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Sei qui: HomeAmbienteVisualizza articoli per tag: sistema solare
E' stato scoperto un nuovo sistema solare formato da sette pianeti con dimensioni paragonabili a quelle della Terra, tre dei quali si trovano in una zona definita«abitabile» cioè con condizioni almeno teoricamente favorevoli alla vita. Lo ha annunciato la Nasa nel corso di una conferenza stampa. I sette pianeti individuati orbitano intorno a una stella piccola e più fredda rispetto al Sole, una cosiddetta«nana rossa» che è stata chiamata Trappist-1. La stella si troverebbe a circa 39 anni luce dalla Terra. Lo studio è stato coordinato da Michael Gillon dello STAR Institute dell’Università di Liegi. Il gruppo di astronomi ha analizzato le osservazioni e i dati raccolti da diversi telescopi, tra cui il Very Large Telescope dell’Osservatorio Europeo Australe (ESO) a La Silla, in Cile, e lo Spitzer Space Telescope della Nasa, che orbita intorno alla Terra.
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Il pianete Mercurio ha questa superficie così scura a causa delle polveri di carbonio rilasciate dal passaggio delle comete. Ciò è dimostrato da una simulazione dell'Ames Vertical Gun Range, un cannone verticale della Nasa. Lo studio è stato pubblicato su Nature Geoscience dai ricercatori statunitensi della Brown University. Solitamente il manto colorato è visibile su corpi celesti privi di atmosfera che vengono bombardati da piccoli meteoriti e vento solare. La coordinatrice dello studio, Megan Bruck Syal, ha spiegato: «Per lungo tempo si è ipotizzato che ci fosse un misterioso agente scurente che contribuisce alla bassa riflettività di Mercurio ma nessuno ha mai preso in considerazione che il pianeta viene colpito da grandi quantità di materiale derivante dalle comete». In prossimità di Mercurio e del Sole, infatti, questi sassi cosmici possono andare incontro a frantumazione, liberando polveri composte al 25% da carbonio. 

Pubblicato in Ambiente
Lunedì, 30 Marzo 2015 14:00

La "lotta" tra pianeti generò la Terra

Il nostro Sistema Solare è così "unico" grazie alla "lotta" che avvenne tra Giove e Saturno. A riferirlo lo studio di Gregory Laughlin, dell'Università della California a Santa Cruz, sulla base dei possibili cambiamenti avvenuti nell'orbita di Giove nelle prime fasi di formazione del Sistema Solare. Questo spiegherebbe la differenza del nostro sistema rispetto agli altri dell'universo, che presenta piccoli pianeti rocciosi non troppo vicini al Sole. Laughlin ha spiegato: «Il nostro Sistema Solare ci appare sempre più una 'stravaganza'». Gli scienziati, grazie ad una simulazione, hanno spiegato come Giove, dopo essersi formato, si avvicinò lentamente al Sole per poi tornare ad allontanarsi a causa dell'attrazione di Saturno. Questo cambio d'orbita ha portato via i primi pianeti rocciosi che si erano formati. Il successivo riallontanamento di Giove dal Sole permise la formazione di nuovi pianeti, stavolta più piccoli e distanti, Mercurio, Marte, Terra e Venere.

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La Discussione - registrazione Tribunale di Roma n. 3628 del 15/12/1953 - C.F. / n. 13130691002
Testata beneficiaria dei contributi di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250 e dal decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Contributo incassato per l’anno 2016: Euro 916.960,30