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Wwf, in ripresa l'aquila di Bonelli in Sicilia In evidenza

Pubblicato in Ambiente
08 Luglio 2018 di Redazione Commenta per primo!
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Solo 18 anni fa in Sicilia si contavano meno di 20 coppie coppie nidificanti di aquila di Bonelli. Oggi questa popolazione e' salita a 44 coppie e, nel corso del 2018, almeno 26 (62%) hanno portato a termine la riproduzione, con un risultato straordinario: l'involo di almeno 39 giovani. Si tratta del maggior numero di esemplari di aquila di Bonelli che, dal 1990 ad oggi, hanno lasciato il nido. Altro dato sorprendente e' quello relativo al tasso di involo (cioe` il rapporto tra il numero di pulcini involati e il numero di uova schiuse) molto elevato: ben 13 coppie, delle 26 che si sono riprodotte con successo, hanno involato due giovani. Tra i motivi del successo riproduttivo di quest'anno anche l'efficacia dell'attivita' di monitoraggio e sorveglianza dei siti riproduttivi. Iniziata nel 2014 dal Gruppo Tutela Rapaci e ampliata nel 2016 dal progetto LIFE ConRaSi guidato dal WWF Italia. Le due squadre agiscono unitamente per bloccare il furto di uova e pulcini destinati alla falconeria (ben 63 territori potenziali e 44 siti riproduttivi monitorati da volontari ed esperti tra gennaio e giugno 2018). A cio' bisogna aggiungere il trattamento veterinario somministrato ai pulcini di aquila dal team del progetto LIFE ConRaSi contro l'infezione chiamata tricomoniasi. E' causata dal parassita Trichomonas gallinae trasmesso dai piccioni dati in pasto dai genitori ai pulcini. Quest'anno l'infezione e' stata rilevata in 9 delle 11 giovani aquile dotate di anello di riconoscimento, rivelandosi un fattore di rischio piuttosto grave. I piccioni rappresentano per l'aquila di Bonelli la preda principale dopo il coniglio selvatico, diminuito fortemente nell'isola a causa di malattie legate alla pratica dei ripopolamenti ai fini venatori. C'e' da dire che, purtroppo, la mortalita' di questo rapace resta elevata. Tra i nemici da battere: le collisioni contro le funi delle linee elettriche, il bracconaggio, il disturbo nel periodo riproduttivo e probabilmente l'effetto dei pesticidi che, entrando nella catena alimentare, possono compromettere l'esito riproduttivo. (Italpress).

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