ittico In evidenza

Pubblicato in Attualità
18 Agosto 2017 di Redazione Commenta per primo!
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Nel mercato del pesce conservato e lavorato l'export lombardo nel 2016 raggiunge i 158 milioni di euro, +12,6% rispetto allo stesso periodo del 2015. Il pesce lavorato e conservato parte soprattutto da Como (81,4% del totale regionale). Seguono Brescia (6,4%), Milano (3,6%) e Lecco (1,7%). Nel 2016 i principali Paesi di destinazione sono Germania e Grecia: entrambe rappresentano circa un decimo del totale verso il mondo ma è il Canada a spiccare per la crescita più consistente, +32%. E sono 1.583 le imprese ittiche, tra pesca, produzione e commercio di pesce fresco e conservato, attive in Lombardia nel 2017, +5,2% in un anno. Sono soprattutto commercianti all'ingrosso (908, +8,1%), dettaglio ambulante (255) o negozi al dettaglio di pesce (183, +2,8%). Il maggior numero di attività a Milano (703, +7,8%), Brescia (220, +3,8%), Varese (128, +7,6%) e Bergamo (104, +5,1%). I dati emergono da un'elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Istat e registro imprese 2017, 2016 e 2015. Da dove arriva il pesce lavorato in Lombardia? Soprattutto dalla Spagna, per un import di circa 290 milioni di euro in un anno, +2,8%. Seguono l'Ecuador (80 milioni, +28,2%) e i Paesi Bassi (71 milioni). In forte crescita la Polonia, +74,5%. Pesce lavorato e conservato: l'Italia in un anno importa per oltre 4 miliardi di euro. Circa dieci volte di più di quanto esporta. Ma sia l'import che l'export sono in aumento: rispettivamente +10,5% e +1,3%. E nel settore ittico, che tra produzione e commercio conta più di 30 mila imprese (+1,4%), prima è Napoli con 2.269 attività (+1,6% in un anno) seguita da Rovigo con 2.157 (+1,1%). Vengono poi Ferrara, Roma e Venezia.«La pescheria di fiducia è punto di riferimento per il consumatore non soltanto per la garanzia su qualità e freschezza, ma anche per i suggerimenti che permettono al cliente di poter preparare al meglio i vari prodotti ittici acquistati - afferma Angelo Valentini, consigliere Assofood (Confcommercio Milano) e presidente Settore dettaglianti ittici -. E' sempre richiesto il pesce da mangiarsi crudo, ma resta, in generale, la preoccupazione per il calo dei volumi, sia per il pescato nazionale, sia per il pescato di qualità proveniente dall'estero. Conseguenza di ciò constatiamo, purtroppo, un continuo aumento dei prezzi all'origine».

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