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Il contrasto al caporalato e la legge sui reati ambientali: questi i temi al centro dell’incontro tra il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani Dino Scanavino e il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Scanavino, premettendo il sostegno e l'impegno costante della Confederazione nella lotta totale ai fenomeni di sfruttamento del lavoro, ha espresso però le sue preoccupazioni in merito all’attuazione della nuova legge sul caporalato (199/2016). Interpretando in modo rigidamente burocratico i nuovi indici di sfruttamento, il rischio è che possa andare a penalizzare in modo sproporzionato imprese che, pur nella regolarità dei rapporti di lavoro, incorrono in violazioni meramente formali. Secondo il presidente di Cia, un maggiore equilibrio della legge, con una netta separazione tra situazioni di lieve o formale irregolarità e situazioni di gravi violazioni e sfruttamento del lavoro, avrebbe il beneficio di non arrestare il trend positivo dell’occupazione in agricoltura e di concentrare le risorse e le energie ispettive verso i fenomeni di reale e sostanziale danno alle imprese e ai lavoratori delle stesse. Quanto alla legge che inserisce gli ecoreati nel Codice Penale, fortemente voluta e sostenuta da Cia, Scanavino ha sottolineato come l’ambiente sia un bene fondamentale per il settore, un bene che va protetto e da cui dipende l’esistenza stessa dell’agricoltura. E’ necessario però adottare, anche in questo ambito normativo, il necessario equilibrio nei confronti di quei comportamenti che, pur sanzionabili, non si configurano come gravi e di rilievo penale.
Pubblicato in Ambiente
Ci sono le agenzie di intelligence americane dietro il cambio di strategia del presidente Usa, Donald Trump, sulla Russia. Ne e' convinto Julian Assange, secondo cui a Trump sono bastati 77 giorni per essere "digerito", in particolare dalla Cia: arrivato alla Casa Bianca con l'idea di migliorare le relazioni diplomatiche con il Cremlino, alla fine si e' adeguato allo status quo tra Washington e Mosca, perche' influenzato "dai generali del Pentagono". Il fondatore di Wikileaks e' stato intervistato dalla Cnn in spagnolo dall'ambasciata dell'Ecuador a Londra; e ha indicato due fattori chiave nel cambio di strategia: l'interesse dell'industria bellica e il progetto della Cia "di intervenire in Siria". Quanto alla crescente tensione tra Usa e Corea del Nord, per Assange fa parte della strategia di Trump per mostrare "influenza" di fronte alla Cina, a cui interessa che la penisola sia divisa perche' non aumenti il potere di Seul.
Pubblicato in Esteri
"Agriturismo superstar a Pasqua e Pasquetta. Il relax della campagna, unito ai prezzi contenuti e alle tradizioni enogastronomiche del territorio, premiano le strutture ricettive verdi per le feste alle porte. Soprattutto se il meteo segnerà sole, la crescita per le aziende agrituristiche potrebbe superare anche il 10% e a trascinare l’incremento sarà soprattutto il ramo ristorazione: sugli oltre 300 mila ospiti attesi in campagna, la maggior parte sono buongustai». Così Turismo Verde, l’associazione agrituristica della Cia-Agricoltori Italiani, annunciando che tra domenica 16 e lunedì 17 aprile saranno tantissimi gli italiani che si recheranno a pranzo negli agriturismi o che approfitteranno delle aree attrezzate per pic-nic comprando in azienda vari prodotti tipici, tra conserve, formaggi, salumi e vino. Più difficile la situazione delle strutture agrituristiche nelle aree terremotate e nelle zone limitrofe, anche se si segnala una piccola ripresa negli ultimissimi giorni. Per questo Turismo Verde-Cia rilancia e promuove ancora una volta, per le festività pasquali ma anche per i prossimi Ponti, la vacanza in campagna nelle regioni colpite dal sisma.«Un vero gesto di solidarietà verso un settore che ha già perso oltre 33 milioni di euro in 8 mesi, con una flessione di presenze del 45%, a causa non solo delle scosse ma anche dell’effetto paura, visto che la maggior parte dei 3.852 agriturismi tra Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio si trova in aree lontane dal cratere in cui sono rispettate tutte le norme di sicurezza» spiega l'associazione di categoria. Piatti del territorio e della tradizione protagonisti delle tavole anche per chi passerà la Pasqua a casa. Saranno 8 italiani su 10 (circa 49 milioni) a trascorrere le feste tra le mura domestiche con parenti e amici. A trionfare pastiera, torta pasqualina, agnello, uova, formaggio e salumi per una spesa alimentare stimata intorno al miliardo di euro.
