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Lunedì, 06 Marzo 2017 06:00

Unaprol: Granieri riconfermato presidente

L'assemblea dei soci di Unaprol ha rieletto, all'unanimità, per il prossimo triennio David Granieri alla presidenza del consorzio olivicolo italiano. Nella stessa seduta l’assemblea ha rinnovato il consiglio di amministrazione della società consortile. Unaprol ha la rappresentanza di oltre il 60% del settore olivicolo italiano, con l’adesione del consorzio nazionale AIPO al progetto del Consorzio Olivicolo Italiano. Allo stato attuale impegna, in progetti realizzati con il sostegno dell’Unione Europea, oltre 200 mila imprese olivicole italiane in azioni di monitoraggio, tracciabilità, misure per il miglioramento ambientate e della qualità rivenienti da oltre 270 mila ettari in produzione di oli extra vergine di oliva di qualità.
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Tre eventi di degustazioni, cooking show, assaggi e mini corsi per imparare a riconoscere un prodotto di qualità. L'olivicoltura delle filiere tracciate Unaprol del Lazio, incanta i consumatori in visita a Expo. Nel Lazio l'olivicoltura è una coltura diffusa. La superficie investita ad olivo, secondo gli ultimi dati Istat (2013) è di 80.000 ettari circa. L'8% di questa superficie è coltivata con metodi di produzione biologica.

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Essere flessibili e innovativi; coltivare tradizione e innovazione; puntare su qualità, rispetto per l’ambiente e consumo etico. Cinque regole utili per essere vincenti sul mercato britannico. Consigli utili per le imprese olivicole di Unaprol che scaturiscono, a Tuttofood, durante il seminario organizzato con Agenzia ICE su come esportare vero olio extra vergine di oliva italiano in UK.

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Una google map per l'alta qualità dell'olio extra vergine di oliva italiano. È quella che sarà rappresentata nella scuola dell'extra vergine per i buyer, allestita da Unaprol nel proprio stand al prossimo Sol. La manifestazione si svolgerà a Verona dal 22 al 25 marzo in coincidenza al Vinitaly. Un calendario di degustazioni guidate e prove sensoriali di comparazione dei diversi profili organolettici è stato predisposto per garantire ai buyer internazionali l'incontro con la migliore produzione della campagna 2014/2015. Ogni giorno i buyer potranno misurarsi con l'offerta del vero prodotto made in Italy, in un'annata difficile per quantità di prodotto, ma che non ha penalizzato fortemente la qualità. Il successo del made in Italy sta nel convincimento che all'Italia è riconosciuta una grande capacità di selezionare miscele apprezzate anche all'estero. Il primato italiano sta nella ricchissima offerta di varietà con più di 350 cultivar che danno origine a oli eccellenti nei loro profili organolettici. Pur nell'attuale ampliamento delle frontiere della qualità, per cui si fanno oli extra vergine buoni anche nel resto del mondo, l'Italia mantiene il suo ruolo di leader nella qualità ed è un modello di riferimento per gli altri paesi. Posizione che riguarda tutti i gradini della filiera: dalla coltivazione alla raccolta ed alla trasformazione, attraverso tecnologie sempre più moderne e compatibili con la materia prima e con l'ambiente. A livello internazionale l'Italia è il secondo produttore, dopo la Spagna, il primo importatore ed il secondo esportatore; importa, da tradizione, olio sfuso ed esporta olio confezionato. I principali mercati di destinazione sono paesi tradizionalmente importatori come gli Stati Uniti, Canada e la Germania. L'Europa detiene il 70% della produzione mondiale, all'interno dell'Unione l'Italia detiene una quota pari a circa il 20%. L'olivicoltura italiana vale mediamente 2 miliardi alla pianta; si estende su una superficie di 1 milione di ettari con un numero di aziende olivicole che sfiora le 900.000 unità. Queste aziende sviluppano circa 50 milioni di giornate di lavoro di assunzione di manodopera agricola all'anno.

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Oli extra vergine di oliva italiani a “cinque stelle” con patente di alta qualità per profili sensoriali e aspetti salutistici. il primato lo si deve alla piattaforma varietale tipica del sistema olivicolo nazionale unita all’organizzazione logistica degli impianti di trasformazione delle olive, capillare e tecnologicamente avanzata, che permette di ottenere prodotti di qualità superiore rispetto al resto del mondo.

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Testata beneficiaria dei contributi di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250 e dal decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Contributo incassato per l’anno 2016: Euro 916.960,30