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Anbi lancia censimento invasi privati da recuperare In evidenza

Pubblicato in Ambiente
12 Marzo 2018 di Redazione Commenta per primo!
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"In Italia non ci sono solo 35 grandi opere idrauliche incompiute e di cui chiediamo il completamento, ma c'e' un patrimonio di invasi privati, oggi abbandonati, che va censito e recuperato per fare fronte agli effetti dei cambiamenti climatici, in primis i lunghi periodi siccitosi". Cosi' Francesco Vincenzi, presidente dell'Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI). "Per aumentare la resilienza del territorio va incrementato - prosegue - il reticolo idraulico, di cui i 180.000 chilometri di canali, gestiti dai Consorzi di bonifica, rappresentano un'infrastruttura strategica per il Paese. Per farlo, bisogna dare concreta operativita' ai 300 milioni previsti dal Piano Irriguo Nazionale, ai 297 milioni stanziati dal Cipe per il Fondo Sviluppo e Coesione, ai 5 milioni del primo stralcio del Piano Nazionale Invasi. A cio', noi affianchiamo eccellenze nella gestione della risorsa idrica come il Canale Emiliano Romagnolo, la cui disponibilita' d'acqua ha dato valore all'economia di un intero territorio ed il sistema irriguo Irriframe, che fornisce il miglior consiglio all'agricoltore, permettendogli di risparmiare fino al 25% nel fabbisogno d'acqua per le colture".

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