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Potenziare il rilascio di garanzie per agevolare le imprese agricole nell’accesso al credito bancario. Questo lo scopo del nuovo accordo tra Cia-Agricoltori Italiani e Cooperfidi Italia, sottoscritto dai rispettivi presidenti Dino Scanavino e Mauro Frangi. In base all’intesa, la Confederazione metterà a disposizione di Cooperfidi la rete dei propri operatori finanziari, che raccoglieranno le domande sul territorio nazionale, nonché un’innovativa procedura di valutazione del merito creditizio delle aziende agricole che verrà poi veicolata dal Confidi sulle banche convenzionate. Da parte sua Cooperfidi, oltre ad abbattere il rischio di credito alle banche, fornirà nuove opportunità di investimento in un settore con tassi di decadimento del credito più bassi rispetto a quelli degli altri settori e un set informativo per premiare le imprese agricole più virtuose. “Il 2017 è l’anno delle graduatorie dei Psr, che rilanceranno gli investimenti in agricoltura - ha detto Scanavino -. La Cia giunge a questo appuntamento con consulenti preparati ad accompagnare le imprese nella richiesta del contributo pubblico e nella ricerca delle risorse finanziarie per completare gli investimenti programmati”. “Cooperfidi Italia potrà garantire questi finanziamenti e mettere a disposizione delle imprese aderenti alla Cia le proprie fideiussioni per poter incassare il contributo pubblico - ha aggiunto Frangi - prima che venga rendicontato l’investimento finanziato. Cooperfidi ha messo a disposizione della Confederazione un adeguato plafond di garanzie per i finanziamenti da loro raccolti”. Per conseguire questi risultati, Cia e Cooperfidi hanno costituito un Comitato per il credito agricolo, che metterà a punto prodotti specifici per le imprese agricole, monitorerà i risultati conseguiti dagli operatori finanziari, esprimerà una propria autonoma valutazione agli organi deliberativi del Confidi.
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L’agricoltura crea valore, ma non “paga” chi la fa. "Sembra un paradosso eppure è la realtà italiana. Mentre il comparto fattura oltre 57 miliardi di euro sui campi, i redditi degli agricoltori calano dell’8% annuo (contro la media Ue del 2%); mentre l’export del Made in Italy agroalimentare macina un record dopo l’altro superando la soglia di 38 miliardi sui mercati stranieri, i prezzi pagati ai produttori nel Paese diminuiscono di un altro 5% nell’ultimo anno; mentre il settore primario crea occupazione con quasi 1,2 milioni di unità attive, l’imprenditore agricolo perde un giorno di lavoro su quattro per assolvere pratiche e adempimenti burocratici. Sono tutti esempi di una distorsione che va corretta, con interventi urgenti che finalmente restituiscano centralità all’agricoltura, rafforzando il suo ruolo lungo la catena del valore". Lo chiede la Cia-Agricoltori Italiani durante la sua VIII Conferenza economica, a Bologna, spiegando che un’equa redistribuzione dei rapporti nella filiera, tra le fasi a monte e quelle a valle, oggi non è più rinviabile. Così come la semplificazione burocratica e una migliore organizzazione commerciale del prodotto. "Per pagare un caffè al bar, l’agricoltore tipo dovrebbe mettere sul bancone oltre 2 chili di riso o almeno 11 uova. L’allevatore dovrebbe consegnare più o meno 3 litri di latte e chi fa agrumi oltre 5 chili di arance - ricorda la Cia -. Ma anche per compare un biglietto del cinema, un produttore dovrebbe vendere quasi 18 chili di patate, che oggi 'valgono' circa 45 centesimi al chilo, mentre al consumatore vengono proposte a 1,50 euro con un ricarico del 233%. Tutto questo mentre ogni azienda agricola è costretta a fornire oltre 2 chili di materiale cartaceo per una sola pratica Psr e, prima di poter commercializzare un litro di latte, deve superare 7 step normativi e mettere in conto uscite per la gestione aziendale di 20 mila euro l’anno". "Non è un incubo né uno scherzo: questa è la situazione vera dell’agricoltura italiana, che da troppi anni combatte con il crollo dei prezzi sui campi e con la forbice esorbitante nella filiera agroalimentare tra i listini all’origine e quelli al consumo, dove in media per ogni euro speso dal consumatore, solo tra i 15 e i 18 centesimi arrivano nelle tasche del contadino", sottolinea la Cia, che coglie l’occasione della Conferenza economica per rilanciare il progetto del “Network dei Valori”, su cui sta lavorando per raccogliere adesioni e contributi dalla presentazione ufficiale all’Assemblea nazionale di novembre. Per l'associazione di categoria "bisogna