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Rifiuti: Cisl "Creare filiera smaltimento scorie impianti nucleari" In evidenza

Pubblicato in Ambiente
13 Luglio 2018 di Redazione Commenta per primo!
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Creare una filiera nazionale di matrice industriale, in grado di sfruttare al meglio le opportunità legate allo smaltimento delle scorie nucleari (decommissing) degli impianti presenti sul territorio italiano. È la proposta lanciata oggi dalla Cisl, in occasione di una visita di una delegazione della Confederazione di via po ai siti Eurex di Saluggia ed alla centrale Nucleare di Trino, nel vercellese. "La Commissione Europea ha aperto una procedura di infrazione ai danni dell'Italia - sottolinea il segretario confederale della Cisl, Andrea Cuccello - per la mancata consegna del Programma nazionale di gestione delle scorie radioattive e del combustibile nucleare esaurito. La breve parabola nucleare italiana, ha costretto il nostro paese a fare i conti prima di tutti con il delicatissimo tema dello smantellamento delle centrali, garantendole un notevole vantaggio strategico in termini di competenze acquisite e la possibilità di giocare un ruolo da protagonista sul mercato internazionale,ma che oggi si sta lentamente depauperando.È fondamentale che il Governo - avverte Cuccello - individui un deposito nazionale che riceva i componenti rimossi dagli impianti, i fusti ed il combustibile di ritorno dagli impianti di trattamento, che garantisca sicurezza per la popolazione e salvaguardia per l'ambiente. I livelli occupazionali previsti sarebbero di 1500 addetti per il periodo di realizzazione del deposito e del parco tecnologico, 700 addetti a regime. Si tratta in parte di professionalità altamente qualificate, ma soprattutto per la fase di costruzione e la successiva manutenzione darebbe ossigeno ad imprese locali chimiche, edili, metalmeccaniche di diversa natura insomma"."Lavoratori che quindi potrebbero essere selezionati sul territorio che ospiterebbe il Deposito con una continuità lavorativa 'infinita'. L'investimento previsto sarebbe di oltre 1 mld di euro a cui aggiungere le risorse necessarie per il Parco Tecnologico. Dopo quasi 20 anni di attività della Sogin, l'azienda di stato che ha il compito di smantellare le centrali atomiche italiane, dobbiamo constatare che dei 3,7 miliardi di euro pagati dagli utenti con gli oneri nella bolletta elettrica, solamente 700 milioni sono stati utilizzati per lo smantellamento - sottolinea il sindacalista -. Il resto e' stato speso per costi di gestione (1,8 miliardi) e per il trattamento in Francia e Regno Unito del combustibile radioattivo da noi prodotto (1,2 miliardi). Visto che allo stato attuale rimane da svolgere oltre il 70% dell'attività, se non ci sara' un'accelerazione improvvisa non vedremo risultati positivi prima del 2050, con un inevitabile incremento dei costi per i cittadini. Proprio per questo la Cisl ci tiene a sottolineare l'importanza di mettere a fattore comune le tante professionalità che rappresentano l'eccellenza industriale italiana e creare una filiera nazionale che rappresenta un'opportunità per il sistema Paese per essere più competitivi all'estero dove il settore del decommissing sta crescendo". (Italpress).

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