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Risorse naturali vitali per le imprese In evidenza

Pubblicato in Ambiente
18 Giugno 2018 di Redazione Commenta per primo!
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Le risorse naturali, come l'aria pulita e l'acqua dolce, sono vitali per le imprese e oggi sono gravemente a rischio in molti settori industriali. La mancata gestione delle risorse naturali del pianeta, il cosiddetto "capitale naturale", ha conseguenze che vanno al di la' degli effetti diretti sull'ambiente. Per le aziende, infatti, l'insufficienza puo' anche portare a nuovi scenari di interruzione e responsabilita' che possono cancellare i profitti e avere un impatto sui modelli di business, man mano che aumentano fattori come la scarsita' delle risorse, l'azione normativa e la pressione delle comunita' e della societa'. E' quanto emerge dall'analisi di Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS). Le aziende del settore petrolifero, del gas e minerario sono esposte a un elevato livello di rischio legato al capitale naturale a causa della natura delle loro attivita'. Ad esempio, nel settore minerario oltre il 90% della produzione mondiale di ferro proviene da aree ad alto rischio di stress idrico e di impatto sulla biodiversita'. Anche il settore dei trasporti rientra nella "zona di pericolo" per il suo impatto sulla biodiversita' e per le emissioni di gas serra e non. Le emissioni di carbonio legate ai trasporti sono, infatti, aumentate dal 1970 del 250%, rappresentando attualmente il 23% di tutte le emissioni globali. Secondo il rapporto, c'e' quindi spazio per il settore di adottare soluzioni per limitare il rischio, come il controllo delle emissioni o l'applicazione di misure di mitigazione per ridurre l'impatto sulla flora e sulla fauna. Anche il settore food & beverage si colloca nella "zona di pericolo" per la sua elevata dipendenza dal capitale naturale nelle sue catene di approvvigionamento. Nonostante il rischio significativo di interruzione dell'approvvigionamento a causa dello stress idrico, solo il 20% delle aziende alimentari dell'MSCI All Country World Index ha iniziato ad affrontare questo problema nelle proprie catene di approvvigionamento agricolo. Inoltre, flora e fauna sono spesso danneggiate dall'uso eccessivo di pesticidi, che riduce la fertilita' e aumenta la vulnerabilita' agli eventi atmosferici, causando il danneggiamento delle colture per i fornitori delle aziende alimentari. Sette settori industriali - edilizia, utilities, abbigliamento, chimica, industria manifatturiera, farmaceutica e automotive - si collocano nella "zona intermedia", il che significa che i livelli di rischio e di mitigazione sono approssimativamente in equilibrio. Il settore delle telecomunicazioni, invece, e' l'unico ad essere classificato nella "zona sicura", non presentando un elevato livello di esposizione al rischio. Inoltre, le societa' di telecomunicazioni hanno enormi opportunita' di coprire il rischio del capitale naturale in altri settori. Soluzioni di comunicazione e gestione digitali possono consentire un uso piu' efficiente delle risorse. L'obiettivo dell'analisi contenuta nel rapporto e' quello di fornire una chiara indicazione dell'esposizione complessiva di ciascun settore al rischio di esaurimento di capitale naturale, piuttosto che delle singole imprese. Questo perche' ci sono differenze significative nel modo in cui le aziende di ogni settore affrontano e mitigano il rischio di capitale naturale.

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