creare accordi sinergici ben codificati tra l’agricoltura, l’artigianato, il commercio, la logistica, gli enti locali per costruire un percorso virtuoso intorno alle produzioni agroalimentari". Una sorta di patto per dare vita a “Reti d’impresa territoriali” capaci di mettere in trasparenza l’intero processo di filiera che porta i prodotti agricoli e alimentari locali dal campo al consumatore. Con un codice di tracciabilità “ad hoc”, da apporre sul packaging dei cibi, a certificazione e garanzia del processo avvenuto all’interno di un accordo di “Network”. "Il progetto è ambizioso", ha spiegato la vicepresidente vicaria della Cia Cinzia Pagni durante il panel “Verso una nuova filiera agroalimentare” con il viceministro delle Politiche agricole Andrea Olivero e i vertici di Confcommercio, Federalimentare, Coop Italia, Alleanza delle cooperative italiane, “ma è una strada che bisogna percorrere -ha aggiunto- perché porterebbe benefici a tutti i comparti coinvolti: non solo quello produttivo, ma anche quello della logistica e del commercio fino ad arrivare ai consumatori”. Da una prima proiezione della fattibilità del progetto, con i “Network dei Valori” secondo la Cia si potrebbero risparmiare circa 18 miliardi di euro. “Più di 800 mila aziende agroalimentari italiane - ha concluso la vicepresidente della Cia - chiedono sostanzialmente questo: un netto abbattimento del peso burocratico e una più corretta distribuzione del valore, facendo leva su un sistema maggiormente fiduciario tra imprenditori e istituzioni e su reti semplici, snelle e dirette tra i vari componenti di ogni filiera”.
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Dopo i ripetuti terremoti in Centro Italia, le strutture ricettive “verdi” di Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio continuano a fare la conta delle perdite. L’effetto “suggestione” generato attorno al sisma ha bloccato i turisti, nonostante la maggior parte delle 3.852 aziende agrituristiche presenti nelle 4 regioni si trova in aree lontane dal cratere, in cui sono rispettate tutte le norme di staticità e sicurezza. Il conto secco si traduce in una perdita secca già quantificata in 33 milioni d’euro di mancati incassi. A rilevarlo è l’Associazione “Turismo Verde” della Cia-Agricoltori Italiani che rilancia l’appello degli operatori iscritti a promuovere il soggiorno in campagna per le prossime festività in calendario. Secondo Turismo Verde-Cia, infatti, "la rinascita del Centro Italia passa anche per le imprese agricole e agrituristiche che sono fondamentali per garantire la tenuta del tessuto socio-economico di queste zone del Paese, soprattutto delle aree interne. Per questo, l’organizzazione richiede a gran voce alle Istituzioni di promuovere al più presto una campagna per rilanciare il turismo rurale, non solo con spot pubblicitari ma anche attraverso misure incentivanti come sgravi fiscali o 'sconti famiglia'”. D’altra parte, come raccontano i dati di settore dell’Ufficio studi della Cia la situazione rimane drammatica: le 2.450 strutture agrituristiche nelle Province colpite dal terremoto registrano il “quasi vuoto” di prenotazioni. Ancora più grave la perdita economica per gli agriturismi che si trovano all’interno del cratere del sisma: 655 aziende che, tra danni e assenza di fatturato, hanno già visto sfumare circa 12 milioni di euro dal 24 agosto a oggi. “Con più di un miliardo di euro di fatturato medio annuo (circa 45 mila euro per azienda) il movimento agrituristico in Italia -evidenzia Turismo Verde della Cia - è un fenomeno in costante crescita dal 1985 (anno in cui venne riconosciuto per legge) e negli ultimi dieci anni è cresciuto del 55 per cento, rappresentando uno degli asset più performanti del settore primario e dell’economia nazionale. Il ruolo multifunzionale dell’azienda agricola ha consentito di garantire, oltre alla manutenzione e alla difesa di territori e paesaggi tipici, un indotto non secondario per le altre attività turistiche e commerciali. Solo nelle regioni della dorsale appenninica colpite dal terremoto questo valore complessivo è quantificabile in circa 300 milioni: sinonimo di occupazione, sviluppo e oggi possibilità di rinascita. Con quasi 240 mila posti letto e oltre 430 mila coperti a tavola, l’agriturismo è un volano su cui ora si può riattivare l’economia dell’Appennino e la ricostruzione di aree interne oggi in grave difficoltà e a rischio abbandono e spopolamento - ha spiegato l’associazione -. Bisogna spegnere le paure ingiustificate e tornare a riempiere gli agriturismi e le strutture ricettive di tutto l’Appennino".
