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I caregiver familiari, l'Onu e la Casta In evidenza

Pubblicato in Attualità
29 Dicembre 2015 di Carmine Alboretti Commenta per primo!
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Entro il 15 gennaio 2016 sarà presentato il ricorso al Comitato delle Nazioni Unite per i diritti delle persone con disabilità promosso dai caregiver familiari ei disabili gravi e gravissimi.  Alla iniziativa processuale hanno lavorato sodo gli avvocati Andrea Saccucci e Giuseppe Rossodivita. I due legali, nei giorni scorsi, hanno avuto un incontro con i rappresentanti del Coordinamento nazionale famiglie disabili gravi e gravissimi per fare il punto della situazione. Lo Stato italiano si ostina a negare ai caregiver il benché minimo riconoscimento previdenziale e assistenziale nonostante sia pacifico il vero e proprio lavoro da loro svolto al fianco dei familiari affetti da gravi forme di inabilità o menomazioni. Senza contare le gravi ripercussioni alla vita di relazione e alla stessa attività di ricerca di una occupazione.  Una vicenda vergognosa che si consuma nella più totale indifferenza della classe politica.  A nulla sono valsi i ricorsi ai tribunali italiani. In assenza di una legge i magistrati hanno alzato bandiera bianca.  Adesso la palla passa alle Nazioni unite. 
"Man mano che le numerose pagine del ricorso venivano lette - ha commentato la presidente del Coordinamento, Maria Simona Bellini Palombini - dentro di noi cresceva la consapevolezza che quella intrapresa è la direzione giusta per riuscire finalmente a raggiungere l'obiettivo. L'approfondimento e gli studi svolti dai legali ai quali ci siamo rivolti è talmente completo da lasciare sbigottiti anche chi, come noi, studia questo argomento da anni. Man mano che andavamo avanti nell'analisi degli articoli della Convenzione delle Nazioni Unite per i Diritti delle persone con Disabilità risultava sempre più evidente il coinvolgimento dei familiari caregiver, in ogni passaggio, in ogni sfumatura relativa a tutto quanto in Italia ci viene negato. La Convenzione parla infatti di diritti umani, incontrovertibili diritti umani!".  "Ricorso a parte - continua - è importante cominciare a creare proprio la consapevolezza dei nostri diritti di esseri umani. Infatti se vogliamo veramente un cambiamento radicale, esso deve partire prima di tutto dalla presa di coscienza del nostro valore unico, non soltanto per la vita dei nostri cari ma anche per la civiltà della nostra nazione".  Una lezione di dignità al premier Renzi che pur sollecitato non ha ancora risposto alla lettera aperta indirizzatagli dal Coordinamento nelle scorse settimane. Se, però, la politica nazionale tace, mostrando, nella circostanza, tutta la propria inadeguatezza, nella società civile sta pian piano crescendo una certa consapevolezza. A San Giorgio a Cremano, in provncia di Napoli,  i vigili urbani hanno ceduto a titolo gratuito due giorni di congedo a testa a favore di un collega, residente a Napoli, proprio per dargli la possibilità di dedicarsi maggiormente alle esigenze e alle cure dei due figli minori. Si tratta di 82 giorni di ferie totali che equivalgono ad un aiuto concreto oltre che solidale. La cessione di giorni di ferie e riposo ai colleghi è inclusa in una norma del decreto legislativo n. 151/2015 che introduce le ferie solidali'; nel senso che i dipendenti di una medesima azienda, regalando giorni di ferie, aiutano il lavoratore ad assistere il proprio figlio minore che ha bisogno di terapie costanti. Il sindaco Giorgio Zinno ha accolto con favore la richiesta dei quarantuno agenti di polizia di cedere le proprie ferie a favore del collega, gran lavoratore, poliziotto attento e persona sempre disponibile.  Mentre la Casta resta a guardare la società civile guarda già al futuro.

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