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Nuovo record per le esportazioni agroalimentari Made in Italy, anche se permane il disavanzo commerciale. Lo scorso anno, tra prodotti dell’agricoltura, cibi e bevande, l’Italia ha esportato oltre 38,3 miliardi, facendo registrare una crescita da un anno del 4%. L’analisi, degli ultimi dati del Commercio offerti dall’Ufficio studi della Cia-Agricoltori Italiani, sottolinea come circa i due terzi delle vendite estere (25,1 miliardi), siano state realizzate all’interno del mercato comunitario. Anche nel 2016 - evidenzia la Cia - la Germania, con 6,7 miliardi e una crescita media del 4%, si è confermata primo sbocco commerciale, seguita dalla Francia (4,2 miliardi) che, in media, ha aumentato le sue importazioni dal Bel Paese del 5,5%: Le esportazioni oltre manica, nonostante i timori e gli allarmismi per la “Brexit” -puntualizza la Cia - sono valse oltre 3,2 miliardi (+0,4% in media) collocando, anche nel 2016, il Regno Unito sul terzo gradino del podio tra i mercati di sbocco del Made in Italy. Sulle tavole dei consumatori Usa, è giunto un decimo delle spedizioni italiane per un valore complessivo che ha superato i 3,8 miliardi e che, per le produzioni alimentari, è aumentato nell’ultimo anno del 6%. Praticamente azzerato, invece, il mercato Russo dove sono stati venduti prodotti e cibi italiani per poco più di 420 milioni. Sul fronte degli arrivi, nel 2016 l’Italia ha importato circa 42,9 miliardi tra prodotti dell’agricoltura e alimentari di cui, oltre 30, provenienti dai Paesi dell’Unione Europea e più di 4 miliardi dai territori del Sud Est asiatico e del Mercosur. Pechino ha invece esportato verso l’Italia 637 milioni con le vendite alimentari aumentate del 5,5%. Questo scenario si è tradotto in un deficit commerciale superiore ai 4,5 miliardi.
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Prodotti agricoli finiti sotto acqua, grandinate che hanno bersagliato alberi da frutta, verdure distrutte e semine perse. Un elenco di danni da bollettino di guerra quello stilato dalle associazioni agricole che puntano il dito contro una primavera e un inizio d'estate caratterizzate dal maltempo, da una forte instabilità delle temperature, da temporali con pioggia e grandine. I contadini di tutta Italia presentano l'elenco dei raccolti compromessi e dei danni economici subiti dalle aziende. Dal Piemonte, alla Puglia, dalla Liguria alla Campania, migliaia di ettari di terreno sono finiti sott’acqua per effetto delle precipitazioni che hanno fatto tracimare i fiumi provocando allagamenti con milioni di euro di danni. Un primo monitoraggio è stato fatto dalla Coldiretti e dalla Confederazione italiana agricoltori (Cia) che segnalano la necessità di verificare le condizioni per la dichiarazione dello stato di calamità nelle zone più colpite. Oltre ai campi allagati ci sono state frane e smottamenti che spesso hanno reso inservibile la viabilità interna. “In Abruzzo, precisa la Coldiretti, "nel Fucino dai sopralluoghi si segnalano danni a coltivazioni di ortaggi a foglia larga, carote Igp del Fucino e patate”. Campagne sott’acqua anche nel Lazio dove nel frusinate sono andate perse le semine appena effettuate e le coltivazioni orticole, mentre in Campania, nel beneventano, si sono verificati danni ai vigneti di Aglianico e Falanghina con aziende isolate a causa di frane e smottamenti. In Italia l’82 per cento dei comuni ha parte del territorio a rischio idrogeologico. A questa situazione non è estraneo il fatto che negli ultimi dieci anni sono stati sottratti all’attività agricola 690mila ettari da destinare alla cementificazione o per l’abbandono. In grossa difficoltà per la pioggia le aziende agricole del padovano. Frumento, soia, orticole e vigneti sono i settori che accusano gli effetti peggiori del maltempo. A segnalare i danni è la Cia, che parla di 17 mila 640 ettari coltivati a frumento che rischiano di essere penalizzati nella qualità.

 

 

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È necessario aumentare le pensioni minime. Per chiedere un intervento del Governo in questa direzione nei giorni scorsi una delegazione dell’Anp-Cia guidata da Alberto Giombetti e dal presidente dell’Associazione nazionale pensionati della Marche ,Franco Fiori ha presentato la sua petizione sul tema a Montecitorio. A ricevere la delegazione il presidente della commissione Agricoltura della Camera Luca Sani ed Emanuele Lodolini della Commissione Finanze. “La raccolta delle firme - hanno spiegato Anp e Cia - è partita su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di sensibilizzare opinione pubblica, istituzioni e partiti, e sono state raccolte già oltre 100 mila adesioni per chiedere all’esecutivo: l’aumento delle pensioni minime; l’estensione del bonus di 80 euro ai pensionati al di sotto dei mille euro mensili (oltre l’80% dei pensionati iscritti all’Anp ha una pensione che oscilla da un minimo di 502 a 1.000 euro mensili); l’ampliamento delle aree esenti da tasse; una sanità pubblica più efficiente con la medicina integrata, anche per chi vive nelle zone rurali; interventi per la non-autosufficienza”. “Un’iniziativa nata -hanno evidenziato Giombetti e Fiori- per richiamare le istituzioni e le forze politiche su un tema centrale per la sostenibilità del tessuto sociale del Paese. C’è da garantire una vita dignitosa a milioni di anziani, che hanno lavorato per far crescere l’Italia e ora si trovano costretti a vivere nel più profondo disagio. Per questo si è ritenuto di non scendere in piazza, ma di aprire un confronto costruttivo sulla situazione precaria nella quale tanti pensionati oggi sono costretti a vivere (agricoltori, ex mezzadri, ex contadini, ex coloni, braccianti). Donne e uomini che, dopo una vita di lavoro nei campi, percepiscono una pensione che non supera i 500 euro mensili”.

 

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Il 2016 sarà l’anno dell'agriturismo. Dopo la prova generale dei giorni di Pasqua, che hanno fatto segnare una crescita del 15% rispetto allo scorso anno, ora gli operatori di settore si attendono un’ottima stagione estiva, con 7,5-8 milioni di presenze in più da maggio a settembre. L’obiettivo è sfondare il muro di 1,5 miliardi di fatturato, superando l’1,2 del 2015. La proiezione è fornita dalla Cia-Agricoltori Italiani, che ha lanciato la seconda edizione del Festival nazionale degli agriturismi, incentrato sull’Agrichef, il “supercuoco” dei fornelli agrituristici.

Il risultato economico sembra ormai a portata di mano per un comparto che conta 232mila posti letto, 480mila coperti e 2mila aziende specializzate in attività sociali e didattiche, un patrimonio per l'Italia, spiegano dalla Cia, che è riuscito a tamponare l'emorragia dell’agricoltura degli ultimi dieci anni. A fronte della chiusura del 22% di aziende, le agrituristiche sono aumentate del 55%, giocando un ruolo decisivo per la tutela ambientale, visto che oltre 7mila sorgono in aree montane e dove le donne titolari hanno superato quota 7800. “Oggi si punta alla specializzazione - spiegano Dino Scanavino e Giulio Sparascio, rispettivamente presidenti di Cia e Turismo Verde - dalla vendita diretta dei prodotti in azienda, con sistemi di rete come quello promosso proprio dalla Cia con il marchio ‘La spesa in campagna’, alle fattorie sociali o quelle che si accreditano per la gestione di siti archeologici”. Insomma un comparto in evoluzione dove, pur rimanendo prevalenti le aziende a conduzione familiare, si aprono spazi per altre figure, dagli esperti in e-commerce e marketing a interpreti e guide. Il buon cibo, infine, rimane il vero must della  vacanza in campagna, dove a farla da padrona non sono solo i piatti della tradizione, ma anche le materie prime di prossimità; da qui la nascita dell'Agrichef, l'agricoltore-cuoco. 

 

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